La Regione si impegna nella lotta allo smog
Regione, Province e Comuni hanno sottoscritto il nuovo Accordo di Programma per la qualità dell’aria, che individua il complesso di misure da applicare per ridurre le concentrazioni di PM10 nel territorio regionale, al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente.
Dal 1° novembre fino al 31 marzo 2010 verrà quindi riproposto lo stop della circolazione, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, dei veicoli più inquinanti, mentre dal 7 gennaio 2010 si aggiungerà il blocco totale della circolazione ogni giovedì.
Potranno circolare i veicoli elettrici, ibridi, benzina e diesel (purché conformi alle direttive euro 4 ed euro 5), a gas metano e gpl, in car pooling o car sharing e i diesel con filtro anti-particolato.
Dal 2002, anno della prima firma di un accordo per la qualità dell’aria in regione, le polveri sottili pm 10 sono calate del 15%. Considerando lo stesso periodo, c’è stata una riduzione del 20% degli sforamenti dei limiti previsti dalla normativa europea, nonostante complessivamente ci sia stata meno pioggia e meno vento.
Tra il 2002 e il 2008 sono diminuiti anche gli altri inquinanti: biossido di azoto -11%, benzene -51% e monossido di carbonio -73%. Senza dimenticare il discorso dell’educazione: i cittadini si abituano a cercare di usare di meno l’auto personale. E per il bike sharing e il car sharing, l’Emilia-Romagna ha investito complessivamente 2 milioni di euro.
Per quello che riguarda la rete ferroviaria, è in corso un piano straordinario di interventi, con ricorso anche a risorse di finanziamento statale, che ha previsto uno stanziamento di circa 200 milioni di euro per il rinnovo del materiale rotabile, di altri 200 milioni di euro per le infrastrutture ferroviarie (impianti e sistemi tecnologici, passaggi a livello, sottopassi) e che punta a un aumento significativo dei chilometri percorsi dai treni.
La Regione, inoltre, vuole aumentare l’impegno nel comparto dell’elettrico, per aumentare l’uso dei mezzi non inquinanti, anche con misure per l’approvvigionamento dei mezzi a disposizione: a cominciare dai mezzi pubblici, gli enti, gli ospedali, le aziende, per arrivare agli operatori privati.
E poi ci sono le piste ciclabili, che nei 13 Comuni con più di 50.000 abitanti sono passati dai 676 km del 2001 ai 1.149 chilometri del 2008. Gli investimenti regionali in circa sette anni sono stati di oltre 15 milioni di euro, su una spesa complessiva di 40 milioni di euro. Parallelamente, la Regione ha previsto un primo contributo di 500.000 euro per l’attuazione di percorsi sicuri casa-scuola da destinare ai 10 Comuni capoluogo.
In definitiva, fra il 2001 e il 2010 la Regione ha investito e investirà per la mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento urbano oltre 610 milioni di euro, movimentando complessivamente risorse per 1 miliardo e 76 milioni di euro.
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17 ottobre 2009 alle 00:03
Eppur si muove !
I risultati sono buoni, chissà cosa ci direbbero le analisi se potessimo trovare anche i PM 5 e i PM 2,5 ? Chissà cosa per gli ultrasottili ?
Penso alle piste ciclabili, realisticamente quelle che possono essere veramente efficaci sono 4.
Una verso S. Lazzaro, l’altra verso Borgo Panigale, una verso Casalecchio e la quarta verso Corticella.
Le altre sono spezzoni, poco utilizzabili; bisognerebbe che ci fossero le piste ciclabili su tutto l’anello dei viali, non solo tra Mazzini e S. Vitale !
Comunque le piste per essere efficaci dovrebbero essere,
1) lisce
2) dritte
3) il più possibile in pari.
Se si vuole che si usi la bici, scavalcare viale della Repubblica o via Stalingrado non è un pochino contro indicato ?
Se si vuole che qualcuno scavalchi, siano i veicoli a motore !
Se costa troppo costruire soprapassi per loro, è necessario regolamentare il traffico in maniera condivisibile a tutti, far passare le bici di sopra significa che ci va solo chi è già in forma, pochi, veramente pochi, per lasciare l’aria pulita per tutti !!
17 ottobre 2009 alle 00:22
…e aggiungo, a proposito di via Stalingrado: che senso ha far passare pedoni e bici sopra, quando i gas di scarico, come qualsiasi altro gas, vanno in alto? A meno che, naturalmente, non sia una sorta di ‘soluzione finale’ camuffata da un po’ di architettura (orribile).
18 ottobre 2009 alle 00:43
Le polveri, contenute nei gas, tendono a stare abbastanza in basso, più son grosse, leggi Pm10 e più stanno in basso.
Più sono sottili, meglio volano con facilità. Decisamente rimane d’augurarsi di poter andare in bici, lontano dalle auto.
Infatti un ciclista per es. vuota del tutto i polmoni in tre respiri, grazie all’attività fisica, una persona seduta, almeno in cinque. La differenza sta che il primo riesce a mettere fuori le particelle pesanti appena respirate, prima che gli vadano in circolo, il secondo un pò perché respira con meno foga, un pò perché impiega più tempo, alla fine quel che passa gli alveoli dei polmoni, passa, (ultrasottile e Pm 2,5) quel che non passa (Pm 5 e 10) rimane sul fondo dei polmoni.
Per i curiosi: il soprapasso di viale delle Repubblica è già aperto, (e da un lato anche tortuoso) da qui un secondo scavalcherà viale Moro per arrivare al viadotto sopra via Stalingrado.
Nel frattempo, tangente alla Minganti, corre una ferrovia dismessa, ogni tanto passano gli addetti a rasare a zero le piante, … quando arrivano sopra i tre metri !
Quella che potrebbe, con poco, essere una pista ciclabile già pronta di per sè, viene lasciata come sta, a poche centinaia di metri si costruiscono i passaggi suddetti … mah !