Signori Uomini, ci siete?
Come preannunciato i giorni scorsi, ecco la particolare ‘testimonianza’ di un nostro associato, che presentandoci una vicenda davvero particolare (e potremmo dire… intima), ci fornisce un’ottimo spunto per riflettere sulla complessità dei rapporti che possono intercorrere fra un uomo ed una donna.
In alcune parti del racconto, per non turbare nessuno o non fornire elementi che potessero rivelare l’identità dello scrivente, le parole originali sono state sostituite da alcune X (ad esempio: XXXXXXX).
Leggetevelo tutto d’un fiato, rifletteteci sopra un attimo, e poi tornate su questa pagina per fornire una risposta ai quesiti finali, o per lasciare comunque il vostro commento.
Siete pronti? Ecco allora il Sondaggio per i Signori Uomini
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1 giugno 2006 alle 15:55
E visto che ho pubblicato la storia, e quindi, scrivente a parte, sono il primo ad everla letta, non mi tiro certo indietro (questo potrebbe già preannunciare la mia risposta) ed esco anch’io ‘allo scoperto’…
Sono costretto ad ammettere pubblicamente i miei limiti !!!
Ovvero: mi piacerebbe scrivere che avrei scelto la risposta B, e fare così un figurone con tutti, ma riconosco la mia umana debolezza, e temo che nell’occasione (chiamiamola così) sarei stato ‘costretto’ a seguire la strada indicata nella riposta A!
Anzi: o nella seconda fase non ci sarei mai arrivato (anche qui, non necessariamente per ‘fermezza’, ma magari trovando il sistema per buttare tutto all’aria….) oppure, se mi fossi trovato già in medias res, avrei promesso qualsiasi cosa, telefonate, telegrammi, rose rosse ecc ecc
Come diceva saggiamente Mina a suo tempo, a quel punto l’importante è-è-è-è-è- è finire…
Piuttosto, lo scritto termina in modo un po’ sibillino: quale sarebbe la terza soluzione? Chiedo all’autore, se ci legge, di esprimersi in merito, ovviamente sotto mentite spoglie…
1 giugno 2006 alle 18:26
Visto l’argomento, mi atterrò a alcune considerazioni molto serie. Trovo che si possa stilare delle regole solo su due punti:
1) il famoso detto che “se sei accompagnato trovi occasioni in abbondanza, ma appena ti smolli col cavolo che ne vedi una anche in fotografia” non è certo un luogo comune, ma una situazione comune…
2) sono assolutamente contrario alla logica dell’”ogni lasciata è persa”.
Detto ciò, cambia non di poco la situazione nel caso si sia o meno singles. Personalmente ho attraversato varie casistiche, ma quella che mi ha sempre attirato meno di tutte è quella illustrata: trovo sempre molto più gratificante lo scegliere che l’essere scelti, così come ho sempre pensato (e verificato) che la prima volta è sempre peggiore della seconda. In base a ciò mi viene automatico dire che se la “collega” merita la prima volta, merita sicuramente anche la prova d’appello. Ma ho una curiosità in proposito: in quei particolari momenti, se la lei ti rivolge una domanda del genere, non è che ci siano particolari carenze nell’”intensità…?” D’accordo la scelta del momento più appropriato per chiedere “ma poi mi telefoni”, ma era magari possibile che riuscisse a chiederlo solo a termine operazioni… O sbaglio?
Comunque una telefonata non si nega mai. Le rose sono un’altra cosa…..
1 giugno 2006 alle 19:50
Probabilmente avrei rovinato tutto prima.
Un preliminare non adatto (alla qualsiasi cosa che si voglia realizzare), mi lascia refrattario ed infastidito, non ti dico quando mi trovassi bell che ingannato …
3 giugno 2006 alle 13:49
Pur essendo il sondaggio rivolto ai maschietti, rispondo comunque (infatti dall’ortofrutta mi metterebbero insieme alle patate, benchè gradissi maggiormente stare fra i piselli)…
Spero almeno non lo conserviate nel portafogli perché si rovinerebbe.
