SI al piano industriale

Vista aerea di BolognaFiereIn consiglio d’amministrazione passa il nuovo piano industriale di BolognaFiere: sono bastate un paio di ore per mettere il sigillo al progetto triennale presentato dall’amministratore delegato, Federico Minoli, che verrà sottoposto all’approvazione definitiva dei soci in un’assemblea convocata ad hoc.

“Sono stati approvati il piano industriale – ha riferito dopo la riunione il Presidente, Fabio Roversi Monaco – e l’aumento di capitale, all’unanimità. La proposta del cda sarà sottoposta all’assemblea nei tempi tecnici”.

Trenta giorni più trenta giorni, spiega Minoli. Il tema spinoso della ricapitalizzazione, fortemente sostenuta dai pubblici (Comune, Provincia, Regione e Camera di commercio) è quindi demandato all’assemblea. “L’assemblea è sovrana”, ha precisato Minoli rispondendo ai giornalisti. Questo dunque fa supporre che le resistenze manifestate da alcuni soci privati potranno esprimersi nell’assemblea, ma oggi la proposta ha avuto il via libera.

“Io vorrei sottolineare sia la soddisfazione per l’apprezzamento per il lavoro svolto che è stato dato dai consiglieri sia perché si è riconosciuta l’opportunità di questo aumento di capitale che era contenuto nel piano” ha comunque tenuto a sottolineare Minoli.

Sia l’AD che il presidente Roversi hanno negato che siano state proposte modifiche al piano industriale. “Non è stato chiesto nessun cambiamento. E’ stato ribadito che il piano industriale (26 milioni di investimenti ed otto di tagli, ndr) contiene una serie di iniziative che devono essere implementate e visti i tempi duri anche con una certa urgenza. Io ho preso atto e condivido la necessità di fare alla svelta”.

Quanto allo spin-off immobiliare, una delle richieste in passato avanzate dalla parte privata, non se ne è parlato ha detto Minoli. “Avevamo detto che c’erano degli approfondimenti che sarebbero stati fatti sulla valorizzazione immobiliare – ha proseguito l’AD – è un tavolo di lavoro che verrà aperto quanto sarà necessario, ma che non è essenziale al piano”. “Si fanno 50 opzioni e 20 ipotesi ovviamente – ha osservato a sua volta Roversi – le cose cambiano con una tale velocità che nessuno può pensare di cristallizzare le cose. La dialettica ci sarà”.

Dai consiglieri della componente privata quasi nessun commento all’uscita dal cda. Enrico Postacchini (Ascom) ha fatto capire che più che delle proposte di modifica “erano stati presentati degli intendimenti”. Altrettanto stringato Gino Cocchi (Unindustria), vice presidente della Fiera. “Le cose sono quelle su cui si è lavorato. L’azienda deve trovare la sua strada”.

Prima che Roversi lasciasse la palazzina della Fiera, i cronisti hanno chiesto se la Fondazione Cassa di Risparmio, azionista con il 6% aderirà all’aumento. Il presidente ha sfoderato una citazione in latino: ‘’Aderentibus, non dormientibus, iura succurrunt’’ (agli aderenti, non dormienti, verrà in soccorso il diritto).

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Per ora 1 COMMENTO a “SI al piano industriale”

  1. marco ha scritto:

    A me sembra importante che non si sia perso tempo, a causa sia dell’offerta di spazi che è maggiore della richiesta, sia per la crisi, che se anche da noi non ha segnato come altrove, pure è negativo non attrezzarvisi adeguatamente. Come per esempio smettere di fumare, usare l’acqua del rubinetto per bere, utilizzare nella quotidianità la bici, non occorrono grandi investimenti, i risparmi sono garantiti !

    Un fatto che ci porta un po’ di lavoro ed un mondo un pochino più pulito: pare che la FIAT sia riuscita a vendere auto (di certo meno inquinanti delle loro !) e linee di produzione agli americani, un po’ come vendere frigoriferi in Alaska o stufe nel Sahara …

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