Begli uccellini
Come promesso nella lavagnetta, le sorprese non sono finite: dell’ultima iniziativa organizzata da POSTFIERA non abbiamo solo foto, ma anche una piccola testimonianza in video.
Premessa: riuscire a rimanere naturali davanti alla macchina da presa, si sa, non sempre è semplice… Per questo apprezziamo lo sforzo di questo improvvisato operatore (nell’occasione, il nostro vice-presidente) per tramandare ai posteri le immagini di una escursione, durante la settimana del nostro gruppo a Ischia – Capri: buona visione!
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5 settembre 2006 alle 19:49
Forse ti è partito un colpo ?
Non vedo come poter vedere il piccolo filmatino.
ciao
5 settembre 2006 alle 21:21
Meno male che ci sono lettori attenti!!!
Effettivamente avevo ‘protetto’ questo video così bene che lo vedevo solo io… ora non ci dovrebbero essere problemi.
Appena posso faccio un articolo specifico per spiegare le nuove funzionalità di questo nuovo modo di utilizzare i video, YouTube
6 settembre 2006 alle 09:38
Grazie, però non capisco ancora, bisogna comunque compilare questa pagina per poter vedere il video ?
Grazie
6 settembre 2006 alle 14:07
Dal punto di vista del video sono sicuro che ora tutto funziona: a questo punto faccio un articolo generale in Homepage sul problema
9 settembre 2006 alle 14:44
Se qualcuno ha ancora dei problemi di visualizzazione per questo filmato, per favore scriva due righe qui per segnalarlo
Grazie
18 settembre 2006 alle 02:05
“Begli uccellini” (Bieffe Film, 2006)
Accolto con sospetto da una critica presuntuosa e provinciale, osteggiato da una censura velenosa e bigotta che ne taglia l’omicidio fortuito di una guardia forestale, “Begli uccellini”, delicata opera prima del bolognese Marco Frascaroli, si impone come il vero capolavoro del neo-realismo ecologico.
La metafora della condizione umana resa attraverso una narrazione scarna, ma allusiva, dove il regista stesso, con un solo magistrale piano-sequenza ballonzolante, invita i suoi personaggi – dei terremotati – a invadere lo schermo nella loro fisicità trapestante, a esprimersi vocalmente e a fondersi col cinguettio di una natura primigenia in cui i nostri vanno inconsapevolmente disperdendosi, si fa manifesto di rinascita di un cinema autenticamente libero dove tutto si mischia, da Fellini (la scena dell’elefante nella prateria resterà per sempre scolpita nella memoria) a “L’isola dei famosi” (menzione speciale al talentuoso Claudio Marino per l’interpretazione di Pappalardo), passando per i generi più disparati e le citazioni più incredibili, e giungendo in modo mirabile a una sintesi al contempo lucida e delirante.
Vincenzo Mollica, “Enciclopedia del cinema con due p…. così” (Einaudi, 2056)
18 settembre 2006 alle 14:32
E’ davvero fantastico che una ‘firma’ della critica abbia scritto queste cose, ma devo dire che anch’io fin dall’inizio ho creduto nel valore di questo ragazzo (di una volta) che ha realizzato il cortometraggio, e sottoscrivo in pieno!
Solo una cosa non mi è chiara… dove sono le due p in cinema?
18 settembre 2006 alle 23:51
“Begli uccellini” (Bieffe Film, 2006)
Pellicola boriosa e cerebrale, “Begli uccellini” delude cocentemente le aspettative della Croisette. Già aiuto-regista di Claudio Lanteri (cacciato dal circuito cinematografico dopo la trasposizione del bestseller “Come ho fatto a farcela”, per cui aveva richiesto un purè di patate di 6 tonnellate e “una birretta”), Marco Frascaroli non riesce a ripetere il successo di “A Capri, a Capri!”, toccante commedia degli errori girata in un maglificio a Carpi che inaugura la folgorante stagione del micrometraggio (il film dura in tutto 2 secondi). La storia non scorre, si ingarbuglia, è farragginosa: il verboso lirismo che gli conosciamo si inceppa, una balbuzie che pervade tutti i livelli interpretativi (il Marino, peraltro bravissimo, che si ferma a guardare un tulipano e comincia a urlare “Iva Zanicchi!” ci appare un po’ eccessivo). E’ un film sbagliato. Così sia.