Leggendo la storia capisco perché nel West non si poteva uscire senza pistola ed ora invece non si fa un passo senza preservativo in tasca
Da donna vi dico che è la strategia-mi-telefoni viene dal bisogno assoluto di certezze: l’abbondare di lavoro precario comincia ad ispirare contratti part-time o a tempo determinato anche nelle relazioni interpersonali. Sotto la doratura della mangiauomini bela un agnellino che offre il suo corpo per far firmare una specie di contratto. Quindi, vedo la nostra eroina come una donna che cerca di costruire un castello sulle fondamenta ormonali(qualcuno dovrebbe avvertirla che queste sono anche le più fragili!).
Se fossi un uomo, però, avrei scelto l’opzione A. Se il sesso che stai facendo è soddisfacente e liberatorio, non vedo dove trovi la lucidità per far valere i tuoi diritti, a una domanda del genere rispondi un “sì, sì, siiiiiiiiì” pur di non interrompere l’emozione.
In caso contrario sceglierei B pur di togliermi dall’impiccio.
La fantomatica opzione C è che fondamentalmente questa donna ti piace, ha un bel corpo, magari anche una bella testolina e sul “poi mi telefoni?” ci riderai su mentre la vedrai raggiungerti all’altare accompagnata da suo padre.
O almeno, questo è come la vedo io!
5 giugno 2006 alle 00:39
E brava la nostra Sconosciuta, per almeno due motivi: sei riuscita a trovare un’opzione C credibile, operazione in cui noi maschietti per ora difettavamo (e neppure l’AUTORE, mi pare, si degna ancora di darci lumi), e soprattutto hai ribaltato completamente l’asse, dandoci perfino un’idea di cosa, in quella particolare situazione, potrebbe provare una donna se fosse uomo…
Visto che ci hai stimolato, e per prima hai giocato ad ‘interpretare’ tutti i due ruoli, del LUI e della LEI, vado anch’io oltre il compitino dell’AUTORE, (che ci chiedeva solo cosa avremmo fatto noi in quella situazione), e spendo due parole anche sulla LEI, appunto.
Quella che tu hai chiamato un agnellino, e che sostanzialmente assolvi per la sua debolezza e mancanza di certezze, ad un occhio più cinico potrebbe fare invece un effetto totalmente contrario… che dire, infatti, di chi scientemente sceglie di trascinarti fino a quella situazione, e quando sei sulla soglia dell’estasi ti ‘stacca la spina’? Di chi entra prepotentemente nella tua vita solo per uno scopo già premeditato, quello di ‘costruirsi’ questa sicurezza che le manca?
In sostanza, sono più che d’accordo sulle motivazioni che attribuisci alla LEI, un po’ meno su questa sua debolezza/passività: personalmente la valuto invece molto ATTIVA, fin dall’inizio della vicenda…
Ma naturalmente, un dubbio deve essere comunque venuto anche a te, se nella tua ipotesi finale la posizioni già come pronta alle nozze
5 giugno 2006 alle 12:25
Si daranno lumi circa la terza opzione solo al 15esimo intervento, oppure cicca cicca.
I primi interventi mi sembrano autentici e, nelle differenti correnti di pensiero ed esperienza, sensati. Forza signori, non credo che l’argomento vi lasci neutrali. Chissà che il confronto non ci aiuti a intravedere qualcosa di più di questo enigmatico universo femminile. Non so voi, io non ci ho capito granché. Cosa dite, lasciamo perdere e ci facciamo gli occhi dolci a vicenda?
..No, eh?
5 giugno 2006 alle 14:30
Più che l’argomento si fa ‘sensibile’ maggiormente, anche involontariamente, affiniamo il linguaggio non verbale che vogliamo trasmettere e contemporaneamente dispieghiamo le antenne per ricevere tutto e senza disturbi.
Secondo me la discussione di attività e passività è peregrina.
Penso che anche nell’assenza esista un bel po’ di linguaggio attivo.
Senza dubbio uno dei due può essere più attivo e/o più lucido a seconda della fase.
Il discorso è giustamente variegato, es. vi ricordate Ulisse quando passò con la nave vicino a dove si diceva ci fossero le sirene mangia uomini ?
Nel dubbio fece chiudere con la cera le orecchie dei propri uomini e dopo avergli dato rotta, l’ordine di remare sempre per tutto il periodo che servisse a passare il posto, si fece legare saldamente all’albero.
Voleva sentirne il canto ma nel timore di esserne rapito, si era tutelato.
Anche questa è attività; pur nella riconosciuta passività della fase critica che lo poteva perdere, nel complesso le sue predisposizioni ebbero l’effetto voluto.
