Minoli regala centomila euro a S.Stefano

L'ex Amministratore Delegato di BolognaFiereDopo nove mesi di attesa, dovuta agli strascichi del burrascoso addio a BolognaFiere, l’ex-amministratore delegato Federico Minoli, come promesso, ieri ha consegnato alla Chiesa di Santo Stefano i 100.000 euro ricevuti dall’expo a titolo di buonuscita.

“Avevo accettato l’incarico in Fiera – spiega l’ex AD – non perchè avessi bisogno di soldi o potere, ma per fare qualcosa di buono per la città. Per motivi a me estranei non è stato possibile. Ho trovato, quindi, il modo di fare qualcosa di buono per Bologna facendo una donazione a Santo Stefano”.

La breve stagione di Minoli (già autore del salvataggio e del rilancio di Ducati) in Fiera si era interrotta alla fine del 2009, alla fine di un estenuante braccio di ferro con il presidente Fabio Roversi Monaco.

All’atto delle dimissioni, il manager ha ottenuto la promessa di una sorta di buonuscita da destinare alla Basilica delle Sette Chiese, da un anno al centro di una campagna di raccolta fondi per i lavori di manutenzione straordinaria. Finora, però, Minoli non aveva ritirato l’assegno, così come non aveva incassato il saldo degli ultimi sei mesi di stipendio.

I vertici di bolognaFiere, infatti, dopo le sue dimissioni, avevano deciso di applicare la legge Lanzilotta sui compensi dei manager delle società a partecipazione pubblica, sforbiciando pesantemente la paga di Minoli, che inizialmente aveva anche valutato l’ipotesi di adire alle vie legali. Alla fine ha deciso di non andare allo scontro. “ma per avere i soldi per Santo Stefano – conclude – ho dovuto accettare che si applicasse la legge Lanzillotta”.

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Per ora 9 COMMENTI a “Minoli regala centomila euro a S.Stefano”

  1. carmen ha scritto:

    Non mi meraviglia più di tanto il gesto di Minoli, e in un certo senso sono contenta perchè oltre ad aiutare in modo sostanziale e sostanzioso la città di Bologna, dovrebbe far capire qualcosa a quanti sostenevano che fosse come tutti gli altri: interessato solo a ( soldi e prestigio ).

    La franchezza, la disponibilità verso gli altri è una dote prettamente delle persone oneste, a cui al giorno d’oggi è difficile credere: bisognerebbe imparare a guardare negli occhi chi abbiamo davanti.
    Quando mai si è visto un amministratore delegato presentarsi agli incontri con i lavoratori o con il CDA interno? MAI!!!!

    Sono sempre più convinta che, ad oggi, fosse l’unica persona che ci avrebbe potuto tirare fuori dalla crisi cronica della nostra “isola felice”.
    Peccato, peccato davvero aver perso una persona di questo calibro. :cool:

  2. marco ha scritto:

    Tenere fede agli impegni è sempre bello, ancora di più se si fa della beneficenza.

    Di sicuro la franchezza e la disponibilità verso gli altri sono dote rara, a qualsiasi livello in qualsiasi campo ci si trovi, guardare le persone negli occhi è importante come è importante guardare quello che fanno e ascoltare quello che dicono per vedere se sono coerenti.

    La sua disponibilità anche nei confronti degli istituti dei lavoratori è stata veramente significativa, la comunicazione come effettivo scambio d’informazioni è stata reale.

    Credo che sarebbe stato un valente ‘timoniere’ per dirigere l’azienda sulla rotta giusta, non dimentico che il più grande capitano deve avere comunque un’ottima squadra per riuscire nel suo intento.

    Anche secondo me è un peccato non sia con noi

    Il momento si delinea abbastanza pericoloso ed irto di scogli, cionondimeno possiamo farcela, se, riprendendo la frase del Kennedy presidente degli USA, saremo in grado di pensare più TUTTI a cosa possiamo fare per l’azienda, prima di pensare a cosa l’azienda può fare per me.

  3. editor ha scritto:

    possiamo farcela, se, riprendendo la frase del Kennedy presidente degli USA, saremo in grado di pensare più TUTTI a cosa possiamo fare per l’azienda, prima di pensare a cosa l’azienda può fare per me

    Assolutamente d’accordo: ma per portare tutti in questa direzione, in una sorta di contagio vitale, bisognerebbe partire dall’alto. Se c’è crisi, bisognerebbe insomma che chi ha ricevuto di più, fosse anche pronto a rinunciare di più… ed io finora ho visto solo esattamente il contrario.

