Circondati dal CO2
Per far sparire i 2,5 milioni di tonnellate di CO2 che si ritrova ogni anno nell’aria, alla provincia di Bologna servirebbe un bosco nuovo: una foresta di almeno 26 chilometri quadrati, una superficie quasi pari all’estensione di Castello D’Argile (29 chilometri quadrati). Ferrara, invece, su cui gravano 974.691 tonnellate di CO2, dovrebbe far spuntare alberi su un territorio di almeno 13 ettari, più o meno le dimensioni di Mirabello.
Questi i dati di uno studio condotto da Legambiente, preoccupata perché l’Italia continua “a non fare nulla per attuare gli impegni previsti dal primo periodo di azione del protocollo di Kyoto”.
Dopo il primo anno di validità degli impegni del protocollo (per l’Italia prevedono un taglio complessivo delle emissioni del 6,5%), “il nostro Paese non ha una strategia valida”, lamenta Legambiente, segnalando in una nota che “le emissioni sono cresciute del 9,9% dal 1990 ad oggi”. E nel frattempo si parla di “rilancio del carbone e del nucleare a danno dello sviluppo di rinnovabili ed efficienza energetica”.
In Emilia-Romagna, avvertono gli ambientalisti, le cose non vanno meglio: “Abbiamo stimato che le emissioni di CO2, considerando esclusivamente quelle dovute al trasporto su gomma ed alla gestione delle abitazioni, arrivano almeno a 11 milioni e 300.000 tonnellate annue, assorbite solo parzialmente dall’ingente patrimonio boschivo presente in regione”.
Secondo i calcoli di Legambiente, “considerando l’accrescimento medio di un albero adulto”, per arrivare al risultato delle emissioni zero la provincia di Bologna dovrebbe aumentare la superficie boschiva di circa 26 chilometri quadrati, quella di Modena (quasi due milioni di tonnellate di CO2) dovrebbe mettere a dimora quasi due milioni di alberi, pari ad una superficie di 19 chilometri quadrati, quanto il Comune di San Possidonio; la provincia di Ravenna (ha a che fare con emissioni di CO2 per un milione di tonnellate) dovrebbe piantumare quasi un milione e mezzo di alberi, equivalenti alla superficie del Comune di Bagnara di Romagna (10 chilometri quadrati).
“Cifre impressionanti ma sottostimate: se- avverte Legambiente- si dovessero considerare anche le emissioni delle attività produttive, questi dati andrebbero raddoppiati o addirittura triplicati”. A Forlì-Cesena si conta un milione di tonnellate di CO2 e un ‘fabbisogno’ di sette chilometri quadrati di bosco (come il Comune di Gambettola); a Piacenza si registrano circa 765 mila tonnellate di CO2 e l’esigenza di un bosco nuovo da quattro chilometri quadrati (poco più grande del Comune di Caminata); a Reggio Emilia, invece, i dati parlano di 1,2 milioni di tonnellate di CO2 e una foresta di 12 chilometri quadrati da far crescere per poter assorbire tutto (come il Comune di Rolo). Infine, Rimini: 783 mila tonnellate di CO2 e tanti alberi quanti ne bastano a coprire una superficie di 10 chilometri quadrati (un po’ meno dell’estensione del Comune di Poggio Berni). In tutta l’Emilia-Romagna il calcolo porta ad un “fabbisogno” di quasi 11 mila ettari di alberi.
Per dare il buon esempio, Legambiente Emilia Romagna ha un giardino pensile che compenserà le emissioni della propria sede.
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18 febbraio 2009 alle 00:18
Entro il 2010, muoversi in bici sarà un scelta molto più che ragionevole. Anche per scadenze dei patti internazionali.
Case più isolate, che non significa smontare casa e rimontarla in campagna e neppure prepararsi ad un trasloco.
Treno, più treno soprattutto ed in primo luogo per le merci. Non sarebbero investimenti strutturali ?
Forse significa meno incidenti ?
E questo non significa meno camionisti ma più camionisti riposati; infatti i primi e gli ultimi 50/100 km di viaggio dovrebbero essere fatti comunque su gomma.