Come in qualsiasi rapporto umano è necessario equilibrio, vicini senza essere subsidenti, partecipi e prossemici ma autonomi e di carattere.
Perché intanto non ci facciamo i DOLCI che poi vediamo di farci un bel giretto in bici, tanto per bruciarne le calorie e …. scaricarne le scorie ?
5 giugno 2006 alle 15:00
Il nostro Marco ci ha regalato un fantastico contributo alla discussione, davvero ineccepibile dal punto di vista filosofico, ma non ho ben capito cosa avrebbe dovuto fare il nostro eroe per ‘tutelarsi’, come dici tu… legarsi saldamente la fonte di tentazione attorno alla cintura, a mo’ di cilicio?
(…)
5 giugno 2006 alle 15:43
Esatto !!
Vedo che hai capito al volo la consecutio temporum !!
Ma poi, un dubbio, …. qualcuno lo farebbe solo per il body bilding ?
Ma chi ? Solo di lui o anche di lei ?
E la domanda di lei sarebbe la stessa ?
5 giugno 2006 alle 22:24
Il punto è che la donna-angelo dantesca ormai è un modello superato.
Così come quello del cherubino che fra le gambe ha il nulla purpureo, mi sembrano immagini stantie ma ai quali gli uomini anelano quando cercano moglie.
Del tipo, prima mi diverto con una sgnaccherona, poi quando devo presentarla a babbo e mammà “illibbbbbata la vojjjjo”!
Come è fisiologico che sia, anche la donna ha i suoi istinti sessuali, impetuosi o più controllati che siano, proprio come gli uomini. E, credetemi, tra donne è un sacco difficile parlare liberamente di tutto ciò che concerne il sesso, si può farlo solo con amiche fidate e, soprattutto, non aventi aspirazioni orsoline.
Quindi, se l’uomo può almeno sfogarsi verbalmente con gli amici, a noi donnine può prenderci fuoco il cavallo dei pantaloni. E una volta iniziata la “quadriglia” (visto che, come saprete, noi donne sappiamo sempre come rovinare tutto) ci prendono i sensi di colpa.
Abbiamo la sindrome post partum? Bene, avanti anche la sindrome inter-sexum allora! (tranquilli, non tutte ne soffrono!!!).
Comunque, per quanto riguarda il da farsi in quella situazione.. Non c’è il giusto o lo sbagliato, basta facciate ciò che vi fa sentire a posto con la coscienza. Se volete perseverare col vitellone che è in voi, continuate e regalate un bel passo a due alla signorina; se invece una domanda del genere fa perdere vigore al vostro Tronchetti-Provera (e ai vostri principii), non c’è che da reagire come il nostro autore.
E d’altronde, se nel sesso non c’è quel sano pizzico d’egoismo, non si prova nemmeno l’orgasmo.
5 giugno 2006 alle 22:25
Il punto è che la donna-angelo dantesca ormai è un modello superato.
Così come quello del cherubino che fra le gambe ha il nulla purpureo, mi sembrano immagini stantie ma ai quali gli uomini anelano quando cercano moglie.
Del tipo, prima mi diverto con una sgnaccherona, poi quando devo presentarla a babbo e mammà “illibbbbbata la vojjjjo”!
Come è fisiologico che sia, anche la donna ha i suoi istinti sessuali, impetuosi o più controllati che siano, proprio come gli uomini. E, credetemi, tra donne è un sacco difficile parlare liberamente di tutto ciò che concerne il sesso, si può farlo solo con amiche fidate e, soprattutto, non aventi aspirazioni orsoline.
Quindi, se l’uomo può almeno sfogarsi verbalmente con gli amici, a noi donnine può prenderci fuoco il cavallo dei pantaloni. E una volta iniziata la “quadriglia” (visto che, come saprete, noi donne sappiamo sempre come rovinare tutto) ci prendono i sensi di colpa.
Abbiamo la sindrome post partum? Bene, avanti anche la sindrome inter-sexum allora! (tranquilli, non tutte ne soffrono!!!).
Comunque, per quanto riguarda il da farsi in quella situazione.. Non c’è il giusto o lo sbagliato, basta facciate ciò che vi fa sentire a posto con la coscienza. Se volete perseverare col vitellone che è in voi, continuate e regalate un bel passo a due alla signorina; se invece una domanda del genere fa perdere vigore al vostro Tronchetti-Provera (e ai vostri principii), non c’è che da reagire come il nostro autore.