    Nel tempo trascorso da noi, ho apprezzato Minoli per il suo spirito e la ‘giovinezza’ della sua mente; per i modi franchi e informali; per l’attenzione alle nuove tecnologie, e quello che di buono possono offrire; per i suoi sforzi in tema di comunicazione e trasparenza. E abbiamo fatto in tempo a vedere solo la punta dell’iceberg… ma probabilmente ci meritavamo qualcos’altro.

    Auguri a tutti noi.

  4. carmen ha scritto:

    Sono daccordo con voi, quello che scrivete è vero, ma è anche vero che le cose continuano imperterrite come è sempre stato nell’isola felice, che tanto felice non sarà più.
    Personalmente penso: è vero che i sacrifici si sono sempre chiesti a chi anno per anno ha sempre avuto meno, ma è anche vero che bisogna cambiare modo di pensare, è se anche sarò impopolare per quello che sto per dire lo dirò lo stesso. Non possiamo aspettare che cambino i vertici anche perchè non li possiamo scegliere noi (purtroppo), e visto che non cambiano dall’alto, potremmo cominciare noi a cambiare modo di fare dal basso. Non sempre è l’elefante che da il buon esempio, ma questo può partire anche dal topolino.
    E buona cosa sarebbe che anzichè lamentarsi costantemente si agisca, nel senso: molti parlano parlano, ma poi quando c’è da agire sono i primi a tirarsi indietro.
    Coerenza ci vuole coerenza, ma la vedo nera
    o forse come dice Editor ci meritavamo qualcos’altro, o POLITICI diversi?
    perchè non credo che abbiamo a che fare con de manager bensì con politici.
    Che Dio salvi l’isola

  5. marco ha scritto:

    Siamo un po’ divisi, come tutti gli umani, fra l’isola che non c’è, cioè quella di Peter Pan, (vedi mito nordico del sogno) e il più vicino a noi, Ulisse, anche lui su un isola che non c’è, infatti tra una destinazione e l’altra, la sua vera isola era la sua nave o per meglio dire, lui stesso faceva “isola”, a sè.

    Sono più vicino a Carmen, o forse proprio sulla sua rotta.

    Non aspetterò nessuno, non l’ho mai fatto. Fin dove posso e magari anche un po’ oltre…
    E’ come sono fatto, altrettanto anche fuori dal lavoro.
    Ho sempre invitato tutti, a lanciarsi, a mettersi a ruota o, se preferivano, a fare strada.
    Sul lavoro colleghi con superiori o minori responsabilità delle mie, indifferentemente.
    Qui il “nostro” ‘treno’ non è molto lungo, questo fatto dispiace ma non ci scompone.

    Dio non ha mani, ha solo le nostre mani, Dio non ha piedi, ha solo i nostri piedi.
    Salveremo l’isola, se avremo Dio nel nostro animo.

  6. Anonimo ha scritto:

    Ho l’animo aperto verso Dio.
    Oggi pensavo che in certi casi le vacanze anzichè caricarci, finiscono per scaricarci le energie residue, ed è dura riprendere le redini in mano e rimettersi lo scudo per andare in battaglia (ultimamente la vedo così); mi guardo intorno, osservo, ascolto e traggo le mie conclusioni chiedendomi se davvero ne valga la pena. Poi però penso ad un amico che tempo fa mi diede un’ottimo consiglio: quando ti sentirai sfiduciata, chiediti come sarebbe senza di te! ;-) Fu un’ottimo consiglio, a cui penso quando mi viene voglia di mollare tutto; ed allora riparto con più grinta di prima per l’appunto, serietà coerenza per l’impegno preso e per onestà morale.
    Speriamo in un sereno futuro
    Dolcenotte

  7. carmen ha scritto:

    Mi scuso con tutti i lettori se il messaggio sopra non è firmato, ogni tanto faccio dei pasticci.
    Carmen

  8. editor ha scritto:

    Per stavolta passi, ma… occhio :twisted:

  9. carmen ha scritto:

    Ahahahah :lol:

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