Il Corriere della Sera, 12 settembre 2006
19 settembre 2006 alle 15:02
A parziale correzione dell’esimio Morando, dobbiamo aggiungere che al maestro Claudio Lanteri il purè di 6 tonnellate era stato pure concesso dalla produzione, ma non è stato poi trovato un accordo sulla marca della birretta.
Restiamo comunque in attesa di una dichiarazione del regista rivelazione Marco Frascaroli, che come sappiamo ha invece accettato di girare questo fortunato cortometraggio in economia; appaiono invece destituite di ogni fondamento le voci raccolte in questi giorni, secondo le quali esiste anche un Begli Uccellini Reloaded (con alcune sequenze immediatamente successive, poi tagliate in post-produzione) dove i protagonisti del filmato pasteggiano con quaglie, fagiani e cacciagione varia…
19 settembre 2006 alle 19:34
Data l’interessante diatriba, anticipo il mio tornare a scrivere per questi lettori.
A commento della discussione, mi sento di ricordare l’Alighieri.
Non credo avesse coscienza di cosa fosse il cinema, per quanto ciò sia praticamente sicuro, era capace d’affermare nel XIV canto del Paradiso, (Divina Commedia) che:
“… tanta luce produce tante ombre … “.
Il ns. regista neofita mi ha confidato d’aver girato all’ombra di un bosco caduto e cresciuto in un vulcano spento, mi viene da domandarmi se non stesse cercando l’ingresso degli Inferi ?
Forse chiarirà la cosa con la prossima opera !
19 settembre 2006 alle 21:11
E’ molto difficile ‘inserirsi’ in questa discussione, dato il valore dei miei illustri predecessori (Mollica, Morandini, e soprattutto il Prof. Alberelli), ma provo anch’io ad arrischiare una chiave interpretativa del bel cortometraggio che ci avete offerto…
Dopo un’attenta visione, sono indotto a credere che il regista, pur non essendone completamente consapevole (arte è ‘un brivido che vola via, un equilibrio sopra la follia’), abbia voluto rappresentare il vuoto cosmico, il concetto di presenza-assenza, che sfocia nella difficoltà o a volte l’impossibilità di comunicare: tema questo che, nel bene e nel male, caratterizza questi nostri strani giorni.
Ed infatti, pur inseriti dal regista in uno sfondo agreste (decisamente antitetico alla realtà post-industriale e pre-demenziale del quartiere fieristico), che dovrebbe quindi ben favorire aperture e slanci bucolici, i protagonisti palesano un’estrema incapacità a rapportarsi, a far parlare il loro cuore, ad interagire secondo schemi più ‘umani’.
Significativa quindi l’ammissione iniziale colta nell’eloquio di MARINO (“…non ho parole”) e la rapida fuga mentale (anche fisica, per la verità) della WIPF, che rifiuta il confronto e si rifugia semmai in pulsioni bulimiche, affidando il proprio riscatto ad un panino.
L’uomo non comunica, non riesce più ad offrirsi in dono ai propri simili: la macchina da presa sembra allora scegliere di astrarsi, rifugiandosi in quel lungo piano-sequenza finale, da cui traspaiono prepotentemente disillusione e scoramento.
Ma infine, quando ormai tutto sembra avviarsi ad una lenta dissoluzione, ecco un inatteso ed estremo appello alla speranza, dove si coglie -potremmo dire- la quintessenza del messaggio trasmesso dall’artista: se homo homini lupus, è necessario ripartire da zero, andare alla riscoperta delle proprie radici, dei propri istinti, della propria parte più ancestrale. E’ ora quanto mai necessario ritrovare un contatto con la natura ed i propri abitatori, creature semplici ma ancora capaci di cantare un incessante inno alla vita.