E d’altronde, se nel sesso non c’è quel sano pizzico d’egoismo, non si prova nemmeno l’orgasmo.
5 giugno 2006 alle 22:27
Scusate, mi è partito due volte lo stesso intervento… Devo pagare pegno??
6 giugno 2006 alle 01:29
Beh, come amministratore di questo sito potrei facilmente cancellartene uno, ma non lo farò per almeno TRE buoni motivi (e magari ce ne sono anche altri):
- come vi sarete accorti, finalmente ieri L’AUTORE, ovvero colui che ha lanciato il sasso, è ‘venuto giù dal pero’ (slang bolognese, ndr) e ha dato segno di sè, promettendo formalmente che al quindicesimo commento ci darà gli attesi lumi sulla famosa terza opzione del racconto: perché allora privarci del (contando anche il mio) TREDICESIMO commento?
- non tutti i ‘colpi che partono’ sono da scartare: fare poi addirittura una ‘doppia’ a un solo minuto (!) di distanza l’uno dall’altro, è un concetto che mi riporta indietro di parecchi anni (più di 25, direi) e quindi per motivi anche sentimentali li tengo entrambi;
- personalmente sono un convinto assertore delle PUNIZIONI, e direi che stavolta ne hai davvero meritata una esemplare: alla prima occasione credo che convocherò un’assemblea straodinaria dei probiviri di POSTFIERA NEWS (che tutto sono, meno appunto che probi) e verrà valutato il giusto castigo da infliggerti….
OK, magari a ‘sto giro ho già occupato troppo spazio con le stupidaggini, veniamo quindi alla parte (semi-)seria…
Vorrei dirti: non sopravvalutare questa sorta di cameratismo, o senso di complicità, che ne so, che ci dovrebbe essere fra uomini, e dovrebbe spingerci, come credi, a sfogarci verbalmente e scambiarci confidenze piccanti.
Non ne so molto della ‘sindrome del branco’, perché magari ho sempre preferito fare un po’ il lupo solitario, ma personalmente se in un bar o in uno spogliatoio sento appunto un uomo maturo (non un ragazzino) vantarsi delle proprie conquiste, o raccontarne addirittura i particolari, 9 volte su 10 lo valuto come un imbecille.
Allo stesso modo, non amo minimamente il ‘gallismo stradale’, ovvero gli sguardi insistenti, i commenti ad alta voce o peggio, anche se mi rendo perfettamente conto che ad una parte di voi femminucce piace, e magari lo valuta come una sorta di ‘indice di gradimento’; ma nel mio personalissimo mondo, più una donna mi piace e meno le darò adito di accorgersene… vedi quindi come può essere variegato l’universo umano!!!
Mi fermo qui (per ora): direi che L’AUTORE dovrebbe essere più che soddisfatto, mi pare che le nostre chiacchiere stiano centrando perfettamente il tema dichiarato, che era appunto riflettere sulla complessità dei rapporti che possono intercorrere fra un uomo ed una donna. A questo punto, bastano ancora DUE delle nostre opinioni e lo costringeremo a palesarsi nuovamente…
6 giugno 2006 alle 20:00
Mi sento di dare una interpretazione contrastante con quella di “questa sconosciuta”. Invito a considerare la vicenda sotto il punto di vista della logica militare.
Ci troviamo di fronte ad una donna splendidamente lucida che ha individuato la sua preda e ha pianificato tutti i termini della vicenda (campo di battaglia, armi da impiegare, strategia e tattiche di combattimento…). Questa donna è fermamente decisa ad ottenere il risultato che si è prefissata con o senza la volontà e la consapevolezza della propria sventurata preda.
Analizziamo le due opzioni in campo allo stato attuale.
L’opzione A è quella che porta a combattere inconsapevolmente la battaglia sottovalutando l’avversario, pensando di avere le forze e le tattiche sufficienti per tenere il campo. Ci si troverà ben presto accerchiati, allo stremo delle forze e senza vie di uscita. La sconfitta giungerà inesorabile.
L’opzione B è quella della ritirata consapevole. Ci si è accorti di essere stati attirati su un campo avverso con abili sotterfugi e si è capito che l’avversario è troppo forte per essere affrontato in campo aperto con armi inadeguate senza subire dolorose perdite. Si sceglie saggiamente di ritirarsi con l’onore delle armi.
