Le donne bolognesi guadagnano la metà

Donne al lavoroNel 2005 (ultimi dati disponibili in Comune) le donne bolognesi hanno dichiarato redditi pari a meno della metà degli uomini. Il dato, che consegna un divario del 60,8% tra i due generi, è stato illustrato oggi in conferenza stampa a Palazzo D’Accursio dall’assessore al Bilancio Paola Bottoni e dal direttore del settore Statistica Gianluigi Bovini.

In dettaglio, i maschi hanno dichiarato in media un reddito di 27.109 euro l’anno; quota che per le femmine si ferma a 16.860, rispetto ad una media tra i due sessi che è pari a 21.769 euro.

Complessivamente nel 2005 i contribuenti bolognesi hanno versato 1,5 miliardi di imposta netta, pari in media a quasi 5.000 euro l’anno di Irpef netta pagata a testa.

“Il divario reddituale tra uomini e donne – ha commentato Bottoni – resta elevato anche se in miglioramento rispetto al dato del 2002 che registrava un differenziale del 64,4%. Tuttavia siamo di fronte ad un chiaro dato di disuguaglianza tra i due sessi”.

Analizzando più nel dettaglio, emerge che il divario si assottiglia fino al 20% nelle classi più giovani (fino a 34 anni), per poi accentuarsi sensiblimente dai 45 anni in su, con picchi tra i 60 e i 75 anni.

“Confrontando i dati del 2005 con quelli del 2005 – ha aggiunto Bovini – si nota come prima dei 50 anni i redditi delle due curve praticamente coincidono: si tratta di un dato che evidenza le serie difficoltà della tenuta del potere di acquisto da parte dei giovani tra cui aumentano i contratti con forme retributive meno generose e meno sicure rispetto al passato”. A questo va aggiunto il fatto che in questa fascia incidono maggiormente anche gli stranieri, che sono per lo più giovani e meno ricchi.

Il distacco tra maschi e femmine si annulla però se si considerano i redditi provenienti da proprietà immobiliari, che vedono una partecipazione delle donne addirittura superiore agli uomini, e cioè pari al 55% del totale delle dichiarazioni: a questo naturalmente potrebbe concorrere la loro maggiore longevità.

Quanto, infine, ai quartieri della città, tra le zone più ricche (con redditi superiori ai 30 mila euro) ci sono la zona Colli e l’area Galvani (quartiere Santo Stefano). In fondo alla lista, con redditi fino a 18 mila euro, si trovano Borgo Panigale, San Donato e la Bolognina. Nelle aree urbane più agiate, però, il differenziale di genere tocca il picco massimo. Sui Colli si arriva a redditi maschili superiori a quelli delle donne anche di 2,3 volte.

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