Bologna 2 agosto 1980

L'orologio fermo all'ora della strageSono le 10.25 del 2 agosto 1980, la stazione e affollata di persone in attesa…. un boato, il buio, le urla dei feriti ed il silenzio di chi non ce l’ha fatta.

Quel giorno, nella Stazione Centrale di Bologna, fu compiuto uno degli atti terroristici più gravi avvenuti in Italia nel secondo dopoguerra: l’ordigno a tempo contenuto all’interno di una valigia abbandonata, che alle 10.25 esplose nell’atrio della sala d’aspetto di seconda classe, uccise ottantacinque persone e ne ferì oltre duecento.

Le immagini seguenti sono state riprese negli attimi successivi. L’operatore, evidentemente in stato di choc, inizia a filmare con l’audio spento: i suoni arrivano solo dopo oltre 6 minuti.

ATTENZIONE: la visione è sconsigliata alle persone facilmente suggestionabili

http://video.google.com/videoplay?docid=353543716640235795

La strage si inserisce all’interno di un periodo molto difficile della storia italiana, i cosiddetti anni di piombo, caratterizzati da una forte crisi economica e da accesi scontri sociali. Sono gli anni della ferocia del terrorismo di matrice politica, che attraverso azioni come stragi in piazza e sui treni, attentati contro persone che ricoprono cariche di rilievo, e contro semplici cittadini – vogliono arrivare a colpire nel vivo, fino a provocarne la crisi, le strutture democratiche dello Stato.

Bologna ogni anno ricorda le vittime della strage con una serie di eventi che permettono a tutti di non dimenticare. Sul sito web del Comune di Bologna è possibile consultare l’elenco delle iniziative organizzate per la giornata di sabato 2 agosto 2009.

La Sala Borsa propone a chi fosse interessato all’approfondimento una serie di libri e raccolte sull’argomento, e consiglia la visione di alcuni documentari sulla strage presenti nella raccolta della biblioteca.

Nel 25° anniversario della strage il Comitato di Solidarietà alle Vittime delle Stragi e l’Associazione tra i familiari delle vittime del 2 agosto 1980 hanno realizzato un filmato che documenta la mobilitazione e i soccorsi dopo lo scoppio della bomba alla stazione di Bologna; da allora l’esperienza si è ripetuta ogni anno con la realizzazione sempre a cura e regia di Filippo Porcelli di altri video. Anche per il 2009 verrà presentato l’ultimo video dal titolo Fade to blank: a questo indirizzo puoi vedere tutti i filmati realizzati per i passati anniversari.

Ora invece, alla vigilia del 29° anniversario, appare assolutamente fuori luogo la brutta sorpresa per i parenti delle vittime: l’Inpdap, l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici, ha appena revocato una sua precedente decisione, “rendendo provvisorie le pensioni definitive erogate dal 2006”.

E’ Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, a svelare l’accaduto e a commentarlo con rabbia. Questo episodio, dice, è “un’ennesima umiliazione per le vittime che la dice lunga sulla volontà di attuare completamente la legge votata all’unanimità da tutto il Parlamento”. Ed è anche, insiste Bolognesi, “un’ulteriore dimostrazione di come il Parlamento venga sminuito e deriso nella sua funzione legislativa”. E dire che l’Inpdap, in precedenza, “aveva correttamente interpretato la legge applicandola nei confronti dei suoi assicurati” con percentuale di invalidità all’80%; poi però ha cambiato idea, per l’atteggiamento dell’Inps. E la ‘colpa’ è anche del Governo, dice Bolognesi.

Il Governo infatti ha chiesto un parere al Consiglio di Stato per l’esatta interpretazione della norma che prevede l’erogazione ai feriti con invalidità pari o superiore all’80%, della pensione pari all’ultimo stipendio percepito. “Tutto ciò – spiega Bolognesi – perché i dirigenti dell’Inps non vogliono attuare la norma, nonostante l’articolo 4 comma 2 della legge, la direttiva della presidenza del Consiglio dell’agosto 2007, la norma inserita nella finanziaria del 2007 e nonostante, dopo 10 mesi, una circolare dell’Inps stessa che chiariva inequivocabilmente la sua interpretazione e quindi la sua immediata attuazione”. La ‘resistenza’ dell’Inps ha portato anche l’Inpdap al ‘ripensamento’.

La scelta dell’Inpdap è “un’umiliazione per le vittime” e “un’ulteriore perdita di tempo”, sbotta Bolognesi che attacca quindi a testa bassa il “vergognoso scaricabarile” che paralizza molte parti della legge 206/204, contenente le norme a favore delle vittime del terrorismo.

“Dopo cinque anni dalla sua approvazione”, denuncia Bolognesi in una nota, la legge “non è ancora stata attuata in molte sue parti. Siamo al paradosso: mentre Camera e Senato approvano all’unanimità ordini del giorno dettagliati in cui impegnano il Governo a completarne l’attuazione, viene realizzato un vergognoso scaricabarile e la legge non viene attuata”, protesta Bolognesi in una nota.

E aggiunge: “Tutti gli espedienti sono buoni: vari funzionari accampano problemi procedurali, carenza nei sistemi per l’elaborazione dei dati, problematiche tecniche, nuovi quesiti a vari organi e dubbi a non finire sull’esecutività della legge”. Ma agli occhi dei parenti delle vittime “tutto appare finalizzato a far sì che si perda tempo prezioso, disattendendo od interpretando restrittivamente le norme”.

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