Nel Trofeo Tartaruga la bici batte l’auto

Madre e bambino in biciIeri mattina si è svolta una singolare ‘gara’, promossa da Legambiente Emilia Romagna, che dimostra quello che forse era già intuibile: spostarsi in centro in bici è più vantaggioso che farlo in macchina. Risultato: la bici batte nettamente l’auto, 24 a 6. Questi sono infatti i minuti che servono, con i due mezzi, per percorrere il tratto piazza Galvani-Piazza XX Settembre.

Nella sfida i volontari di Legambiente, divisi per gruppi (bici, autobus, piedi e automobile), dovevano percorrere il tratto del centro rispettando, ovviamente, il codice della strada.

Ecco tutti i tempi di percorrenza del Trofeo Tartaruga: il tempo migliore è stato dunque quello dei ciclisti (6 minuti), seguiti dal gruppo partito in bus (8 minuti), dai pedoni (17 minuti) e infine dagli automobilisti, che con i 24 minuti hanno confermato che «la cura dalla congestione del traffico passa attraverso i mezzi di trasporto alternativi», spiega in una nota Legambiente.

Non solo le automobili sono rallentate dalla ricerca di parcheggio, ma lo stesso spostamento è di per sé lento: gli automobilisti infatti sono stati battuti anche dai pedoni, che sono giunti a destinazione ben 7 minuti prima dell’automobile.

E a proposito di mezzi di spostamento, il Comune di Bologna rinnova il consueto appello, affinché in questi giorni venga ridotto al minimo l’uso dei mezzi privati, a causa dell’emergenza neve in cui ancora una volta si trova la nostra città (e speriamo che per questa stagione sia l’ultima, non se ne può davvero più! ndr).

Per lo stesso motivo, la Giunta comunale riunitasi questa mattina per valutare le condizioni meteo ha disposto la chiusura di tutte le scuole per domani; l’ordinanza è stata emessa per “le straordinarie condizioni atmosferiche e per tutelare la sicurezza dei cittadini”, così come era stato suggerito anche dal Prefetto, Angelo Tranfaglia”.

Anche altri Comuni lo avevano fatto nelle ultime ore: Sasso Marconi, Casalecchio, San Lazzaro e Zola Predosa.

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Per ora 18 COMMENTI a “Nel Trofeo Tartaruga la bici batte l’auto”

  1. marco ha scritto:

    Veramente si può ben scoprire l’acqua calda !

    Dato che qui si parla di neve e del fatto che le scuole saranno chiuse per tutelare la sicurezza dei cittadini, cosa pensare di quando la neve non c’è e si può andare tutti a scuola con l’auto di mamma o papà, respirandone le scie ?

    Quando nevica il Comune ci esorta a tenere ferma l’auto ma allora perché prima di spalare la neve per le auto, non si pensa di pulire le ciclabili ?
    Così chi giustamente lascia l’auto in garage, potrebbe muoversi abbastanza agevolmente in bici.

    Dite che le strade si puliscono meglio perché ci sono trattori con le lame lunghe ?

    Si potrebbe obbiettare che esistono altrimenti possibilità paragonabili anche per pulire quel che serve ai ciclisti, non solo con i piccoli scavatori (Bobcat) ma anche con i piccoli veicoli per es. usati per tosare i prati.

    E forse si potrebbe arrivare allo scopo con minore fatica e più velocemente di quello che si deve fare, per garantire il passaggio alle auto.

    In effetti non capisco come mai le auto devono avere il passo pulito e comodo, mentre per i pedoni è previsto che indossino abbigliamento tecnico specifico, per oltrepassare gli sbarramenti eretti con la neve altrove rimossa, irti di insidie, quanto meno di finire con i piedi a mollo, nella neve sciolta e sporca.

    Penso che una volta si fosse radunata la neve al centro della strada per lasciare passo libero ai pedoni, ai bus e alle bici, non si sarebbe già garantita la possibilità di muoversi ?

    Magari anche senza le invernali calzature stagne da montagna !

  2. editor ha scritto:

    Non avevo dubbi che questo articolo ti avrebbe stimolato !!! :mrgreen:
    Caro Marco, più ti leggo e più mi convinco: se la bici è una fede, tu ne sei il degno profeta :lol:

    A dire il vero, sai perfettamente che io non sono così ‘ortodosso’ come te in questo campo: uso la bici, come mi servo anche spesso (il ‘volentieri’ dipende dal traffico) dell’auto.

    Ma apprezzo questa tua inesauribile convinzione, una sorta di energia cinetica del pedale che viene convertita in energia cerebrale; come sempre amo chi esprime con chiarezza le proprie convinzioni, anche se sono minoritarie. Anche se, in un tipo di società come la nostra, rischiano di essere facilmente confuse con… l’utopia.