A questo punto sorge spontanea la domanda: “esiste un opzione C?”. Sono convinto di si. Sono sicuro che l’autore una sua acuta risposta l’abbia già in tasca e che voglia giocare al gatto col topo con noi poveretti come la donna ha condotto il gioco con il suo sventurato amante. Ma se di gioco si tratta, allora per avere una qualche possibilità di successo è necessario ribaltare il tavolo e cambiare i termini noti.
Se mi fossi trovato al posto del nostro eroe avrei proposto alla nostra femme fatale di interrompere immediatamente la quadriglia sul più bello per andare a casa mia, chiamarla subito al telefono e… invitarla in campo avverso a completare la battaglia secondo le mie regole… Sicuramente rimanere così a metà le avrebbe dato un certo fastidio, ma ancor di più l’inversione dei ruoli!
Per queste situazioni consiglio la preziosa lettura di “L’arte della guerra” di Sun Tzu!
6 giugno 2006 alle 22:16
Scusate, ho appena letto il racconto ma non conosco bene le regole di questo posto: non vorrei quindi fare dei torti a nessuno, dato che vi vedo molto impegnati… ma non vi sfiora il dubbio che la realtà a volte è molto più semplice di tutte le sue interpretazioni, o che i bisogni primari sono veramente pochi, e quando l’uomo (o la donna) non ha da mangiare la filosofia o le buone letture non possono sorreggerlo?
La donna è semplicemente una promoter OMNITEL part-time, che cerca di ragranellare qualche soldo dopo aver fatto decine di turni in Posta e amministrazioni varie, e provato anche a fare un po’ di pulizie nei condomini (esperienza breve, a causa di problemi alla schiena). Inizialmente però la poverina non ‘batteva un chiodo’ nel suo nuovo lavoro: ore ed ore di telefonate ad utenti casuali che non ne volevano sapere di ascoltarla.
Ma il bisogno aguzza l’ingegno, e ora ha trovato un SUO metodo, che consiste nell’approccio DIRETTO e nel fare la proposta…dopo: adesso, finalmente, i contratti fioccano!!!
Se quel balordo non avesse avuto una reazione così imprevista (fino a quel momento nessuno l’aveva mai lasciata a metà), la domanda successiva sarebbe stata “E se mi telefoni, che gestore usi? Si, perché c’è una bella differenza fra i vari piani tariffari…”
7 giugno 2006 alle 00:42
Colonnello Buttiglione: sinceri complimenti per le letture. Personalmente, sono convinto che quelle buone fanno la differenza e sorreggono eccome, specie si tratta di comprendere chi sono, come ragionano e cosa vogliono i nostri simili. Per quel che si vede in giro, è quasi tutto un tirar di giacchetta (o gonnellina, a seconda).
Comunque: Fuochino!
7 giugno 2006 alle 01:31
Caro AUTORE,
grazie del tuo illuminato parere, ma in qualità di moderatore sono costretto a richiamarti formalmente ad un rigoroso rispetto delle regole che tu stesso hai dettato: avevi esplicitamente promesso (è ancora leggibile più in alto) di dare lumi al 15esimo intervento: il tuo ultimo era il 16esimo, non pretenderai ora di cavartela con un… ‘fuochino’?
Visto che (casualmente) mi trovo qua, ne approfitto comunque per informare, te e gli altri amici che ci leggono, che questo articolo ha sfondato il record di accessi di questi primi 4 mesi di POSTFIERA NEWS, superando anche gli (straletti) articoli del Torneo Galanti: per questo motivo, è stato anche segnalato e linkato alla Newsletter che gli iscritti al servizio riceveranno domattina.
Evidentemente, come dire, l’argomento tira…
7 giugno 2006 alle 12:56
Forse l’autore desidera che l’eventualità C sia creata dagli interessati, e con le fantasie riempano gli spazi del reale ipotetico; punto di sicurezza per il reale futuro, quello vero.
Secondo me è anche giusto che magari ci dica quale è stata la sua C o quale vorrebbe che sia, assumendo così la parte non di chi ha suscitato la discussione ma di un partecipante, perché anche lui lo è.
Donna angelo o contrapposizione militare ?
