In bici fino a Verona
Oggi Regione, Rete Ferroviaria Italiana, le Province di Bologna e Modena e nove Comuni hanno firmato un protocollo che prevede la presa in comodato d’uso gratuito dell’area di sedime dismessa della vecchia linea ferroviaria Bologna-Verona, per realizzarvi un collegamento ciclopedonale.
La Regione ha così accolto la proposta di un gruppo di lavoro dei Comuni attraversati dall’ex linea ferroviaria, il cui capofila è il Comune di San Giovanni in Persiceto, impegnato dal 2005 per la valorizzazione dell’area.
Con la sottoscrizione per la Bologna-Verona viene quindi portato avanti quel ‘patto’, firmato da Regione e associazioni di settore nel giugno 2009, per sviluppare la mobilità ciclopedonale in Emilia-Romagna, promuovere comportamenti individuali sostenibili, recuperare e valorizzare le aree degli ex tracciati ferroviari: a questo scopo è già stato definito tra Regione e Rfi uno schema di comodato d’uso per le aree di sedime, che potrà essere utilizzato ancora in casi analoghi.
Un primo tratto del percorso ciclopedonale, quello che va da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore, è già finanziato con 600.000 euro messi e disposizione da Regione (300.000 euro) e dai due Comuni (150.000 ciascuno). E’ previsto l’avvio di un network (con Regione ‘project leader’), per reperire confinanziamenti europei per completare il percorso.
Il tracciato della vecchia linea, che si sviluppa da Osteria Nuova a Mirandola per circa 35 chilometri, si inserisce strategicamente all’interno di reti di percorribilità ciclistica nazionali ed europee (BicItalia ed EuroVelo).
”Abbiamo contatti anche con il Comune di Poggio Rusco (Mantova) – ha spiegato l’ingegner Vincenzo Cefaliello, di Rfi – per il prolungamento a nord del collegamento”.
L’assessore ai trasporti dell’Emilia-Romagna Alfredo Peri ha sottolineato che la rete delle piste ciclabili dell’Emilia-Romagna ha raggiunto i 1.000 km, e come la dimensione del progetto rimarchi l’esistenza di una ”diffusa cultura e sensibilità a questa modalità di trasporto”.
Il sindaco di Crevalcore Claudio Broglia ha poi spiegato come, anche in momenti di crisi, investire risorse su progetti simili significhi tenere a mente l’importanza strategica della tutela dell’ambiente per il marketing del territorio.
I due assessori della Provincia di Bologna, Sandro Mandini, e di Modena, Egidio Pagani, hanno invece spiegato che la realizzazione di piste ciclopedonali aumenta la sicurezza stradale e tutela l’utenza debole della strada.
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19 gennaio 2010 alle 16:44
Ma i paletti servono per lo slalom ?
Le piste devono avere tre caratteristiche salienti:
1) PIANE
2) LISCE
3) DRITTE
Altrimenti servono per il fitness, che è sempre bello ma è un’altra cosa !!
21 aprile 2010 alle 11:30
La trovo eccezionale e dico che sarebbe molto bello avere una pista ciclabile anche per collegare le varie frazioni di San Pietro in Casale alla sua stazione ferroviaria, es. Maccaretolo-San Pietro in Casale.
Sognare costa poco.
21 aprile 2010 alle 21:22
Eccezionale è la pista o … la nostra pazienza ??
Certo che sarebbe bello avere delle piste (o almeno dei percorsi dove non ci siano dei grossi pericoli), che partissero dalle stazioni (ferroviarie ….. e di autobus !)
All’estero, dove il trasporto pubblico è molto più utilizzato che da noi, già si pensa ad un uso promiscuo dei vari mazzi, compresi gli automezzi … motorizzati !!
Ovvero la strada come un unico spazio condiviso tra poche auto e moto, diversi mezzi pubblici, parecchie bici e moltissimi pedoni.
Da noi le piste sono in massima parte disegnate sui marciapiedi e dotate di paletti ad ogni ingresso, per evitarne l’uso ai mezzi più grossi di una bici, che per altro per imboccarle, deve rallentare.
Un po’ come buttare l’acqua sporca con il bambino !
Non sono i pedoni a doversi restringere sui marciapiedi ma le auto che si devono limitare sulla strada per far posto ai pedoni, ai mezzi pubblici e alle bici !!
22 aprile 2010 alle 18:43
In effetti, in troppe città le piste ciclabili sono ancora un “accessorio” molto trascurato e progettati nel limite di accettabilità. La maggior parte di queste piste, oltre tutto, spesso si interrompono all’improvviso e il ciclista si ritrova a percorrere tragitti pericolosissimi, quindi scoraggianti all’utilizzo della bicicletta.
Pertanto ritengo che i progetti da approvare per la realizzazione di piste ciclabili, debbano esse valutati affinché essia siano veramente alternativi e risolutivi.
23 aprile 2010 alle 00:34
Cina:
sono sicura, c’è quello che dite:
ma è troppo in là, potreste però visto che la fiera è presente chiedere un piccolo trasferimento
, così date un’occhiata alle piste ciclabili (non esistono) le strade sono di tutti
e per antonomasia è il popolo delle bici.
Ma ahimè anche li c’è un problemuccio mica da poco, molti pedoni ricorrono ogni giorno alle cure sanitarie,
moltissime bici,molti pedoni poche auto( non più ormai nelle grandi città).
bella idea vero? sarebbe il mondo dei vostri sogni.
Io sono invece un’auto dipendente, tranne quando vado in centro sono obbligata ad usare la bici “detesto gli autobus”.
Marco, sono il tuo opposto, porta pazienza il mondo è bello perchè vario.
Ciao super ciclista
23 aprile 2010 alle 16:02
E’ vero San, lei ha ragione !!
Come risolutivo penso, per Bologna, (mi spiace non conosco la realtà di S. Pietro in Casale), alle piste sullo spartitraffico dei viali di circonvalazione.
Così come è già stata fatta fra porta S. Vitale e porta Mazzini, così si dovrebbe concludere tutto il giro dei viali, a cominciare dal tratto davanti alla Stazione Centrale.
Cara Carmen sei proprio la persona che ci vuole!
Sei l’esempio dell’automobilista rispettosa delle piste e dei ciclisti, perchè capisce che più piste si fanno, meno macchine ci sono e si muovono, così chi continua ad usare l’auto, possa trovare più spazio per parcheggiare ed avere dei tempi certi (oltre che ragionevoli !) di percorribilità.