    E sono assolutamente convinto che gli atteggiamenti e le scelte di vita positive vadano comunque difesi e portati avanti, sperando che crescano e si diffondano: per questo nel mio piccolo, attraverso questo piccolissimo spazio, non mi lascio sfuggire l’occasione di far ‘rimbalzare’ nell’etere questo genere di notizie.

  3. Mastro di Chiavi ha scritto:

    Ripensandoci, bastavano due parole: te l’appoggio!!! :lol: :lol: :lol:

  4. carmen ha scritto:

    Grande Marco! te l’appoggio anche io.
    Mi stavo chiedendo: di solito le piste ciclabili sono sui marciapiedi di conseguenza, pulendo le piste renderebbero meno pericoloso il cammino ai pedoni “fessi” (come me ) che si avventurano a piedi, lasciando a casa l’auto.
    Proprio oggi per forza maggiore sono dovuta uscire, mi son detta: oggi faccio la brava vado a piedi, risultato:
    camminando sul marciapiedi dopo uno scivolone, accompagnato dalle intense risate di mio figlio, ho rinunciato, meglio in mezzo alla strada! la prima auto che è passata mi ha bagnato con neve sciolta mista fango; risultato: per fare circa 300 mt, c’ho guadagnato:
    il lavaggio in tintoria del giaccone da montagna per l’appunto. :evil:
    Stavo pensando che se vuoi fare una lotta senza quartiere con il quartiere (rima baciata)? o con il comune io ci sono, te per la bici io per i pedoni. :lol:
    Che dici, se po fà? ;-)
    Dolce notte

  5. marco ha scritto:

    Il mio volentieri nell’uso dell’auto, risiede nel fatto nell’indispensabilità del suo uso.

    Il meno volentieri ricade per es. ricordando quanti sono i bimbi che rimangono sotto una macchina ogni anno, oppure riguardando i dati della composizione dei rivestimenti interni dell’auto.

    Sacro terrore del mostro metallico.
    Attorno alle nostre budella c’è ancora la savana, più qualche altra cosa.

    Utopia, faccenda di latitudini.
    E’ questione di tempo.
    Come la terra gira nell’atmosfera in movimento, così il cambiamento arriverà anche qui, prima o poi, portato dalla natura degli umani contatti.

    Il sindaco di NY è un miliardario, gira solo con i mezzi pubblici, preferisce la metro.

    Si Carmen, di solito le piste ciclabili qui sono promiscue alla viabilità pedonale, il risultato è una convivenza un po’ difficile per entrambi, pedoni e ciclisti.
    I primi si sentono in pericolo, ovviamente non possono avere l’abitudine, data la scarsa frequentazione, di sentirsi arrivare dietro, in un soffio, una bici che li scansa, credendo poi che stia andando a chissà quale velocità.
    Invece la bici, sentendosi un pochino in pericolo (infatti prendere una botta in bici, da un pedone, anche solo al manubrio se non sei pronto sei in terra in un attimo). andava piano, di sicuro rispetto al suo potenziale, vanificando un pochino la resa e quindi dando ancora qualche possibilità di ragione a chi non la usa.

    Dove fanno le cose seriamente, a mio avviso, è dove danno lo spazio che serve ai pedoni ed un altro, sempre nelle dovute proporzioni, a chi va in bici.
    Così gli uni e gli altri possono avere quello che gli serve.
    Questo a costo di limitare, anche drasticamente, l’uso dell’auto.

    Un tempo lo status symbol era dato da una pietra scheggiata con una maestria tramandata da generazioni che con esperienza secolare era fissata ad un certo qual tipo di pezzo di legno.

    Ora è riconoscibile grazie ad altre intangibili realtà.

    Forse non tutti abbiamo capito che il nostro status ormai viene definito non tanto più con le cose che si posseggono, quanto con i comportamenti che si mettono in opera.

  6. editor ha scritto:

    Grande Marco, starei delle ore ad ascoltarti (leggerti): ma purtoppo, finito il commento, la realtà rimane.

    Non credo che l’utopia, come del resto la cultura di un popolo, sia definita dalla latitudine. Questa è, diciamo, una sorta di indice, una tendenza, ma non un valore assoluto: un po’ come i tre-quattro fratelli che, pur figli degli stessi genitori e vissuti nello stesso contesto, possono diventare persone totalmente diverse.

    L’utopia, e la cultura, sono meglio definiti dai modelli. E i modelli sono figli dei tempi e, purtroppo, delle persone che hanno successo (o meglio, si impongono) in quel tempo.

