Diritti civili

Un classico 'vespasiano'Leggo con piacere che, tra poco più di un mese, i Casseri delle porte di Bologna verranno spacchettati e riconsegnati in tutto il loro splendore agli occhi dei bolognesi. E dei turisti, aggiunge qualche giornale.

Ci sono molte cose belle della nostra città che desideriamo mostrare ai turisti, vengano essi dal Giappone, da Bonn o da Cefalù. Quello che però questa città si ostina a non offrire ai medesimi, sono dei banalissimi cessi.
Non che a noi stanziali vada meglio.

Mi capita spesso di trascorrere qualche ora in giro, per piacere o per necessità. Per fortuna non ho la vescica particolarmente debole, ed essendo donna non ho problemi di prostata nonostante l’età, ma se disgraziatamente ho bevuto un bicchiere d’acqua di troppo, inizia il calvario. I bar, specie quelli del centro, non amano offrire la loro toelette così, a sbafo. Per non essere cafona allora entro in un bar e ordino un caffè, lo bevo e chiedo del bagno. “E’ fuori servizio”.

Così secondo bar, secondo caffè, e se anche qui il bagno è fuori servizio la faccenda si fa spinosa, perché il caffè aumenta lo stimolo alla minzione, si sa.

Che dire dei parchi pubblici? Qualcuno è mai riuscito a orinare in un posto che non fosse un cespuglio? E che dire delle passeggiate con i bambini? Finché gli scappa la pipì, pazienza, a un bambino la puoi far fare ovunque (anche se non è molto educativo) ma se gli scappa la cacca in Piazza Maggiore?

Alcune stradine del centro olezzano di piscio stantio in modo disgustoso, ma se di notte ti scappa la pipì dove vai? In stazione centrale? O all’autogrill del Cantagallo?

Un tempo c’erano i Vespasiani quasi dappertutto. Essendo io una donna non ne ho mai usufruito, ma almeno metà delle pipì avevano un loro luogo di destinazione. Con l’emancipazione femminile si poteva sperare in una modernizzazione dei Vespasiani, con un settore dedicato alle donne e ai bambini. Invece no, hanno tolto anche quelli per gli uomini.

Una mia amica dice sempre che il grado di civiltà di una città si misura dal numero di cessi che offre. Di Parigi, più che il Museo del Louvre, ricorda con grande piacere il numero di cessi a disposizione di tutti. Anche la città più bella del mondo, senza cessi in cui espletare le proprie necessità fisiologiche, può diventare molto, molto spiacevole.

Facendo qualche banale ricerca su internet si possono ammirare soluzioni igieniche e banali, oppure igieniche e divertenti, realizzate in altre città. Dalla classica cabina asettica ai pisciatoi a fauci di coccodrillo, ce n’è per tutti i gusti.

Per quel che riguarda il Quartiere Fieristico, gli agognati cessi non mancano, pur se abilmente nascosti. Ma provate ad essere un allestitore che lavora durante il pre-fiera e capirete quale abilità di detective è richiesta. Ne sanno qualcosa le scale un po’ nascoste dei padiglioni, dove non di rado si possono ammirare puzzolenti fardelli abbandonati.

Noi non vogliamo fare troppo i difficili, dateceli come vi pare, ma dateci dei cessi. Altrimenti i Casseri appena spacchettati faranno una prevedibile e poco nobile fine. E noi femmine comunque continueremo a non sapere come fare, perché certo non ci metteremo ad alzare la gonna e calarci le mutande a Porta Zamboni (anche se la mia amica che ama Parigi l’ha fatto in via Pelagio Pelagi, costretta dalle circostanze).

Auguro buon lavoro al futuro sindaco, e spero sappia accogliere il suggerimento, così come spero faccia la nostra Direzione Aziendale.

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Per ora 8 COMMENTI a “Diritti civili”

  1. Gisto ha scritto:

    Sono d’accordo: ci vuole più attenzione ai bisogni degli utenti!

  2. editor ha scritto:

    Non c’è che dire: la nostra Marzia ci viene a trovare di rado, ma quando lo fa va dritto al punto! :mrgreen:

    A dire il vero, e scusate se non me la sento di entrare troppo nei particolari, anche la mia esperienza quotidiana di operatore del quartiere mi ha portato più volte ad imbattermi in cose che voi umani… avete sicuramente già visto, ma di certo non nel contesto in cui le ho trovate io! Suppongo quindi che, al di là del caratteristico tono gioioso dell’autrice, il problema che ha posto effettivamente esista. :roll:

    Ad ogni modo, in una recente riunione il nostro AD ha detto pubblicamente che ogni tanto gli è capitato di leggere questo sito (anche se non ci ha fatto ancora l’onore di lasciarci un saluto): con un po’ di fortuna, può darsi quindi che il tuo singolare appello venga raccolto.

  3. Mastro di Chiavi ha scritto:

    A proposito: ho letto che, durante il restauro, dai casseri delle porte sono stati rimossi 75 quintali di guano di piccione… pare che anche i simpatici (?) pennuti abbiano gli stessi problemi :lol:

  4. marzia bisognin ha scritto:

    Sarà lo stesso guano che pago a caro prezzo per concimare le mie piante sul balcone?????
    Comunque l’idea di accovacciarmi su strati di cacca di piccioni e relative zecche mi fa abbandonare definitivamente l’idea di scoprire le mie parti intime a Porta Zamboni….!

  5. marco ha scritto:

    http://www.societacivilebologna.it/ser/salute/doc/faggioli_citta_con_pochi_gabinetti_010207.PDF

    A questo indirizzo vengono segnalate alcune cose interessanti, …
    … poi vi posso fare parte del fatto che in via IV Novembre, (cioè sul lato esterno di palazzo d’Accursio guardandolo con le spalle al Pavaglione), c’è un bagno con una prerogativa particolare, il custode ha anche il compito di controllare, grazie alla televisione a circuito chiuso, … il soprastante parcheggio a pagamento per le bici !!
    Anche per questo, Vespasiano aveva ragione,

  6. editor ha scritto:

    Grazie per il link, ma… sapremo mai per quale motivo Vespasiano aveva ragione?

    Ovvero, il commento terminava proprio così o t’è partito un colpo? :wink:

  7. marco ha scritto:

    Già, riconosco che per i non-ciclisti il commento è criptico !

    Detto parcheggio è recintato da paletti e catene ed inquadrato costantemente dalle sue telecamere.
    Il responsabile è in fondo alle scale, all’interno dell’edificio, dentro ad uno box. Se la bici fosse legata, allora penso che il suo intervento possa essere ragionevolmente tempestivo per bloccare l’ipotetico ladro che la volesse rubare, ma se sopra la bici ci fosse qualcosa che non fosse incatenato, penso che prima il signore si sia alzato, uscito dal box e fatte le scale di corsa, il ladro sarebbe già troppo lontano, magari anche solo con una borsa, che per un viaggiatore in bici, sarebbe a dire anche tutto quello che ha con se.
    Il tutto va inquadrato anche nel contesto che la tariffa di detto parcheggio non è propriamente economica.

    Quindi mi pare che il commento dell’imperatore Vespasiano riportato nel sito indicato nel commento, ricordo fondatore di quella “sciocchezza” che è il Colosseo, sia particolarmente adatto.

  8. saccamiluvia ha scritto:

    Una mia amica dice sempre che il grado di civiltà di una città si misura dal numero di cessi che offre

    …. se si può dire anche delle fiere …. allora CERSAIE è di una civiltà MOSTRUOSA :lol: :lol: :lol:

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