Calano gli infortunati a Bologna, ma…

Incidente in motoSecondo i dati diffusi dagli uffici comunali, nel 2009 a Bologna si sono verificati 2.281 incidenti con infortunati, in consistente diminuzione rispetto all’anno precedente (227 incidenti in meno, pari a meno 9,1%). In calo anche il numero di feriti (complessivamente 2.967, -8,5%). I deceduti sono stati 24, 4 in più rispetto al 2008, ma comunque in diminuzione sia rispetto al 2007 (che registrò 28 morti) sia rispetto agli anni precedenti.

Delle 24 persone decedute, 9 erano pedoni, 7 ciclisti e 6 in sella a un ciclomotore o motociclo; 2 i morti su autovetture.

Gli incidenti più gravi hanno spesso visto coinvolte le biciclette, che complessivamente registrano nell’anno un bilancio pesante: 7 deceduti e 165 feriti.

E purtroppo, dall’analisi delle circostanze, solo per 69 delle 190 bici coinvolte in incidenti si deduce un comportamento completamente corretto del ciclista: negli altri casi, oltre al mancato rispetto di divieti di transito, andature contromano o altre scorrettezze commesse dai ciclisti, la circostanza più comune è la guida distratta o l’andamento indeciso, che viene attribuita a 1 ciclista su 3.

Nel 2009 i motociclisti coinvolti in incidenti stradali con infortunati sono stati 1.229, in diminuzione sul 2008 (-10%). Ma anche tra i “centauri” il bilancio finale è stato pesante: 6 i deceduti (1 in meno rispetto al 2008) e 1.198 i feriti.

In definitiva, in un incidente su due è quindi rimasto coinvolto almeno un motociclo o ciclomotore: si raccomanda quindi la massima attenzione anche nell’uso di questo veicolo, che si dimostra particolarmente ‘indigesto’ per noi bolognesi.

Su POSTFIERA.org puoi leggere anche altri scritti con qualche attinenza al contenuto di questo articolo:
  • A Bologna meno morti sulle strade Meno incidenti mortali a Bologna: dai 104 decessi del 2007 ai circa 80 (tendenziali) del 2008 ed un calo del 6% degli incidenti, che passano da 5.221 a circa 4.900: sono i dati sulla sicurezza del complesso di strade che innerva il territorio della provincia...
  • Contravvenzioni in calo a Bologna Finalmente una buona notizia! Dall’Ufficio statistica di Palazzo D’Accursio giungono i dati sulle multe elevate in città nel 2009, che registrano un significativo calo rispetto agli anni precedenti, soprattutto per quelle elevate dai “vigili elettronici” e dagli accertatori della sosta di Atc. Pare insomma che...
  • Bologna allunga la vita Bologna non è più quella dei ‘bei tempi’, ma una città “sazia e disperata”; le centraline che rilevano l’inquinamento spesso superano i limiti massimi; nel tessuto sociale si notano ampie tracce del generale stato di crisi… ma qui si vive più a lungo che nel...
  • La strage nascosta In tre anni mille ciclisti travolti e uccisi, e oltre 35mila sono rimasti feriti! Le associazioni di categoria lo dicono da tempo: per i ciclisti ormai è strage. Gli ultimi dati elaborati dall’Asaps (Associazione Amici Polizia Stradale) parlano chiaro e dimostrano che in Italia, in...
  • In bici a Bologna Gli italiani, si sa, non sono un popolo di accaniti sportivi (parliamo ovviamente di praticanti), ed i bolognesi sembrano essere in linea con il trend nazionale: guardando i risultati di una recente ricerca, emerge chiaramente che i nostri concittadini non si dimostrano particolarmente interessati alla...

Per ora 4 COMMENTI a “Calano gli infortunati a Bologna, ma…”

  1. marco ha scritto:

    Come ciclista, posso ben dire che gran parte delle bici, sono senza luci o con una quantità delle stesse palesemente insufficiente rispetto al codice della strada ma ancor più deficitarie nella qualità delle luci medesime se si pensa che specialmente quando cala l’illuminazione, il farsi vedere è sinonimo di sicurezza.

    Per quanto riguarda il riferimento all’indecisione mi sembra di poter osservare che se si è in auto e si procede a 40/50 km/h non sono pochi i comportamenti indecisi dei ciclisti, se ci si muove ai 30 km/h ecco che “i comportamenti indecisi” calano vistosamente.

