La Bolognina cambierà faccia
La Bolognina cambierà faccia: la Giunta Cofferati ha licenziato il Piano operativo comunale che comprende tutte le opere programmate per l’area del quartiere Navile. Torri da 18 piani all’ex Sasib, un distretto artigianale e produttivo nell’ex fabbrica di treni Casaralta, un giardino pubblico, con una nuova scuola, al posto dell’ex caserma Sani.
Il Comune dà il via alle trasformazioni: le proprietà avranno tempo cinque anni per iniziare i lavori, pena la perdita dei diritti edificatori. La Giunta ha approvato anche l’accordo urbanistico per la riqualificazione della ex Sasib, che dovrebbe essere uno dei primi cantieri a partire. Sull’area che una volta era un fabbrica (circa 41.000 metri quadrati la superficie totale), troverà posto edilizia residenziale in più della metà del terreno disponibile.
Alla proprietà, la Zucchini spa, è stato concesso di realizzare case su 16.400 metri quadrati, più altri 6.150 di premio se vengono raggiunti livelli di qualità ambientale (bonifiche), edilizia (risparmio energetico) e architettonica. A questi vanno poi aggiunti ulteriori 820 metri quadrati da destinare all’edilizia sociale. In totale, gli appartamenti potrebbero arrivare a occupare 23.370 metri quadrati, più della metà dell’area.
“Altro che una palazzina – prevede l’assessore all’Urbanistica del Comune, Virginio Merola – costruiranno torri, da 18-20 piani”. Palazzo D’Accursio, però, per controbilanciare tutto questo mattone, si è premunito chiedendo alla proprietà di realizzare un giardino pubblico da 15.000 metri quadrati, parcheggi a servizio degli edifici più uno pubblico da 250 posti, una nuova piazza e piste ciclabili, compreso il rifacimento di via Passarotti.
Il progetto di via Bigari, si legge in una seconda delibera approvata questa mattina dalla Giunta comunale, prevede l’abbattimento di una parte delle costruzioni esistenti e il recupero del corpo di fabbrica più antico, risalente al 1883 e tutelato dalla Soprintendenza, che al momento ospita la collezione storica di Atc: 23 mezzi storici (treni, tram, autobus e filobus), tutti o quasi in buono stato di conservazione; circa 250 cimeli; l’archivio storico di Atc; un archivio fotografico da circa 7.000 immagini; una biblioteca con 600 titoli.
Il tutto farà parte del Museo provinciale dei trasporti, al momento chiuso al pubblico perchè all’edificio di via Bigari mancano le condizioni di sicurezza strutturale. Dei 7.600 metri quadrati di superficie utile, il museo ne occuperà 1.600, mentre il resto sara’ destinato a ristorazione (500 metri quadrati) e agli uffici della Provincia. In via Bigari, Palazzo Malvezzi trasferirà il settore Servizi alla persona e soprattutto il Centro per l’impiego, che avrà bisogno di circa 240 postazioni di back-office, sale riunioni per 250 metri quadrati e spazi a piano terra per l’attività di front-office (oltre 170 metri quadrati).
Oltre all’ex fabbriche Casaralta e Sasib, la caserma Sani e il museo di via Bigari, il Poc del Comune mette in attuazione anche gli accordi sulle ex Cevolani (verrà demolito il fronte su via Mascherino per fare spazio a servizi produttivi e direzionali) e valorizzazione commerciale di via Ferrarese e dintorni. Anche le ex officine Minganti vengono coinvolte nella trasformazione: per il centro commerciale è prevista la parziale copertura degli spazi aperti e la chiusura laterale di alcuni spazi pubblici, completando il collegamento pedonale fino al centro civico del Navile.
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