Ecco quindi nella riscoperta dell’animale la glorificazione di ciò che è semplice, ma forse per questo ancora puro: e allora anche passerotti e cardellini [mi riferisco ai volatili, GianPaolo in questo caso non c'entra], per un giorno, possono apparire come pervasi da una luce nuova, più intensa, e diventare davvero BEGLI UCCELLINI.
21 settembre 2006 alle 01:11
Ringrazio per l’attenzione !
In tanti avete voluto avere considerazione per quel piccolo scampolo di lirico, sublime, distacco dalla quotidianeità.
Come si fa nel cine, ringrazio anche gli attori, questi non sapevano a cosa andavano incontro, a “girare” in un bosco con il sottoscritto, spero lo facciano ancora.
In particolare ringrazio Lo Cascio, ha spiegato cosa avevo fatto, in un certo senso, anche a me.
Senza ragionare molto, ho fatto quello che mi ha detto il cuore e la realtà è quella che è.
L’incomunicabilità è il male della società attuale; è strano.
Oggi che abbiamo tanti MEZZI, non riusciamo a comunicare per INTERO il nostro pensiero.
Sempre che lo si faccia, FACCIA A FACCIA o cercando di nascondersi.
Forse ciò dipende anche dal fatto che in una società più chiusa, si poteva essere più certi con chi si parlava, perché lo si conosceva meglio.
Penso che ci sia una maggior quantità d’incomunicabilità perché siamo più insicuri di chi ci troviamo di fronte, di dove possa arrivare il pensiero espresso, non tanto il caffè appena mandato in parte sui pantaloni;
quelli andranno in tintoria di sicuro, mentre il pensiero non espresso, continua a girare in testa, a tenere occupato il cervello, a non fargli fare altro, a farlo invecchiare.
Sarebbe bello avere altre occasioni per trovarsi, cogliere l’occasione per esprimersi ! E rimanere giovani … siamo in tanti !
Ricordate, tutto dipende da noi !
Per tornare con i piedi per terra, come dicono i PARACADUTISTI, ricordate che fra un mese, il 26 ottobre, ci saranno le elezioni, per il cambio delle cariche del consiglio direttivo del cral.
Non pensiamo tanto “chi voto?” ma come ha scritto EDITOR,
cosa posso fare per il cral, ovvero per tutti,
fuori dal lavoro ma dentro di noi ?
“BEGLI UCCELLINI” PER TUTTI !!
21 settembre 2006 alle 14:36
Effettivamente è piuttosto curioso verificare come su questo articolo, dove in fondo si disserta di temi ludici o di ‘distacco dalla realtà’, ci sia tanto interesse e partecipazione: anzi alla fine sono stato praticamente costretto -mio malgrado, senza togliere nulla al grande Marco- a ‘promuoverlo’ come primo articolo in evidenza sull’HomePage.
Mentre invece sul tema delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo, tema di scottante attualità e decisivo per la ‘sopravvivenza’ di tutto il sistema Cral, per adesso ci sia il vero ‘vuoto cosmico’ (citando il Lo Cascio qui sopra), ovvero -a parte Frasca- mi pare che non si sia espresso proprio nessuno…
Non so davvero come interpretare tutto ciò, ma proviamo ad essere positivi: potrebbe essere indice del fatto che nessuno ha davvero paura che il giocattolo si rompa, ovvero siamo tutti convinti che qualcuno, alla fine, venga fuori e ‘salvi’ la patria, assumendosi qualche responsabilità. Boh, vedremo le candidature fra qualche giorno.