Reale ipotetico ‘spogliato’ da idealizzazioni o sani princìpi (e prìncipi !) un pò isolati ?
E ancora valchire e fusti o piumine al vento e ‘fustini’ d’altri fasti ?
Ditemi un pò…
La stringa potrebbe continuare ma non annoiare, il mondo fantastico è bello che rimanga tale per poterci disegnare volando e volendo capire, il proprio sentire e quello dei vicini, che diventa un pochino nostro, per induzione.
Il conflittuale gioco della partecipazione, del mettersi in campo, (in questo come in altri) mantenedo un pochino di sè nelle retrovie, una sana riserva, un approdo sicuro per i momenti meno luminosi, prevede il conoscere se stessi ed il saper comunicare chiaramente, processi infiniti perché cambiamo continuamente e la comunicazione di conseguenza.
Penso quindi sia bene dotarsi di buoni strumenti di conoscenza e di trasmissione per poterci adeguare alla bisogna.
Mi direte: “… e allora ? ”
La proposta dei dolci e della bici è sempre valida !
Che dite ci fidiamo più delle sfide …. o delle sfffortune ?
7 giugno 2006 alle 13:59
Chiederei a lorsignori di continuare a buttarsi nella mischia. Più teste (e altro, visto l’argomento) siamo, maggiore è la possibilità di confronto. Finora gli interventi, secondo me tutti piuttosto interessanti, sono stati di 7 persone, che ringrazio. Ma più che a un fuochino, aspiro all’incendio. Alla fine e solo alla fine, avrete la mia personale risposta.
7 giugno 2006 alle 19:30
Caro autore,
innanzitutto la concezione di fine è piuttosto soggettiva, quindi non so se sia consigliabile far comprare a scatola chiusa.
Di conseguenza, sarebbe da fair play farci sapere quante persone vorresti che partecipassero al forum prima di scrivere la tua personale risposta.
Occhio anche alle aspirazione incendiarie… Meglio non scottare nessuno o c’è il rischio che la discussione perda d’interesse!
Naturalmente non te/ce lo auguro, aspettiamo tutti nuove opinioni, ma è meglio far luce su un paio di clausole prima di continuare!
7 giugno 2006 alle 20:34
Hai ragione Sconosciuta: l’hai notato anche tu che l’AUTORE si esprime solo nei confronti di noi maschietti, e fin dal titolo cerca di radunare solo i Signori Uomini, appunto?
Forse sono un po’ acido (in fin dei conti ora ce l’ho un po’ con lui perché non ha mantenuto l’impegno, cercando di mischiare le carte), ma tutta questa misoginia non potrebbe essere una significatica chiave di volta della vicenda?
Non sarà che la richiesta della telefonata gli ha fornito un comodo alibi per uscire di scena con onore, dopo essere stato trascinato in un gioco amoroso che (come dalle stesse premesse del racconto), non era atteso e forse nemmeno… richiesto?
(…)
Meditate gente, meditate
7 giugno 2006 alle 21:48
OK: siamo a 7 persone. 15 in totale e dico la mia, sperando di non spegnere il dibattito. Donne o uomini che siano, ne mancano 8 all’appello (e, per favore, non cambiate i nicknames).
8 giugno 2006 alle 12:25
Caro Autore,
ti sono grato perché sei sceso in campo, hai portato una storia (vera o verosimile adesso non m’importa), hai dato adito ad interesse/i, a confrontarci con noi stessi in primis e con gli altri anche.
Però, …. c’è un bel PERO’ !!
Non sono molto pratico di siti e di blog, posso dire che questo sia il primo a cui scrivo, la mia pratica è quindi ridotta, nonostante ciò mi è apparso chiaro che tu hai richiesto 15 MESSAGGI
8 giugno 2006 alle 12:29
Mi chiedo perché queste cose non succedano mai a me!
Ho sempre sognato che una bella ragazza mi invitasse a salire in camera e, senza tanti preamboli, mi saltasse addosso.
Ma questo per me è sempre avvenuto dopo aver pagato una cena fuori o essere andati a vedere un paio di film…
Comunque, per decidere cosa fare in quel momento bisognerebbe sapere se la ragazza si conosceva già o se era la prima volta che la si incontrava. Nel primo caso, si erano mai viste avvisaglie d’interessamento da parte sua? Se sì, sarebbero stati un buon elemento per prevedere dove voleva arrivare la donzella e cercare di non farsi trovare impreparati.
