Docenti universitari: largo ai giovani!

Interno dell'Università di BolognaCon l’obiettivo di ‘svecchiare’ la propria classe docente, l’Università di Bologna approva un atto secondo il quale gli accademici a fine a carriera potranno restare in servizio per altri due anni solo se in quota nei settori che presentano gravi carenze di organico, o se coordinano progetti di ricerca internazionali.

Il provvedimento, votato dal senato accademico all’unanimità, recepisce la decisione del Consiglio di Stato, che aveva bocciato un provvedimento ancora più generalizzato, per cui l’ateneo aveva inizialmente optato.

Le domande di proroga biennale saranno valutate una a una dal rettore. La valutazione riguarderà tutte le nuove domande e le 67 già pervenute, 44 per il biennio 2009-2011 e 23 per il biennio 2010-2012, indifferentemente dal ricorso dei richiedenti alla giustizia amministrativa contro l’iniziale respingimento.

Il senato ha inoltre approvato un regolamento che apre le porte ai ricercatori a tempo determinato, che dal prossimo anno, finanziamenti esterni permettendo, andranno ad aggiungersi a quelli di ruolo già programmati. La retribuzione non sarà inferiore a 34.800 euro lordi l’anno, più o meno quella che percepisce un normale ricercatore ad inizio carriera.

I contratti, finalizzati alla conduzione di specifici progetti di ricerca finanziati da soggetti pubblici o privati esterni all’ateneo, andranno da un minimo di un anno ad un massimo di tre e potranno essere rinnovati una sola volta fino ad un massimo di 6 anni. La selezione sarà affidata a commissioni di almeno tre membri e sarà aperta a candidati in possesso di dottorato di ricerca, laurea specialistica o magistrale, o che siano comunque dotati di elevata qualificazione scientifica.

Ancora prematura, secondo il management dell’ateneo, ogni stima sul numero delle assunzioni, legate alle risorse esterne per la ricerca. La possibilità di assumere ricercatori a tempo determinato è prevista dalla legge 230 del 2005, per la quale manca però ancora il decreto attuativo; il senato dell’Alma Mater ha deciso comunque di procedere, riservandosi in caso di adeguare le misure approvate stamattina alle future disposizioni nazionali.

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