    Potrei fermarmi qui: sento già che Carmen scalpita, e di sicuro non la voglio buttare sul politico :roll:
    Diciamo che non possiamo meravigliarci di quelli che attualmente sono gli status symbol, nè di quelli che sono i comportamenti ammirati e presi come riferimento.

    Un dato statistico: se a 10 ragazzine poni la domanda “Cosa ti piacerebbe fare da grande?”, 8 ti risponderanno convinte “La velina”. E le veline non girano in bici… al limite si fanno un po’ di cyclette in palestra :twisted:

  7. carmen ha scritto:

    Ah! stavolta devo dire: Editor, Marco , siete dei Grandi.
    Editor non provocarmi :twisted: a me non piace parlare di politica, la detesto fortemente, :x purtroppo però di qualsiasi cosa si parli alla fine sta maledetta ci entra sempre :cry: .
    Caro Marco, non illuderti che il sindaco di NY sia lodevole perchè va con la metro, diciamo che nella grande Mela non hai molte alternative, la metro è l’unico mezzo sicuro e veloce per farti arrivare con puntualità dove vuoi; in seconda battuta è meramente una forma (si)! politica, far sentire ha chi lo ha votato che è uguale a loro, una personcina comune. Ma se un comune cittadino statunitense sta male è non ha carta di credito alla mano, può morire davanti ad un ospedale che nessuno verrebbe denunciato per mancato soccorso :cool: ; se il sindaco miliardario sta male, oltre ad avere la suite nel migliore hospital, gli mettono a disposizione anche le conigliette di PLAY BOY, giusto per non farlo annoiare ;-) .
    Le uniche cose che ho sempre invidiato agli states, sono 6: gli infiniti spazi, la zero burocrazia, l’onestà dei commercianti, il patriottismo, il rispetto dello sport, in quanto tale, il regime fiscale: se “sgarri” vai dentro è buttano via la chiave.
    Marco il mondo che vorresti piacerebbe parecchio anche a me, ma è veramente una utopia.
    Qui devo condividere ciò che scrive Editor: siamo figli di questi tempi e non puoi, neanche se vai sul cucuzzolo della montagna, esimerti da questo mondo, ma dobbiamo convivere con quello attuale anche quando non ci piace, non ci si può tagliare fuori, lo so! può essere brutto ma così è :sad: .
    Non solo la bici la fanno in palestra, la fanno vestite da veline, Marco mi sa che ti devi rassegnare :cry: , ti confesso però che leggerti è rilassante, mi fa vedere il mondo dal tuo punto di vista ed è gradevolissimo, poi però ci si desta e si ritorna coi piedini per terra ;-) .

    Dolce notte

  8. marco ha scritto:

    Googlemaps. per il momento negli States, ha già messo in giro la “premiere” dei tracciati, ovvero tracciati studiati per le bici, solo senza mezzi a motore, con alcuni, con pochi di più, sarà un segno per sperare o anche per fare qualcosa anche noi ?

    Va bene,… questo non è un mio sogno …

    “Penso che una volta si fosse radunata la neve al centro della strada per lasciare passo libero ai pedoni, ai bus e alle bici, non si sarebbe già garantita la possibilità di muoversi ?”

    non è un’ utopia ma succede ora, anzi già da un po’, in Belgio, dove quando è inverno nevica un pochino più che da noi.

    Ma si sa, la Nazionale di calcio del Belgio vale meno che la nostra….

    La bici non è un talismano con cui e a cui (ri)correre nei momenti disperanti e disperanti, …
    … a Londra si stanno costruendo le prime ciclabili ad alta velocità, fra due anni saranno 12, dal centro alla periferia.

    La crisi dell’auto ha depredato Detroit della sua economia, … ovvero di quella dell’auto.
    Ora se ne faranno una diversa, il progetto prevede di demolire le case da operai, abbandonate perché non potevano più pagarle, per costruire al loro posto, a partire dalla città verso fuori, una serie di fattorie.

    Bianche fantasie ?

    Meglio fare qualcosa del degrado, sempre, così l’economia si muove per ipotesi, ci crede il sindaco ed anche il presidente, almeno per quei 44 milioni di dollari che vi ha investito.

    Programmazione.
    Come quella fatta qui negli anni ’60 per la costruzione di nuovi quartieri, fatti senza piste ciclabili lungo le strade.
    Sarebbero state dritte, piane, lisce e in sede propria, veloci e redditizie.

    Come avrebbero potuto pensarci, in quei momenti ?
    Chi lo avrebbe mai detto che sarebbero, un giorno, servite ?
    In Germania le hanno fatte, allora e le usano, ora.