Ma credo di essere andato fuori tema, mi ‘ammonisco’ da solo e torno a bomba sul film… Udite udite, mi è giunta voce che, dopo tutto questo can can, hanno cominciato ad accadere strani episodi che qui riassumo:
a) Marino, inizialmente reticente, ha cominciato ad ‘entrare’ sempre più decisamente nel ruolo della STAR, e proprio stamattina si aggirava per l’Area 45 drappeggiando un boa di struzzo; mentre Lanteri, seppur citato, si è chiuso (letteralmente) nel proprio mutismo all’interno del box di Rocco (non Siffredi e neppure quello che aveva fratelli, parlo di via Calzoni angolo pad. 36);
b) il cappellino indossato dalla Wipf nelle fortunate sequenze è stato subito copiato da Armani, che ne sta studiando una versione ad hoc in pelle di pitone, da far indossare a Naomi Campbell in una delle sue prossime sfilate;
c) ed infine la più incredibile di tutte, che giunge dal nostro inviato alla Comunità Europea: pare che anche a Bruxelles qualcosa si stia muovendo per Begli Uccellini, ma sapremo qualcosa di più definitivo nei prossimi giorni…
21 settembre 2006 alle 20:37
Si vede che di cinema, soprattutto indipendente, non ne capite una minc..a!!!
Marco sei l’Andy Warhol della new generation: non ti ha capito nessuno, ma sei all’attenzione di tutti!!!
Complimenti
21 settembre 2006 alle 22:01
Per quel che riguarda la prima parte del recente commento di Editor, rispondo nella cartella dell’articolo delle elezioni.
Tutto fa partecipazione, forse Claudio ha percepito come tutto questo fosse un po’ di can can immotivato, in realtà ogni espressione ha un motivo, l’equilibrio sta nel guardarsi attorno e saper dire la propria.
Marino è decisamente lanciato ed ambito protagonista, a questo mi torna in mente che proprio la Wipf aveva proposto un corso di teatro ….
Una rivelazione importante, il cappellino è entrato nel mito dalla porta di … un servizio caprese !
Infatti qualcuno ha approffitato di un’attimo di distrazione per sottrarglielo, si è rivelata
“Un insostenibile leggerezza dell’essere” come ugualmente per chi ha raccolto il mal tolto, così come sento la comunicazione di cui lamentavamo la carenza nel ns. mondo.
I ns. attori ed il più meschinetto dei registi ….a Bruxelles ???
Ringrazio ancora Marino; indipendente, come regista, ci sono, per il resto …
eravamo in vacanza !!
22 settembre 2006 alle 15:25
L’avevo detto che il cappellino della Wipf attirava….
Rispondendo a Claudio (un’inattesa rivelazione, che il filmino ha ben evidenziato), non so se Marco ha il phisique du role per fare l’Andy Warhol, ma lancio un suggerimento per un altro sketch: perché non vi presentate una mattina al Bar Europa e rifate il memorabile ‘Specchio Segreto’ girato da Nanni Loi al Bar Zanarini, cioè Claudio inzuppa la brioche nei cappuccini delle colleghe e Marco gira? Se poi avete bisogno di studiare la location, c’è l’altro Claudio (Lanteri), fra un camion e l’altro naturalmente…
22 settembre 2006 alle 18:44
Vorrei sapere come si chiama il film di Claudio Lanteri, quello col purè gigante.. Si trova o lo trasmettono solo su RAI3 negli anni bisestili?
23 settembre 2006 alle 16:23
Potrebbe essere un’idea, … lì e non solo !
Magari non solo io.
E’ ben vero, ci si aspetta che l’allievo superi il maestro, … no ?
Ad majora !
26 settembre 2006 alle 10:16
Il film di Lanteri, quello del soufflè gigante che lievita
lo puoi guardare tutti le mattine su RAIUNO nel programma di Antonella Clerici.
E’ una vera rarità perché prima lo introduceva Enrico Ghezzi su RAITRE a
FUORI ORARIO, solo nelle notti di luna piena. Il film, infatti, dato l’orario, è lo snuff movie preferito dei sofferenti da licantropia.