27 febbraio 2009 alle 21:49
Cosa respiri !!
In auto c’è più smog
Troppo smog, meglio andare in auto che in bicicletta? Non è vero, diverse ricerche dimostrano che gli automobilisti sono più inquinati dei ciclisti
Nel febbraio 2002, in una delle ricorrenti “emergenze smog”, qualcuno disse che non si doveva viaggiare a piedi od in bicicletta per proteggersi dall’inquinamento. La risposta di Fiab-Tuttinbici di Reggio Emilia fu un esperimento in collaborazione con lo Studio Alfa (febbraio 2002), che dimostra esattamente il contrario. Chi sta in auto respira più smog di chi sta fuori!! L’esperimento e le tabelle riassuntive.
Sul sito del Monte Sole Bike Group – Fiab di Bologna: Il ciclista respira meno inquinanti di un automobilista. Riassunto dello studio danese del 2001 “Differenze nell’esposizione di ciclisti ed autisti di autoveicoli all’inquinamento atmosferico da traffico nella città di Copenhagen”. Per chi desidera maggiori dettagli, qui si trova l’articolo originale pubblicato (pdf, in inglese).
Sul sito di Fiab-Ciclodi: Un mito, una leggenda metropolitana molta diffusa vuole che il ciclista in bicicletta respiri più inquinamento di un pedone o di un automobilista. Nel fascicolo della Commissione Europea “Kids on the Move” è riportato che “in un’ora, secondo lo studio olandese che e’ alla base della pubblicazione UE, un ciclista respira oltre la meta’ in meno dell’ossido di carbonio inalato da un automobilista chiuso nell’abitacolo.
Sul sito Viva la Velorution: Inquinamento urbano e andare in bici – sei proprio sicuro/a che andando in macchina respiri meno inquinanti di un ciclista sotto sforzo?
Tratto dalla brochure della Commissione Europea “Città in bicicletta, pedalando verso l’avvenire”
27 febbraio 2009 alle 21:58
…. e non solo …
per chi vuole approfondire e magari sa il francese, (tratto da un articolo di “I like bike”
“Alle varie Arpa (Agenzie regionali per l’ambiente) chiediamo infine di realizzare una ricerca analoga e di comunicarla al meglio. Per chi volesse approfondire lo studio francese, può scaricare la ricerca visitando la pagina dedicata sul sito di Airparif.”
Indubbiamente … non ci sono più dubbi !!
27 febbraio 2009 alle 22:15
ehm… considerando che i link agli articoli che citi te li sei mangiati, ovvero non appaiono nei commenti… potresti chiarire meglio il senso dell’affermazione
27 febbraio 2009 alle 23:40
Già, non appaiono i link…. non me ne ero accorto ….
Praticamente una persona seduta cambia l’aria nei polmoni in cinque respiri, nel caso sia un automobilista, inalando lentamente l’aria che si trova all’interno dell’abitacolo che è stata lentamente inquinata dalle particelle più pesanti di quella esterna, ovvero delle parti più deleterie che aleggiano fuori.
Naturalmente la parte più inquinata dell’aria che respira è più pesante, una volta entrata nei polmoni vi si deposita e fa fatica ad uscirne con il respiro rilassato di una persona seduta.
L’automobilista poi, difficilmente può lasciare la zona inquinata, cioè la strada trafficata.
Inoltre l’effetto è peggiorato dal fatto che la parte interna dei sedili e delle portiere è fatta di un componente della benzina che sottoposto a particolari trattamenti si modella con facilità, a forza d’utilizzare sedili e rivestimenti interni, questi composti “schiumati” che sono spugnosi perdono progressivamente elasticità, e si sbriciolano nell’ambiente e finisce che ce li mangiamo.
E il ciclista ?
Dato che sta pedalando, necessita di più aria e la cambia nei suoi polmoni in tre respiri e la butta fuori con foga, pulendosi i polmoni con efficacia e poi può allontanarsi facilmente dalle zone più trafficate e inquinate.
Se qualcuno è interessato può andare a scorrere il sito della Fiab (federazione amici della bici)