    Utopia, utopia, meglio che sia
    dell’abulia, di un sole mancato,
    di un dio caduto, di un pensiero canuto …

  9. editor ha scritto:

    Beh, direi che te lo sei meritato! :mrgreen:

    L’ANGELO DEL PEDALE

    E’ l’alfiere della bici,
    e accarezza l’utopia;
    ma se poggia sul sellino,
    a guardarlo par che… voli!

    Lui non bada a ciò che dici,
    cambia marcia e corre via;
    se l’incroci sul cammino,
    non hai dubbi: è ………. !

  10. carmen ha scritto:

    No! non ci posso credere, lavoro con dei poeti è ne ero all’oscuro.
    l’utopia di solito è parecchio collegata ai poeti, avrei voluto farvi leggere qualcosa in merito ma ( :idea: aiuto Editor) non ho la più pallida idea su come fare, prometto però che appena lo imparo vi farò leggere un bell’articolo proprio sui poeti e l’utopia.
    Per intanto vi ringrazio per la soave lettura,”amo la poesia” :grin:

    Ciao

  11. editor ha scritto:

    Ehm… effettivamente vedersi pubblicato qualcosa su questo sito non è semplice :sad:

    Se ci sottoponi il tuo scritto, dovrò convocare l’assemblea dei Probiviri di POSTFIERA.org, riunirci in riunione plenaria per almeno tre giorni e tre notti, e possibilmente fare un sacrificio per avere il responso degli Dei: forse un cannolo siciliano, o magari una scatola di quegli squisiti dolcetti alle mandorle che si trovano giù dalle tue parti, potrebbe essere sufficiente :mrgreen:

  12. carmen ha scritto:

    Embè bèmbè, ricatto ci fù! :twisted:
    No! non è un mio scritto, ho letto un’articolo è avrei voluto che lo leggeste anche voi, ma capisco che far tante assemblee, specie per noi che ne abbiamo già per altro “capisci ha mè” :mrgreen: , diventerebbe veramente troppo complicato.
    Ma!!! per i dolcetti non c’è problema, se avessi saputo che gradivi? devi solo aspettare che ritorni all’isola perduta. :cool: Per i cannoli invece diventa più complicato: vanno mangiati freschi, entro e non oltre 3 o 4 ore, se no diventano mollicci: (i cannoli! ). :twisted:
    quindi quando li porterò dovrai fare una corsa all’aeroporto è mangiarlo in loco, se vuoi gustarlo bene,
    L’alternativa sono le cassatine siciliane, che si mantengono di più perchè glassate.
    Bene dopo questi deliziosi discorsi, dolce notte

  13. marco ha scritto:

    Odo un ode !

    Qualcuno di mia conoscenza direbbe:
    “Finalmente ti sei espresso, ti sei sentito stimolato !!”

    Vanitoso, mi accorgo che è probabilmente dedicata a me, proprio a me, non alla figura del ciclista in generale, quale onore !

  14. editor ha scritto:

    @Marco: beh, la rima lasciata in sospeso (per la privacy :lol: ) su ‘oli’ non doveva lasciare dubbi su chi era il protagonista…

    @Carmen: ovviamente scherzavo! Cioè, è vero che mi piacciono i dolcetti a base di mandorle che fanno in Trinacria, ma qualsiasi scritto è comunque ben accetto, senza bisogno di particolari ‘tangenti’ :mrgreen:

  15. carmen ha scritto:

    difatti, lo so, la mia è stata una battuta, figurati se vado a pensare questo di te.
    La verità è che ogni tanto mi viene una gran voglia di mangiare i miei dolcetti che mi prolungo nei discorsi che li riguardano , (i dolcetti ).
    Quando mi insegni? quando lo faremo un corso? lo so ti stresso, ma lo stress aiuta il cuore.
    Ciao Editor

  16. marco ha scritto:

    Ma guarda cosa ho trovato solo adesso :lol:
    Se volete saperne di più potete andare a leggere sul sito Ilikebike