Ciao
26 settembre 2006 alle 12:32
Non è così:
Il film lantero è iniziato alle 2 di notte con Ghezzi in calzamaglia e patacche d’unto a commentare in groenlandese asincrono (ha citato anche Bagordo). Poi il sufflè se l’è mangiato (esiste un comunicato ufficiale di giubilo della RAI in proposito) e ha iniziato progressivamente a inghiottirsi tutti i programmi notturni fino a colare nella programmazione del mattino. Panico (a parte Luca Giurato che, come al solito, non ha capito una mazza, è stato magnato pure lui e vomitato immediatamente). La Clerici, invece, riconosciuta pubblicamente come una delle menti più brillanti mai esistite, l’ha accettato nella folla anonima delle sue ospitate, tra una batteria di pentole e una tavolata di frattaglie. Ogni tanto la bestia si si sveglia, inforna una casalinga, un pensionato, un cameramen, emette un rutto poderoso e ricade nel suo intontimento catodico. Gnam! ..Buuurp! ..Ronf! E via così, tutti quanti industriosi e felici a mestolare e sparar bischerate a casaccio! La bestia è in trappola: nessuno esce più da quello studio dall’ultimo governo Andreotti. Saranno in missione per conto di Vissani (magnato anche lui)? Forse il Frascaroli potrebbe farci un film.. E il Lanteri.. sarà ancora alle sbarre Rocco, intristito al pensiero della lontananza dalla sua “creaturina” a sfogliar margherite?
(Il seguito nel prossimo episodio)
26 settembre 2006 alle 14:41
Mi è venuta l’asma a furia di attacchi bulimici, soufflè a go-go, purè di patate che inondano le sale cinematografiche piene di spettatori in fuga (dal purè???….).
Basta!!!! si gira un nuovo cortometraggio serio e si manda alla supervisione di Quentin Tarantino (noto regista di Taranto), ci mettiamo anche la Fenech (con la evve moscia), Gigi Marzullo (si faccia una domanda e si dia una risposta), e Flavia Vento (la vita è un sogno? O i sogni aiutano a vivere meglio?).
La Iannuzzi si occuperà del casting, Orlandi dirà:” CIAK si gira,” Frascaroli scriverà la sceneggiatura.
Lanteri, ovviamente sarà il regista.
27 settembre 2006 alle 01:35
Beh, se si tratta solo di dire “CIAK si gira”, potrei farcela…
Non capisco una cosa: chi è la Iannuzzi? Se vuoi intendere la Vincenzina, è Iannuzza… o si tratta di una nuova starlette, tipo Flavia Vento?
30 settembre 2006 alle 22:26
Il vortice catodico ci rende catotonici, asincroni, bulimici, autistici ecc. ecc.
Meglio una buona lettura, magari ad alta voce, sulle ali della fantasia, nel basso-fondo delle sensazioni che la ns. voce aiuta a “sentire”, per arrivare ai cieli del pensiero.
Un film lo si può sempre fare, l’importante è sapere cosa far passare.
Qualche idea Frascaroli dice d’averla, qualcuno gli dà una mano ?
Bisogna pensare a cosa si vorrebbe dire, poi a chi, per sapere come dirglielo affinchè il messaggio arrivi a destinazione.
Nonostante tutto, buona televisione.
1 ottobre 2006 alle 13:57
La prima cosa da fare sarebbe coinvolgere Lanteri, ma in questi giorni mi pare abbia avuto un bel daffare… non so neanche se ha visto il filmatino!
Mi è venuta un’idea, sapete che faccio? Ora mi stampo tutta la ‘strisciata’ di Begli Uccellini, articolo e commenti, e domattina glielo metto in mano!
P.S.: Per tutta la schiera dei lettori doppiosensisti (Valerio et assimilati) chiarisco subito nella frase precedente mi riferisco all’articolo di cui sopra, non ad (non ben precisati) altri articoli…