    Che l’apparente indecisione dei ciclisti dipenda anche dalla velocità del mezzo a motore ?

    Ovvero, secondo me capita che la velocità del mezzo a motore imponga una velocità di pensiero all’autista dello stesso molto più rapida di quel che non serve al ciclista che si sposta generalmente molto più lentamente degli altri mezzi. Va da se che i movimenti del ciclista possono sembrare indecisi a chi si sposta più velocemente.
    Poi comunque è possibilissimo che chi non usa molto o con dovizia la bici, sia anche incerto nella sua guida ma anche i turisti che stanno spesso con il naso per aria, sono talvolta incerti nei movimenti, non sarà una bella cosa ma non mi pare nemmeno una colpa grave.

    Per mantenere e magari migliorare la mobilità nella nostra città, è importante sviluppare delle zone dove le bici possano girare in sicurezza, grazie al limite dei 30 km orari per esempio, già adottato in città come Londra e ad un maggiore disposizione di piste ciclabili utili, pratiche.
    Nelle zone londinesi dove è stato messo in vigore il succitato limite, la qualità della vita è migliorata molto e con essa anche il prezzo degli immobili ….

    Sembra incredibile ma è vero. Se gli automobilisti volessero migliorare le modalità d’uso dell’auto, dovrebbero essere fautori di una diffusa ciclabilità della città, ad es. con più bici le auto trovano meno traffico e arriverebbero a destinazione prima perché avrebbero una velocità media più alta, anche se con punte di velocità più basse e trovando più disponibilità di parcheggi.

  2. marco ha scritto:

    Altra cosa che deve essere sottolineata è la quantità di feriti e decessi che si contano fra i pedoni.
    Se per un attimo dicessimo:
    “Troppa gente si fa male in bici, vietiamole” rimarrebbero sempre sulla strada i pedoni, purtroppo non solo a camminare.
    Se invece istituissimo una migliore ciclabilità, per es. il limite dei 30 km/h in centro, ecco che anche i pedoni ne trarrebbero giovamento …… e non come pezzi degli scacchi ….

  3. editor ha scritto:

    C’avrei giurato che questo argomento ti stimolava… :lol:

    Scherzi a parte, e al di là delle argomentazioni più che ragionevoli che porti, resta il dato statistico: a Bologna spostarsi su due ruote è molto più pericoloso che viaggiare su quattro; e in particolare, per la bici, 7 morti in un anno per una città come la nostra non sono pochi.

    Questo lo dico (scrivo) senza nessun intento polemico o accusatorio nei confronti di qualsivoglia ‘categoria’: non so insomma se questo dipenda da imprudenza/imperizia dei ciclisti (come sembra portare l’analisi dei verbali stilati in caso di incidente), o da eccessiva velocità degli automobilisti, o da conformazioni stradali non adeguate alle due ruote.

    Ma il dato di fatto rimane, ovvero che, attualmente, chi sceglie di usare la bici o il motorino per i suoi spostamenti cittadini rischia molto di più degli altri: diventa quindi estremamente importante che almeno si sia in regola con tutti gli adempimenti di sicurezza, tipo l’illuminazione di cui parlavi tu, catarifrangenti, casco ecc.

  4. marco ha scritto:

    Sono d’accordo con te, anzi confermo che da ciclista più mi faccio vedere, anche di giorno ma specialmente quando cala la luminosità del cielo, tanto più sono sicuro !!

    Ma questo non mi basta voglio il limite dei 30 km/h all’interno dei viali di circonvalazione e tutto il traffico sarà più fluido perchè ci saranno più persone che si sentiranno sicure nel prendere la bici, perchè con una velocità più limitata non si formano i” tappi” in prossimità dei rallentamenti o degli stop.

    Questo sarà solo la prima pedalata !!

    E come effetto generale si spenderebbe meno in sanità, infatti non appare tanto nell’informazione ma per la strada, OGNI ANNO lasciamo sull’asfalto il DOPPIO di quello che spendiamo nella manovra economica, almeno quelle degli ultimi anni.

Scrivi un commento

Puoi usare questi tags:

[obbligatorio per gli utenti non registrati]


Vai alle statistiche del sito