    Bologna in bici : Il test del Corsera
    Inviato da : MarcoTrotta Venerdì, 27 Novembre 2009 – 14:41
    Se vi siete persi gli articoli del Corriere di Bologna di domenica scorsa, vi consiglio di leggerli direttamente sul sito (qui, qui e qui). In pratica quelli del Corriere hanno fatto una prova. In tre orari di punta hanno percorso tre tragitti cittadini piuttosto comuni con 4 mezzi diversi (auto, autobus, moto e bici) valutando tempi, vantaggi e svantaggi. I tragitti presi in esame?
    Dalla stazione alla fiera alle 9 del mattino, da Piazza VIII Agosto a Piazza Liber Paradisus alle 13 e da Porta San Donato a Porta Saragozza alle 18.
    Risultato? Il bus è quello più lento. Dal traffico non lo salvano neanche le corsie preferenziale, che insieme a Sirio e Rita hanno sì scoraggiato gli automobilisti a usare il mezzo privato, ma senza riuscire a farli salire sui bus. Infatti sono moto e scooter i vincitori della gara “perché consente di fare percorsi più snelli e di trovare un posto dove metterla”.
    Un primato che condividerebbero con la bici se non fosse che in alcuni tragitti usare questo mezzo diventa, secondo il servizio, problematico in quanto a sicurezza.
    E qui ci sia consentito chiosare questa insistenza sul tema della sicurezza del ciclista (che rimane un tema vero) e l’assenza di considerazioni di analogo tenore sullo scooter e la moto.
    Lo scooter è in assoluto il mezzo di trasporto più pericoloso e mortale in città e non lo diciamo noi ma le statistiche consolidate da oltre 10 anni.
    Perché non si parla della pericolosità dello scooter? E’ uno strabismo curioso con effetti devastanti sulla percezione del rischio di tanti genitori che per paura, evitano di mandare i propri figli a scuola con la bicicletta, per poi dotarli di scooter (senza neppure le competenze di guida apprese in bici) appena diventano adolescenti. Disastroso.

    Ma torniamo al test del Corsera.dove si racconta che sul percorso “San Donato – Saragozza” dove a parte l’aria insalubre, “la strada è poco illuminata e una bici (senza lampeggiante), risulta poco visibile. Bisogna fare anche attenzione alle auto che scambiano i viali per una pista di Formula 1 e passano da una corsia all’altra senza neanche usare la freccia”.
    Oppure su quello tra stazione e Fiera, una zona “da auto dal clacson facile, da scooter che cercano di infilarsi ovunque e da pedoni che sfidano il giallo portandosi dietro le valigie”.

    Infine si prosegue con la cronaca da cardiopalma: “Il ponte (di via Stalingrado, ndr) è un vero e proprio gran premio della montagna su scala ridotta e la discesa richiede attenzione e freni efficienti, per fortuna ad agevolarci c’è la mini-corsia ciclabile. Al semaforo successivo siamo costretti a una gimcana fra le auto che non rispettano le corsie, e la ripartenza al verde è molto rischiosa. Anche il breve tratto di via Stalingrado che siamo costretti ad attraversare è insidioso. Dopo poche centinaia di metri imbocchiamo viale Aldo Moro e arriviamo alla Fiera. Il tutto in 12 minuti”.

    Chiosiamo anche qui: 12 minuti dalla stazione alla fiera sono tanti e sapete perché? Perché il percorso della bici è identico a quello della moto a passa dai viali (vedi foto sopra) per poi salire sul ponte di via Stalingrado dove un ciclista poco allenato ci lascia il fiato. Ma perché non fare invece il ponte di Galliera molto più dolce e raggiungere la stazione lungo la ciclabile recente e in sicurezza di via Algardi?
    Vi assicuro che passando di lì la bici vince e vince in molti altri percorsi se si è un po’ allenati, si conoscono le ciclabili, e si smette magari di fare i percorsi codificati “con la testa” dell’automobilista o del motociclista.
    Per non dire di piccoli provvedimenti a vantaggio del ciclista che tardano ad arrivare. Ci riferiamo ad esempio ai percorsi contromano già in uso in molte città e anche a Bologna come in via Riva Reno, utilissima per raggiungere in fretta il cinema Lumiere arrivando dalla zona universitaria.
    Infine una domanda? Ma per l’auto il tempo lo si è calcolato tenendo conto anche della fase di parcheggio? Ah! Saperlo!

    Marco Trotta

  17. Notizie dai blog su Trofeo Tartaruga: vince la bici ha scritto:

    [...] Nel Trofeo Tartaruga la bici batte l’auto Ieri mattina si è svolta una singolare ‘gara’, promossa da Legambiente Emilia Romagna, che dimostra quello che forse era già intuibile: spostarsi in centro in bici è più vantaggioso che farlo in macchina. Risultato: la bici batte nettamente l’auto, 24 a 6. Questi sono infatti i minuti che servono, con i due mezzi, per percorrere blog: Postfiera.org | leggi l'articolo [...]

  18. marco ha scritto:

    O.k. che vinca la bici lo so, lo diamo per scontato ma perchè solo dal centro storico ? E non per es. da porta Castiglione (vorrebbe dire attraversare il cerchio dei viali di circonvalazione) che può interessare a molte più persone ?

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