Music Italy Show
A distanza di quasi trent’anni da un’analoga esperienza (per ritrovarne cenni bisognerebbe davvero scavare nella… preistoria), dal 15 al 17 maggio, con la prima edizione del Music Italy Show, ritorna in fiera una manifestazione interamente dedicata alla musica e a tutta la sua filiera: dagli strumenti agli amplificatori, passando per edizioni e discografia.
Anche la città partecipa con un nutrito programma di esibizioni, di cui l’evento clou è la Ultimate World Guitar Exhibition, sabato sera in piazza Maggiore.
Poichè il tema della manifestazione è la chitarra, sul palco saliranno alcuni grandi maestri del genere: Yngwie Malmsteen, virtuoso dell’heavy metal romantico (che per l’occasione donerà una delle sue preziose chitarre alla città), e Glenn Hughes, bassista con i Deep Purple e i Black Sabbath; Jennifer Batten (che vanta collaborazioni con Michael Jackson), George Lynch (già Dokken e Lynch Mob), Doug Aldrich dei Whitesnake, Stef Burns (in Italia ha suonato con Vasco) e in rappresentanza dei chitarristi italiani, Maurizio Solier, Ricky Portera e Max Cottafavi.
Quella in piazza Maggiore “Non sarà una pura esibizione di virtuosismo chitarristico, ma un grande concerto”, assicura Guido Elmi, produttore di Vasco Rossi e direttore artistico della rassegna.
Mentre BolognaFiere si è addossata in prima persona l’organizzazione di Music Heaven Bologna, un vero e proprio festival che coinvolge strade intere (via Orfeo), jazz club, rock club e locali della notte, pub, ma anche la basilica di Santo Stefano e il Teatro comunale.
Music Heaven si conclude lunedì al Teatro comunale con l’esibizione del chitarrista manouche, Birelì Lagrene, erede riconosciuto di Django Reinhardt (a cui si ispira la programmazione dei jazz club). In mezzo, un po’ di tutto: reading musicali in via del Pratello, mostre, presentazioni di libri dedicati alla musica, concerti serali all’ex Ambasciatori, serate a tema nei rock club della città, anche un percorso in bici a forma di chitarra.
Ma anche all’ombra delle torri di Kenzo, oltre ai circa 500 marchi del settore presenti (quattro padiglioni occupati da 138 espositori), è previsto un corposo programma musicale: 142 performances dal vivo, quattro palchi, una mostra dedicata alla Fender, il torneo Guitar Hero, un’aula di musica a disposizione delle scolaresche (a fine manifestazione tre aule complete di strumenti verranno donate a tre scuole emiliano-romagnole), lezioni alla Rock Guitar Accademy.
“Ci siamo presi una pausa di due anni per cercare un nuovo partner e un nuovo format per la manifestazione”, spiega Claudio Formisano, presidente di Dismamusica, l’associazione del settore musicale che organizza la fiera. “Con BolognaFiere c’è stata un’ottima intesa – riconosce – e nel giro di un anno abbiamo creato un nuovo evento che si candida a diventare un punto di riferimento in un Paese in cui il sistema musica non c’è”.
Ma anche se un sistema musica non c’è, il settore degli strumenti ha chiuso il 2009 con un incremento dell’1% e un valore della produzione di 404 milioni di euro. “Tra un milione e un milione e mezzo di italiani hanno acquistato uno strumento musicale nel 2009”, precisa il presidente di Disma, intenzionato a dare cadenza annuale alla rassegna e fare di Bologna “il punto di partenza della musica italiana”.
BolognaFiere è pronta a raccogliere la sfida. “Seguiamo la filosofia – spiega il Presidente, Fabio Roversi Monaco- di integrare la città nelle manifestazioni: è l’unica carta vincente che ha Bologna”. E poi, ricorda l’ex rettore, “Bologna è stata dichiarata dall’Unesco città creativa della musica, e a questo bisogna dare un contributo che non sia solo quello dato dalla musica classica”. Insomma, “le premesse per fare qualcosa di importante ci sono”, prevede Roversi. “Abbiamo fiducia in questa manifestazione, è un’operazione che può crescere”, gli fa eco Mauro Malfatti, responsabile dell’Area Marketing di BolognaFiere.
Si spende in ringraziamenti, quindi, Guido Elmi, al battesimo del fuoco come direttore artistico di una rassegna di questo genere. Ringrazia la Fiera e gli uffici del Comune che hanno collaborato all’organizzazione degli eventi in città. “Siamo senza sindaco, ma non si sta poi così male”, si lascia scappare, subito redarguito scherzosamente da Roversi Monaco.
Elmi, però, è inarrestabile e liquida gli ultimi tre assessori alla Cultura del Comune così: il “deserto”, “il nonno mediatico” e la “vedova degli eventi”, riferendosi a Marina Deserti (giunta Guazzaloca), all’ottuagenario ex direttore di Rai Tre, Angelo Guglielmi (giunta Cofferati), Nicoletta Mantovani vedova Pavarotti (giunta Delbono).
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