L’arte del tortellino
Bologna vanta una lunga tradizione in campo culinario: sono tante infatti le prelibatezze che hanno valso alla città l’appellativo di “grassa”, ma il piatto principe della tavola bolognese è, fin dal medioevo, il tortellino in brodo, nonostante le illustri origini e la fama delle lasagne e delle tagliatelle.
Sull’origine di questo piatto esistono diverse leggende: una tra queste lo fa nascere a Castelfranco Emilia ad opera del proprietario della locanda “Dogana”, il quale, sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite e, rimasto tanto colpito dalla bellezza del suo ombelico, volle riprodurlo in una preparazione culinaria.
Gli odierni tortellini sono verosimilmente gli eredi relativamente recenti di una lunga progenie nata in un ambiente povero per “riciclare” la carne avanzata dalla tavola dei nobili ricchi.
A renderli così famosi in tutto il mondo ha contribuito senz’altro il ricordo di chi li ha assaporati ma anche, forse soprattutto, l’ideazione e la fabbricazione di macchine per produrli conservandone una qualità accettabile. Il Museo del Patrimonio Industriale documenta questa produzione con le macchine automatiche della Zamboni Troncon e, in occasione delle feste natalizie, invita i partecipanti all’iniziativa ad apprendere i segreti culinari della tradizione bolognese con l’aiuto degli operatori della “Vecchia Scuola Bolognese” diretta da Alessandra Spisni.
In particolare, oggi alle ore 16.00 il Museo organizza l’attività “L’arte del tortellino a Bologna”, per grandi e bambini.
L’ingresso al Museo e l’attività sono gratuiti.
Per informazioni: telefono 051.6356611; mail; sito web
E’ possibile raggiungere il Museo del Patrimonio Industriale, sito in via della Beverara 123, dal centro e dall’autostazione con l’autobus n° 17 (festivi 11A) – fermata Beverara; dalla tangenziale uscita n° 5.