Se invece la ragazza era fino a quel momento una sconosciuta… Non ci si può far niente, anzi, si può continuare e poi andarsene via quatti quatti (tanto, essendo i “rapporti” appena cominciati, non le si deve quasi nulla).
E’ un discorso un po’ bastardo dentro e me ne rendo conto, ma se la carne chiama è così che reagirei.
8 giugno 2006 alle 12:37
Aggiungo che la scelta A e B mi sembrano come il bianco e il nero, mentre la C come una serie inutile di grigi.
Se poi vogliamo vedere nella C una specie di vendetta, credo non sia necessaria. Va bene, siamo in camera sua e lei ha agito secondo un piano ben preciso, ma nella vita capita a tutti di porsi nel modo sbagliato (e intanto noi ci stiamo godendo un tango orizzontale inatteso)!
8 giugno 2006 alle 12:43
….. scusassero ,,,, mi è partito un colpo “in mezzo di scrittura !!”
Riprendo.
… NON 15 NICKNAME (anche inventarsi altre personalità potrebbe essere carino) O 15 PERSONE !!
In ambito commerciale il ‘venditore’ esperto, nel conflitto con il cliente, tiene più le parti della controparte, che la propria, in quanto sa che il suo interesse è che l’altro non se vada.
Hai già indubbiamente visto che abbiamo fatto un doppio giro di boa con le medesime persone praticamente, se altri hanno letto, non sono stati interessati; penso che quando s’arrivasse alla 15 esima persona scrivente per i primi non ci sarebbe più la curiosità di sapere cosa hanno detto gli altri.
Facciamo un passo oltre,
troviamo la maniera di scrivere una storia con il contributo di tutti.
Penso ad una successione predisposta, per cui ognuno aggiunge il suo pezzo in successione a quello di chi l’ha preceduto, lasciando il finale aperto per colei/colui che la/o seguirà e vediamo cosa succede.
Posso solo dire che la prossima settimana non sarà connesso, in quanto in vacanza, anzi saluti a tutti.
8 giugno 2006 alle 13:28
Esatto, Marco, mi hai anticipato: anche a me era venuta la stessa idea, ovvero che siamo alla fine del semestre fieristico, e vicini alla tradizionale data di ‘chiusura operazioni: qualcuno anzi (tutto il personale di manifestazione) non c’è più, anche se magari continua a leggere da casa. Fra poco ci sarà comunque il ‘rompete le righe’ per la pausa estiva, anche qui a POSTFIERA NEWS.
Tutto questo per sottolineare che se l’arguto autore ha veramente altra carne… è meglio che la metta ora sul fuoco, altrimenti rischia di tenerla in congelatore fino a settembre!
9 giugno 2006 alle 18:10
Rileggendo la storia ho notato che mi è sfuggito un passaggio importante: che le due persone in questione si conoscevano già. Detto questo, l’interpretazione che ho dato va modificata in questo senso: è sicuro l’autore di non aver mai captato messaggi d’interessamento dalla ragazza? Perché da quanto mi è parso di capire dalle donne, se anche minimamente si son fatte delle idee su di te, un qualche occhiolino più calorico te lo fanno!
Quindi mi suona strano che la tizia abbia agito come un fulmine a ciel sereno, qualche avvisaglia in passato sarà pur rintracciabile. O no?
9 giugno 2006 alle 21:45
Beh, se l’AUTORE ha scritto per trovare un po’ di solidarietà tutto bene, ma se voleva ‘schiarirsi le idee’ col nostro aiuto, direi che a questo punto dovrebbe già essere completamente confuso, e non mi meraviglierei quindi se ora facesse qualche mossa a sorpresa…
11 giugno 2006 alle 08:48
TANTI AUGURI AD EDITOR !!!!!!
Colgo l’occasione d’inviare una visione della cosa:
“La vampa d’agosto”
In cui l’autore s’ispira alle mie avventure peerfarle vivere al suo personaggio, adesso sta già scritto là, … inutile che ve lo ripeta.
Montecimone, commissario
N.B. Dato che l’autore di questo s’ispira a me, quello del sondaggio, essendo anch’egli autore e non cronista, a chi si è ispirato ?
12 giugno 2006 alle 00:02
ATTENZIONE!!!
