Il rinoceronte

'Mater Amabilis' di Valentino TrubbianiDurante la seconda guerra mondiale, i soldati tedeschi, in Africa, non andarono solo per poter poi raccontare le avventure della “Volpe del deserto”; ma anche per obbedire ad un ordine molto strano… recuperare degli animali per il costruendo zoo, voluto dal Fuhrer.

Se mai fosse stata una richiesta sensata in tempo di pace, durante la guerra lo era molto meno. Ed ancora più ridotte erano le possibilità delle casse con gli animali d’arrivare a destinazione, al di là del mar Mediterraneo, caricate su diverse navi militari.

Però la guerra era ormai alla fine, l’avventura della traversata era un viaggio fuori dalla realtà, alcuni carichi finirono molto lontano dalla loro destinazione, qualcuno non ebbe tanta fortuna.

Una nave di quelle arrivò ad Ancona, l’equipaggio, vista la situazione della guerra, lasciò la nave e scappò verso nord, via terra; forse avrebbero fatto meglio a riprendere il mare, per andare verso il nord dell’Adriatico ma questa è un’altra storia.

La nave rimase alla fonda, nel porto.

Scappati i tedeschi, stavano arrivando gli alleati.

Gli italiani, finalmente liberati dall’incubo della guerra, dovevano fare i conti solo con la fame, la carenza di case, di medicine e mille altre sofferenze.

In questo contesto, qualcuno scoprì che in quella nave tedesca, laggiù, alla fonda, c’era una strana, enorme cassa, nella stiva.

Sulla cassa, incredibilmente, era scritto in tedesco: “Rinoceronte”.

Subito si domandarono tutti cosa ci stesse a fare una cassa così grossa, con quello strano nome scritto sopra, nella stiva di una nave da guerra.

Finalmente arrivò l’ordine d’aprirla, non conteneva un rinoceronte …. ma due !!

Infatti i tedeschi incaricati del recupero degli animali richiesti per lo zoo del Fuhrer, avevano caricato una femmina che aspettava un piccolino ed aveva partorito nel corso del viaggio, entrambi cullati, dal mare, mentre gli uomini imperversavano nelle loro pazzie.

Una volta che furono portati a terra, qualcuno pensò che con la fame che c’era in giro, quegli animali potevano fare veramente comodo, almeno per un poco, la popolazione affamata, avrebbe potuto godere della loro carne.

Qualcuno, forse una mamma, disse che se tutti si aveva fame, tanta più fame avevano i bambini, che avrebbero potuto godere del latte della femmina di rinoceronte.

Allora un vecchio contadino portò una mucca con il vitellino nato da poco, vicino alla “rinocerontessa”, a ragione, pensava, il grande animale selvatico, non si sarebbe fatto mungere con grande facilità dagli uomini, così “addomesticati”.

Fece vedere all’animale africano che il vitellino poteva mangiare tranquillo, tutto il latte che voleva e che solo dopo gli uomini avrebbero munto la mucca, togliendole il latte rimanente, perché se ne potesse formare dell’altro.

Aspettarono che il piccolo rinoceronte s’abbeverasse alle mammelle della madre e poi la munsero.

Il grosso animale aveva capito, lasciò fare.

Per tutto il periodo dello svezzamento del cucciolo di rinoceronte, femmina e piccolo rimasero e tanti bimbi, nati durante la guerra, poterono bere il nutriente latte di mamma rinoceronte e poi si trovò il modo di riportare in Africa, a casa, la mamma con il suo piccolo.

Diversi anni più tardi, i bambini che avevano bevuto il latte di mamma rinoceronte, erano diventati grandi e vollero ricordare la coppia di animali conosciuti quando erano piccoli, per ringraziarli del buon latte che avevano potuto bere, quando la pazzia degli uomini aveva messo a rischio la vita loro, insieme a quella di tanti.

Così chiesero ad uno scultore di creare un’opera con una mamma rinoceronte ed il suo piccolino, ed ecco che finalmente vennero disposte vicino al mare, su di un pontile, da dove erano arrivati.

Vi è piaciuta la fiaba ?

Se andate ad Ancona, passeggiando in piazza, state attenti potreste anche imbattervi in una coppia di … rinoceronti ?!!

Buon Natale a tutti !!

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Per ora 1 COMMENTO a “Il rinoceronte”

  1. editor ha scritto:

    Altre fonti fanno derivare la statua a cui ti riferisci nell’articolo ad un film di Fellini, girato proprio nella città di Ancona, che narra di un rinoceronte in stato di gravidanza su un transatlantico che viene inabissato. I superstiti del naufragio approderanno poi ad Ancona, dove la mamma rinoceronte partorirà.

    Ma a parte la storia più o meno vera della statua (non bisognerebbe mai cercare di spiegare l’arte), mi sembra una favoletta molto adatta al periodo natalizio… complimenti quindi all’Alberelli che c’è in te, e tanti auguri anche da parte mia :mrgreen:

    P.S.: gli auguri di POSTFIERA, come di consueto, arrivano invece il 25 dicembre ;-)

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