Come Internet ha cambiato la nostra vita
I dati del 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione, presentato la settimana scorsa a Roma, restituiscono l’immagine di un’Italia ormai profondamente partecipe alle nuove tecnologie, soprattutto nelle fasce giovanili.
In particolare, ascesa irresistibile dei cosiddetti social network. Il 67,8% degli italiani ne conosce almeno uno, ma la quota sale al 91,8% tra i giovani (14-29 anni), attestandosi comunque al 31,8% tra gli over 65 anni: si tratta complessivamente di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9 milioni del 2009.
Il più popolare è Facebook (noto al 65,3% della popolazione) insieme a YouTube (53%); seguono Messenger (41%), Skype (37,4%) e Twitter (21,3%). Ed è esploso il dato che riguarda i veri e propri utenti: i social network più utilizzati sono YouTube (dal 54,5% degli italiani che accedono a Internet, l’86,5% dei giovani) e Facebook (dal 49%, l’88,1% dei giovani).
La funzione di Internet maggiormente utilizzata nella vita quotidiana, direttamente o per interposta persona, è quella che permette di trovare strade e località: il 37,9% lo ha fatto almeno una volta nell’ultimo mese, grazie anche a smartphone e tablet, specie nelle grandi città (il dato sale al 60,5% nei centri con più di 500mila abitanti).
Al secondo posto, ascoltare musica (26,5%). Anche l’home banking ha preso piede nel nostro Paese: lo svolgimento di operazioni bancarie tramite il web viene al terzo posto tra le attività maggiormente svolte (22,5%).
Fare acquisti (19,3%), prenotare un viaggio (18%), comprare un libro o un dvd (6,2%) sono attività che non coinvolgono ancora quote massicce di utenti di Internet. Sbrigare pratiche con uffici amministrativi (9,7%) o prenotare una visita medica (3,9%) sono modalità ancora poco praticate dagli internauti.
Se poi la ricerca di un lavoro attraverso la rete non interessa gli anziani (1,1%) per ovvie ragioni, il dato rilevato a livello nazionale è pari al 12,3%, che sale al 41% tra i disoccupati. Infine, effettua telefonate attraverso Internet (tramite Skype o altri servizi voip) il 10,1% degli italiani che si connettono, soprattutto i giovani (14,8%) e le persone più istruite (14,5%).
L’83,8% degli italiani riconosce a Internet il merito di permettere a chiunque di esprimersi liberamente (il dato sale al 94,1% tra i giovani). Ma l’83,3% lamenta il fatto che nel web circola troppa «spazzatura», riferendosi a blog e video fatti in casa.
La rete è comunque un potente mezzo al servizio della democrazia secondo il 76,9%, e il dato sale all’82,9% tra i giovani e all’81,2% tra i soggetti più istruiti.
Ma non mancano i giudizi negativi. Internet genera una cultura troppo superficiale per il 50,9% e appiattisce la creatività delle persone per il 47,8%, che sottolinea il potere di omologazione e conformismo della rete.
E veniamo alla parte di indagine relativa alla proprietà intellettuale su Internet, particolarmente significativa di questi tempi: l’Autority per la comunicazione è infatti in procinto di varare nuove e più restrittive norme a tutela dei diritti d’autore.
L’accesso a tutti i contenuti su Internet deve essere gratuito secondo il 78,8% del campione (tra i giovani si arriva all’87,2%). Il 25,2% invece ritiene giusto pagare per i contenuti di qualità.
Per il 39,1% la forza della rete è la piena libertà dell’utente, quindi tutto deve restare gratis, anche l’informazione. Per il 35,8% gli editori possono già contare sugli introiti pubblicitari.
Solo il 15,4% trova giusto pagare per i contenuti d’informazione di qualità disponibili nel web, per non sottrarre risorse alla professionalità. Il 9,6% lo ritiene giusto nella consapevolezza che la libertà di espressione dipende anche dai bilanci sani degli editori.