Sono al lavoro da qualche ora con un’equipe di grafologi, per cercare di decriptare il commento precedente: il lavoro si preannuncia molto faticoso, ma non disperiamo di ricostruire almeno una parte del pensiero del suo autore…
L’unica cosa che è arrivata chiaramente (almeno, a me), sono gli auguri e lo ringrazio, ma mi fermo comunque qui per non profanare questo spazio (non vorrei che ci fosse l’AUTORE nei pressi…)
12 giugno 2006 alle 12:37
Man forte all’editor.
Avrò letto il messaggio almeno tre volte e ho dubitato di essere italiana, in quanto non ci ho capito una benemerita mazza…
16 giugno 2006 alle 00:29
Il sito sta ‘smobilitando’ per la pausa estiva: ma naturalmente, accettiamo nuove idee sull’argomento anche da sotto l’ombrellone o dove volete voi: l’unico che può assumersi la responsabilità di dichiarare chiuso l’argomento è il malefico AUTORE…
17 giugno 2006 alle 20:14
Salve, sono Troy McLure!
Forse vi ricorderete di me in “Sette cowboys per sette frustini” e “Come comprare un kilo di pasta portandosi a casa anche la commessa”!
L’aneddoto da voi narrato mi fa venire in mente una delle tante avventure che hanno visto me come protagonista, ma questo ha a che vedere con Springfield e non con BolognaFiere.
Concordo con l’intervento del Colonnello Buttiglione, la ragazza aveva pianificato le cose talmente bene da far somigliare tutto a un piano di guerra. Spero non sia Presidente degli Esteri di qualche Stato, o preparo il passaporto per emigrare.
Concordo anche con la reazione dell’adescato, anzi, mi congratulo con lui per la scena che se fosse inserita in un film ne dichiarerebbe il successo.
Voglio sperare che l’opzione C non sia il lasciare la panterona incinta in segno di vendetta, sarebbe cosa meschina e inguaiante.
L’opzione C che vedo io, sebbene per pensare a un’opzione C in quel momento si avrebbe bisogno di grande destrezza e stile, sarebbe dire di sè e darle il numero di cellulare sbagliato. Sè, proverà a telefonarmi e troverà qualcun altro al mio posto, ma quando ci fossimo riveduti avrei chiarito il movente del gesto.
Ora vi lascio, devo andare a recitare nel mio prossimo film… Mi avete dato spunto per una scena madre!
20 giugno 2006 alle 13:57
Dove l’hai trovato questo nick, Troy?
20 giugno 2006 alle 22:50
Farò un’anticipazione,
l’autore di “Una vampa d’agosto” è Andrea Camilleri.
Vi dirò anche che nella trama si può riconoscere il tranello ordito da una bella donna per raggiungere il suo scopo.
Indubbiamente si può vedere anche la strumentalizzazione di un uomo su di un’altra donna.
Ora leggetevi il libro, che vi ho già detto molto.
Per quanto riguarda Troy, mi pare di dover ricordare che la protagonista della storia propostaci chiede di telefonarle, non di darle il telefono perché possa chiamare lei il personaggio maschile, mi pare.
Ciò può significare voler indurre sudditanza psicologica, perché si pensa e probabilmente a ragione, il coltello dalla parte del manico.
20 giugno 2006 alle 23:23
Ma se mi spremo e indovino questa risposta od opzione C poi il Cral mi premia? Non per essere venali, ma è già così caldo, e per far ‘fumare le meningi’ vorrei qualche motivazione…
22 giugno 2006 alle 18:40
Editor, questo nick proviene dagli altissimi Simpsons.
Troy McLure è un attore televisivo di Springfield (la città dove vivono i nostri) ed ogni volta che appare esordisce con un “Salve, forse vi ricorderete di me in…” aggiungendo titoli incredibili di film altrettanto assurdi.
Non potete leggere Sun Tzu senza aver preso contatti anche coi Simpsons, vi mancherebbe una fetta di cultura!!
22 giugno 2006 alle 18:58
Accc… avrei dovuto consultarmi con mia figlia, lei è una fan dei Simpson: io li guardo un po a spot, ma qualche personaggio mi sfugge.
E comunque, fra la cultura di Sun Tzu ed i Simpson, per il momento sono più vicino a quest’ultima, ma… se continuate a battere il tasto, finisce che me lo prendo davvero questa ‘Arte della guerra’!!!