La cucina bolognese in maglia gialla

Tour de FranceAl Tour de France non si mangia più la pasta scotta! E non è solo una questione di gusto: “tutti i principi nutritivi vengono persi se la pasta non è al dente’”, spiega Giovanni Ciccola, arrivato tredici anni fa al Tour proprio da Bologna.

E se in strada si parla sempre meno italiano (vista la scarsa rappresentanza di nostri corridori), spicca l’ingaggio di una squadra di cuochi bolognesi per rispondere alle esigenze alimentari del ‘peloton’, il gruppo: a dispetto di un percorso lungo le strade di Francia che, tradizionalmente, è anche un percorso gastronomico.

Ciccola negli ultimi due anni ha portato infatti alla Aso (che organizza il Tour) anche gli altri tre cuochi del suo ristorante nel centro di Bologna: si tratta di Andrea Ruggeri, Pietro Palladino e Giuliano Filippini; i quattro cuochi preparano la pasta per i team che non hanno un cuoco di squadra.

Insieme alla nutrizionista Veronique Rousseau, arrivata quest’anno, determinano i menù in funzione delle tappe, ma soprattutto fanno il tour degli alberghi per preparare la pasta: “Si mangia a colazione, tre ore prima della corsa a cena”, spiega Ciccola.

“La mattina spaghetti – dopo latte e biscotti – perché sono più leggeri”. Non ci sono eccezioni: “tutti i giorni e per tutte le tappe, per raggiungere la quantità di calorie necessarie ai ciclisti”.

Perché se una persona normale ha bisogno di 2.000 calorie al giorno, chi corre il Tour ne assimila il quadruplo, circa 8.000. “Poi per alcune tappe di montagna dove lo sforzo è maggiore si integra con il filetto e le verdure”, spiega Ciccola.

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Per ora 2 COMMENTI a “La cucina bolognese in maglia gialla”

  1. Mastro di Chiavi ha scritto:

    Perché se una persona normale ha bisogno di 2.000 calorie al giorno, chi corre il Tour ne assimila il quadruplo, circa 8.000

    …e a chi fa ciclo-turismo vogliamo darne almeno il doppio, 4000? Da ciò la spiegazione del sempiterno appetito del nostro ex-presidente :lol: :lol: :lol:

  2. marco ha scritto:

    L’hai detto !!

    Vedi che andare in bici non è un solo fatto d’equilibrio sulle ruote, spingendo sui pedali ma anche un sano equilibrio di calorie, fra quelle ingerite e quelle necessarie per pedalare !

    Per chi è tendenzialmente un mangione la bici è importante, con quella trova la maniera di consumare tanta parte del mangiato.
    Per chi non è portato al cibo. la bici può essere pure importante, infatti del cibo non si può fare a meno e quindi nemmeno di uno sport che sia espressione, almeno in generale, di rari episodi di massimo sforzo, cioè in grado di regolare la richiesta di cibo in misura.

    Nel mio caso per es. è regolarmente … abbondante !!

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