Pompilia Zambeccari

Le ragazze buone vanno in paradiso, le cattive in convento.
Rossana Conte, collana di storie bolognesi, Costa editore

L’opera ritrae la Bologna della seconda metà del ’500. La storia non va giudicata ma compresa, per quanto possibile, cercando di calarsi nel periodo esaminato.

E’ la storia di una donna che nonostante tutto, ha cercato di rincorrere la felicità, cosa che dovrebbe spettare ad ogni essere umano.

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Per ora 13 COMMENTI a “Pompilia Zambeccari”

  1. Pompilio ha scritto:

    Tempo di ferie, tempo di lettura, vedo: già due recensioni di libri in 3 giorni!
    Buona lettura, continua così tu che puoi; personalmente, come ho già tragicamente ammesso, ormai non vado oltre a manuali e roba tecnica :-(

  2. marco ha scritto:

    Mi pare dalle tue precedenti dichiarazioni che la necessità della lettura, venga sottomessa ad altre impellenze.
    Penso che impellenza per impellenza, presto o tardi, anche quella della lettura di un “semplice” romanzo, si farà sentire anche dalle tue parti e allora non ti stupire se si realizzerà come un cetaceo che verrà a prender una boccata d’aria, …. proprio nel tuo salotto !!!
    All’università si diceva in …. alla balena !!

  3. rossana conte ha scritto:

    Spero che qualcuno di coloro che compongono il 47% dell’indice di gradimento abbia letto Pompilia.Mi piacerebbe conoscerne l’opinione anche se severa.

  4. editor ha scritto:

    Beh, l’indice del 47% è un pochino ‘drogato’ dal fatto che l’articolo è rimasto visibile sull’Homepage la bellezza di 16 giorni. Si tratta di un periodo moooolto superiore alla media, causato dal ‘fermo biologico’ della settimana bianca.

    Questo senza voler nulla togliere alla validità della segnalazione (io il libro non l’ho letto e non posso esprimere giudizi), ma solo per cercare di migliorare nei lettori la comprensione dei meccanismi di questo Indice di popolarità, introdotto recentemente nel nuovo POSTFIERA.org

    Ad ogni modo, non pensavo che a commentare si presentasse addirittura l’autrice, il Presidente sarà contento… :-)

  5. marco ha scritto:

    Sono lusingato ! Veramente contento della sua presenza qui !

    Ovviamente ho letto il libro, dato che ne ho fatto la segnalazione.
    A me è piaciuto per il taglio del tutto particolare, vorrei dire da diario, quasi da album delle fotografie.
    Si tocca la realtà, quella di tutti i giorni, delle cose apparentemente semplici, da sembrare quasi scontate, al loro tempo; una novità per noi che abbiamo altre convenzioni, in seguito a questo confronto, da apprezzare e criticare.

    Avrei piacere di leggere altre storie “piccole piccole”, di momenti che non hanno segnato particolarmente la storia ma che facciano capire come si viveva quella volta.
    La ringrazio d’averlo scritto, a presto.

  6. Rossana Conte ha scritto:

    Ringrazio Marco che ha perfettamente percepito quanto volevo trasmettere ai miei lettori.
    Bologna nel 500 era una città bella e violenta, veleni a parte che risolvevano problemi di eredità, antipatia, invidia e quant’altro, era protagonista di lotte costanti tra le varie famiglie patrizie, alcune delle quali avevano assoldato bande di briganti che facevano il bello e il cattivo tempo.
    La giustizia era severa con i poveri e molto tollerante con i nobili, infatti dalla ringhiera del palazzo del Podestà venivano appesi quasi esclusivamente poveracci.
    La cosa più semplice era la salute. La dice lunga il fatto che ci fosse un’Ospedale della Morte e un Ospedale della Vita (Museo Archeologico). Unica panacea per tutti i mali era la Triaca, un medicamento segreto che veniva preparato dagli speziali una volta l’anno nel cortile dell’Archiginnasio sotto il controllo di un medico. La cerimonia, che diventava una vera e propria festa, consentiva di vendere il prodotto ad un prezzo calmierato.
    Mille altre sarebbero le notizie da raccontarvi sulla vita del 500, ma lo spazio è breve; per concludere vi rivelerà un segreto che al tempo era di dominio pubblico: usare l’acqua della fontana del Nettuno per cuocere i fagioli li rendeva teneri e delicati. Il Legato Pontificio, che forse non amava i fagioli, proibì la pratica e fece costruire la fontana che ora è in via Ugo Bassi dove anche gli ambulanti che avevano le proprie bancarelle in Piazza Maggiore dovevano sciacquare le verdure e gli ortaggi in vendita.
    Per finire, una curiosità: all’inizio di strada Maggiore, guardate la prima colonna, più o meno all’altezza della tabella con il nome della via. Scoprirete una piccola mano di ferro che regge un cartiglio, che indica che quella è la direzione verso Roma… l ‘avevate mai notata? Ringrazio dell’attenzione, a presto

  7. marco ha scritto:

    Ciao Webmaster,
    scrivo ovviamente perché la mia potrebbe essere utile anche ad altri, e magari sei in grado d’aiutarmi; da casa non riesco a vedere il filmato, pur godendo dell’audio.
    Una nota, vorrei sapere da dove l’hai preso ?
    Infatti il lettore ha sbagliato cognome; Pompilia Zambeccari ha avuto sì dei figli, ben 4 ma dal Malvezzi, non dallo Zambeccari, come erroneamente citato nella lettura.
    Grazie

  8. editor ha scritto:

    Grande Marco, (solo perché sei tu) scuso la disattenzione… le prime parole dell’mp3 (di questo si tratta, quindi solo audio) dicono ‘Radio Emilia-Romagna’, che è appunto la fonte.

    A questo punto però, visto che sei così preparato sul libro, ti consiglio di fare un reclamo ufficiale direttamente a loro: io l’ho preso così com’è… ;-)

  9. Anonimo ha scritto:

    Evidentemente non mi sono spiegato, che fosse la radio lo sapevo ma dal pc del lavoro vedo una decorazione elettronica di disegni progressivi che forse posso pensare legati al suono della voce, da casa solo la tastierina, neppure lo schermino vuoto, appunto sotto allo schermino su cui appunto scorrono le immagini elettroniche.
    Grazie ciao

  10. marco ha scritto:

    Scusa, non sono l’Anonimo di turno, sono Marco anche nel messaggio 10,
    ciao

  11. editor ha scritto:

    Per provare a farmi veramente capire, prima dovresti darmi un’altra definizione di

    decorazione elettronica di disegni progressivi

    Naturalmente ho capito, stavo scherzando: quello che vedi dipende semplicemente dal programma associato al formato mp3 in quel determinato PC.
    Inizialmente, alla prima installazione di Windows, è per tutti Windows Media Player, poi naturalmente ognuno installa i programmi che crede, e ce ne sono tantissimi in grado di leggere questo formato; in base al diverso programma che apre il file, si crea la visualizzazione diversa che ti ha un po’ sconcertato.

    Five cents, please :grin:

  12. rossana conte ha scritto:

    Vi segnalo che ricercando su Google il mio nome troverete in prima posizione un altro capitolo di Pompilia arricchito da un bel commento musicale. Spero vi piaccia e che possa raggiungere anche coloro che non amano molto la lettura.

  13. marco ha scritto:

    Grazie molte !!

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