Più veloci ma più cari

Il FrecciarossaDa oggi sono attive due nuove tratte dell’Alta velocità (Novara-Milano e Firenze-Bologna) inaugurate il 5 dicembre da Berlusconi. Con l’avvio della rete completa Torino-Salerno, si potrà così viaggiare su oltre mille chilometri di binari per l’alta velocità, «la più grande opera pubblica costruita in Italia nel dopoguerra».

Completati gli ultimi tratti, ora ci vorranno 2 ore e 59 minuti da Milano centrale a Roma Termini, 45 minuti da Torino Porta Susa a Milano Porta Garibaldi, 37 minuti da Bologna a Firenze e 70 minuti da Roma a Napoli.

Roma e Milano, in particolare, saranno collegate da 72 treni «Frecciarossa» al giorno, con oltre 48mila posti a disposizione; e l’alta velocità porterà vantaggi anche per il traffico regionale e metropolitano.

È una «nuova era» dei trasporti, secondo le Fs, che non si misura solo in una riduzione dei tempi di viaggio fra il Nord e il Sud, ma anche in collegamenti più frequenti e cadenzati fra i maggiori centri metropolitani, con vantaggi per il traffico regionale e metropolitano, che avranno a disposizione tutta la rete convenzionale.

A fronte di più che comprensibili benefici, si registra però un consistente aumento delle tariffe ferroviarie (come già lamentavamo un annetto fa in un altro articolo).

Da oggi infatti vengono rivoluzionati anche orari e tariffari di Trenitalia, o almeno dei Frecciarossa: le maggiorazioni, limitate alla seconda classe, vanno dal +10,5% del Milano-Bologna al +30,2% del Milano-Torino. «Gli aumenti – spiegano dal’azienda – dipendono da due fattori, velocità e frequenza. E dal maggior pedaggio dovuto a Rfi, concessionario delle reti». Non cambieranno, invece, orari e prezzi delle altre classi di biglietti, dagli Intercity in giù, acquistabili dalla scorsa notte sul sito.

Da gennaio prossimo stangata di Trenitalia sulla seconda classe e sul Sud Italia. Secondo l’Adoc ”l’aumento medio di un biglietto di seconda classe sarà del 17,8%, circa 17 euro in più. Penalizzate le fasce più povere e i cittadini del Sud, che subiscono i rincari maggiori pur non usufruendo di migliori e più efficienti servizi”.

In realtà, sul sito di Trenitalia si legge che, con l’orario 2010, partono le promozioni «ad alta convenienza» per l’altissima velocità. Ma acquistando un biglietto online ci si accorge che comunque qualcosa è cambiato: per l’alta velocità Milano-Roma si passa dai vecchi 75,10 euro della seconda classe a 89 euro. Un aumento di 14 euro, quasi il 20%. Molto minore l’aumento sulla prima classe, che passa da 103,60 a 109 euro: 6 euro (il 5%).

Sulla tratta Bologna-Firenze si passa da 18,10 euro a 24 (+32%). Per l’alta velocità Milano-Bologna (dove non cambia nulla) oggi si pagano 41 euro per la seconda classe (contro i 37,10 attuali) e 56 per la prima (contro i 53,20 attuali). Non solo. Gli adeguamenti riguardano anche gli Eurostar, non toccati in alcun modo dall’alta velocità. Per il Milano-Bologna si passa da 25,70 a 28,50 euro (per la seconda classe) e da 35,20 a 39 euro per la prima.

E perdipiù, lo sconto del 5% sull’acquisto online dei biglietti (alta velocità ed eurostar), applicato da circa un anno e mezzo, non esiste più da ieri: per cui negli adeguamenti va calcolato anche questo ritocco. Un sacrificio – spiega l’ufficio stampa di Ferrovie – che viene chiesto a fronte di una diminuzione generale dei tempi di percorrenza e di un aumento della frequenza dei convogli nelle principali città italiane.

Inoltre sul sito di Trenitalia viene spiegato che alle tariffe “base” e “flessibile” si aggiunge la “promo”, che dà diritto a uno sconto del 15 o del 30% a seconda dell’anticipo con cui si prenota (7 o 15 giorni). Il ticket di andata e ritorno per qualunque destinazione costa, al massimo, 149 euro in prima classe e 99 in seconda, mentre acquistando il carnet elettronico si ha diritto a 10 viaggi al prezzo di 8. Inoltre, fino al 28 febbraio, prezzi bloccati in prima classe, biglietti in offerta per tutte le tratte a 48 euro in seconda e formula “due per uno” sulla Milano-Torino.

Ricordiamo che Ferrovie dello Stato è una società per azioni il cui azionista unico è il ministero del Tesoro, ovvero i cittadini con le tasse. E’ stato calcolato che «negli ultimi cinque anni lo Stato ha finanziato le Fs con una media di circa 6 miliardi di euro all’anno. Il che vuol dire che, senza saperlo, 22 milioni di famiglie italiane stanno di fatto pagando una sorta di “canone Fs” di ben 273 euro all’anno :shock:

Oltre il doppio di quello della Rai, nonostante il fatto che il piano industriale delle Fs rivela che «le ferrovie trasportano appena il 5% dei passeggeri e il 12% delle merci in circolazione in Italia»: questo almeno secondo la ricostruzione di Claudio Gatti, autore del libro-inchiesta Fuori orario. Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro Fs.

Attualmente, con un organico di circa 80mila dipendenti, Ferrovie dello Stato è il principale gestore del sistema ferroviario italiano; ma nel 2011 scatterà la concorrenza, con l’ingresso nel mercato della Ntv, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.

Nel 2006 l’Amministratore Delegato Mauro Moretti ha denunciato in Parlamento un rosso di 2 miliardi di euro: oggi il gruppo vanta un bilancio in leggero attivo. E in occasione dell’inaugurazione ufficiale con Berlusconi, l’AD ha avuto parole di grande ottimismo: «I mille chilometri di alta velocità serviranno il 65% degli italiani. Grazie ai risultati ottenuti oggi, possiamo destinare 2 miliardi all’acquisto di materiale rotabile, di cui ben 1 miliardo e mezzo è in autofinanziamento».

Da ricordare che, dal 2006 ad oggi – sotto l’amministrazione Moretti – le Fs hanno aumentato per tre volte il costo dei biglietti.

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