Meno soldi? Saldi!

SaldiRitornano i tanto attesi saldi estivi: a partire da domani anche a Bologna inizierà la consueta kermesse commerciale che dovrebbe comportare un giro d’affari, stima Confcommercio, pari a 3,6 miliardi di euro in tutto il paese: il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento.

Con le grandi svendite si tenta di riequilibrare il pesante rosso nelle vendite, che interessa un po’ tutti i settori, ma in particolare si ripercuote sui comparti abbigliamento, accessori e calzature.

E così le famiglie possono trovare articoli con sconti anche superiori al 30 per cento. Del resto, il gradimento è dimostrato dagli studi di settore, che ci dicono che, Euro più euro meno, si spenderanno in prodotti in saldo 101 euro a persona, che saliranno a 243 per nucleo familiare.

La caccia all’affare non è però esente da ‘fregature’! Ecco dunque un piccolo ‘estratto’ delle leggi che regolano la materia, indispensabile per fare acquisti in sicurezza:

  1. il negoziante è obbligato a indicare sul prodotto il prezzo normale di vendita, lo sconto applicato e, quindi, il prezzo finale “in saldo”;
  2. i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita, anche, capi appartenenti non alla stagione in corso;
  3. non esiste, poi, nessun obbligo di prova dei capi in saldo. È una scelta rimessa alla discrezionalità del negoziante. Come, pure, la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato;
  4. nel caso in cui il capo sia danneggiato o non conforme scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, bisognerà ridurre o restituire il prezzo pagato;
  5. il compratore è tenuto a denunciare il vizio del capo entro 2 mesi dalla data della scoperta del difetto;
  6. le carte di credito devono essere sempre accettate, qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

Foto di apertura: cortesia di ocasaggia

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