(Ri)ciclone a Monte San Pietro

Raccolta differenziataNell’annuale classifica delle città più vituose in tema di riciclaggio ambientale – stilata da Legambiente incrociando le risposte ad un questionario restituito da 123 comuni della regione – fra i centri di medie dimensioni spicca il primo posto di Monte San Pietro, col suo sistema di raccolta ‘porta a porta’.

La novità dell’indagine di quest’anno è stata l’introduzione, oltre alla carta, della raccolta differenziata dell’organico. In questo settore, fra le migliori performance si segnala quella di Argelato: 126,2 kg per abitante, ancora con il sistema porta a porta.

“Iniziative come quella odierna – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli – sono importanti perché inducono a comportamenti virtuosi. Spero che anche nel futuro sempre più Amministrazioni si impegnino per entrare in questa classifica. In questa legislatura la raccolta differenziata in Emilia-Romagna è passata dal 35 al 50%. E’ un obiettivo importante. Per il futuro occorre lavorare per incrementarlo. Altrettanto importante sarà lavorare sulla prevenzione cioè sulla la riduzione e il riuso dei rifiuti”.

“Quello che emerge da questa indagine – ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente Lorenzo Frattini- è che certe modalità di raccolta dei rifiuti quali la domiciliare e porta a porta sono di particolare efficacia e producono grandi risultati”.

La ricerca ha anche raccolto informazioni sulle “Buone pratiche” messe in atto per la riduzione dei rifiuti alla fonte e per incentivare la raccolta differenziata. Fra le iniziative degne di nota quella del comune di Guiglia (MO), che nell’ambito del progetto “Borsa amica dell’ambiente” ha distribuito ai clienti dei negozi 600 borse di stoffa; oppure quella di Ferrara (FE), che ha promosso il recupero del materiale informatico dismesso attraverso l’iniziativa “tRicicloPC con Linux”; o ancora quella del comune di Fidenza (PR), che si è impegnato a diminuire l’uso dell’acqua in bottiglia installando dei filtri ai rubinetti delle mense scolastiche e costruendo una fontana pubblica di acqua potabile filtrata.

Da segnalare anche le iniziative di Nonantola (MO), che ha deciso di intraprendere un’azione di riduzione dei rifiuti incentivando l’uso di pannolini lavabili e della Provincia di Parma con l’organizzazione delle “Ecofeste”, ovvero la promozione all’interno delle sagre della raccolta differenziata di tutti i rifiuti comunemente prodotti.

Ammontano a quasi 50 milioni le risorse previste dal Piano di azione ambientale 2008-2010 della Regione Emilia-Romagna per il settore dei rifiuti, circa un terzo delle risorse messe complessivamente a disposizione nel triennio. Raggiunta a fine 2009 la soglia del 50% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, l’obiettivo è ora quello di migliorare ulteriormente il sistema di raccolta e gestione, centrando i prossimi traguardi previsti dalla legislazione nazionale e cioè il 65% di raccolta differenziata entro il 2012 e raccogliendo le indicazioni dall’Europa sulla prevenzione, il recupero e il riciclo.

Gli accordi attuativi del Piano, sottoscritti nel corso del 2009 con tutte le Province, hanno già messo a disposizione 20 milioni di euro, per ottimizzare la gestione dei rifiuti urbani ad esempio attraverso il potenziamento delle Stazioni Ecologiche Attrezzate e la diffusione dei centri di recupero per il riutilizzo dei materiali, passando per il recupero di rifiuti abbandonati e la bonifica di discariche vecchie di oltre un quarto di secolo.

Ma altre risorse sono in arrivo proprio in queste settimane. Si tratta di oltre 29 milioni di euro, che serviranno tra l’altra finanziare progetti per la “tracciabilità” (per la quale si è appena sottoscritto un contratto di programma con Confservizi regionale), per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica legate al ciclo di trattamento dei rifiuti, per lo smaltimento dei fanghi di depurazione, per la riduzione alla fonte dei rifiuti, ad esempio attraverso la diffusione di detersivi e generi alimentari “alla spina”. Il Piano di azione ambientale prevede anche risorse per rimuovere manufatti in amianto degli stabilimenti produttivi.

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