Amarcord
In questi giorni mia figlia è ammalata. Febbre, mal di gola, raffreddore. Le solite cose di stagione che costringono a stare a casa a fare la cuccia al caldo.
Così, non sapendo come occupare tutto questo tempo libero e recluso, ho preso una decisione: riordino la mia camera. Detta così sembra facile, chi ha avuto il piacere di visitarla sa che è un’impresa che richiede molta pazienza e nervi saldi.
Da dove comincio?
Dalla libreria. E’ molto tempo che la guardo e so che quella montagna di cianfrusaglie accatastate negli anni richiedono uno sguardo più accurato.
C’è di tutto. Fogli, racconti iniziati, una montagna di libri, quaderni mezzi scritti, un manuale per lo studio della chitarra, che non è neanche mio, i diari di Anais Nin, accidenti ecco dove li avevo messi, comunicazioni scolastiche di mia figlia, e se facessi una carpetta?, la legge 626 sulla sicurezza, da dove arriva?, su in cima una montagna di riviste, dio, ma chi me lo fa fare di respirare tutta questa polvere, un libro fotografico sul 68, ma guarda un po’, uno di nudi dei primi ’900, che belle foto, sì ma se le guardo tutte finisco tra un anno.
Santa pazienza.
Arrotolato in un angolo un tubo di carta. E qui che c’è?
Il primo calendario del CRAL, quello distribuito nella festa di fine anno, nel 1999. Con le foto del Consiglio Direttivo.
Ecco, questo ho fatto proprio bene a tenerlo.
Lo apro, lo guardo.
E i ricordi ci sono tutti, le riunioni la sera nelle pizzerie, la scrittura dello Statuto, la campagna tesseramento, fatta persona per persona, ufficio per ufficio. La preparazione della festa di inaugurazione a Villa Cicogna, Creusa, la ballerina di danza del ventre, e i due ballerini di tango: Giovanni e lei, che non mi ricordo come si chiamava, accidenti. E l’emozione della sera, quando avrei dovuto parlare al microfono e una tosse stizzosa mi chiudeva la gola. Tutti riuniti nell’atrio, microfono pronto, e io nell’altra stanza con le palpitazioni, dio non ce la faccio, qualcuno ha una caramella?, non riesco a smettere di tossire. Tizzi dai, aspettiamo solo te. Uno due tre, via. ‘Buonasera a tutti, e grazie di essere venuti. A me tocca il compito dei ringraziamenti, e allora cominciamo’.
E allora cominciamo, è solo l’inizio, il bello deve ancora venire. Finite le beghe burocratiche, notai e commercialisti, iscrizioni e contabilità, bisognerà pur festeggiare.
Ma ce la farà poi davvero a fare il Presidente? Non so neanche da che parte si comincia.
Eppure ce l’ho fatta, e a gennaio il bilancio da scrivere, i libri contabili da aggiornare, speriamo di non aver fatto cazzate con i conti, no dai che quadra tutto. E feste, gite, partite di calcio e di basket, e una volta in campo a tenere i punti di basket, di cui non so neanche vagamente le regole. Mi ha insegnato Stefano, un minuto prima dell’inizio della partita.
Tre anni.
Per tre anni ho fatto il Presidente. Che si direbbe poi Presidentessa forse, essendo io femmina.
Da qualche parte devo pure avere delle foto, che all’inizio le facevano i fotografi e si stampavano su carta. Non come adesso, tutto in digitale e sul sito. Ma sì che ce le ho, il problema è trovarle, ficcate nel mucchio insieme alle altre. No, quelle erano dell’estate in Grecia, quella è l’Andalusia. Ma guarda, quelle di Alvin da piccolo, e quello è un Carnevale in San Donato, quando mi ero travestita da Autunno, con l’uva e le foglie secche addosso.
Magari le cerco un’altra volta, quelle del Cral. Eccole, lo sapevo che c’erano. Accidenti come ero più giovane, mi fa quasi impressione. Marzia a Villa Cicogna aveva i capelli azzurri e Monica corti e rossi. E guarda come si erano messi tutti in tiro, anche i più insospettabili.
Però che bello rivederle.
Le guardo e vi mando i miei ricordi, così rispondo anche a Marco, che a Dicembre chiedeva agli ex-presidenti di raccontare qualcosa. Cosa vuoi mai, ci abbiamo provato, non sapevamo niente, se avrebbe funzionato e come. Che fare e con chi.
Non ero sola, ad imparare. Ho avuto la fortuna di stare in un Consiglio Direttivo ben composto, con persone diversissime tra loro, e quindi con la ricchezza di idee, comportamenti, competenze e stili che solo la diversità riesce a dare.
Ho esplorato, studiato, ficcato il naso, riso e sbraitato.
Ma, soprattutto, mi sono divertita.
Che non è mica poco.
Un abbraccio
Tiziana
Strano, non trovo articoli correlati!


6 febbraio 2007 alle 22:32
Evidentemente le buone notizie, come le cattive, non arrivano mai da sole…
Non si era ancora spenta l’eco dell’arrivo trionfale qui su POSTFIERA.org dell’ex-presidentessa Marzia, che abbiamo addirittura fra noi la madre di tutti i Presidenti, una piccola grande donna, una penna un mito (potrei andare avanti altri dieci minuti con la presentazione… l’ho già dimostrato altrove): ladies and gentlemen, la nostra TIZZI!
A parte i toni trionfalistici (del resto, come Mastro di Chiavi del sito, cerco di tirar su più possibile, come disse una volta anche l’Homo Bagordus), devo dire che mi fa veramente un grosso piacere avervi qui fra noi. Tizzi per la verità aveva già fatto un commento in passato che aveva quasi lo spessore di un articolo, ma vuoi mettere il gusto di creare tu qualcosa, sul tema che ti pare?
Il nostro attuale Presidente, che aveva fatto la richiesta di esprimersi di cui accenni, ci concede infatti la massima libertà d’espressione, com’è giusto che sia; e devo dire che l’avete entrambe sfruttata al meglio: più che articoli mi sembrano romanzi brevi (l’ho sempre detto che siete fra le penne migliori del quartiere)!!!
Dopo un inizio così, sarà molto difficile migliorarsi…
Ma naturalmente, so che vi piacciono le sfide, e quindi, rotto ormai il ghiaccio, sono sicuro che ci riproverete.
Che dire dei tuo amarcord? Ricordo bene anch’io gran parte delle ‘tappe’ che hai citato tu, anche se la maggior parte le ho vissute da spettatore: in particolare ho perfettamente impressa nella memoria quella sera a Villa Cicogna, e devo dire che ti sei ripresa perfettamente da quel momentino di ‘ansia da prestazione’, perché poi durante il pistolotto emanavi un magnetismo da vero Presidente…
Perdipiù, sono orgoglioso di averti insegnato qualcosa di utile nella vita (al giorno d’oggi, se non sei capace di fare i referti del basket amatoriale, sei tagliata fuori dal giro grosso…
)
A questo punto, sentiamo cos’ha da dire il Pres…
P.S.: auguri per Francesca, ma sono sicuro che si rimetterà presto: è forte come te.
7 febbraio 2007 alle 00:37
Grande Tiziana !!
Saluto questo tuo lavoro, come la prima pagina di un diario che spero in molti vogliano poi partecipare ed arricchire, anche di semplici battute, punti di vista, piccoli ma pur sempre importanti episodi di vita comune.
Lasciate un segno, voi che siete passati
perché un segno lo avete lasciato e
voi che passate ora, pure,
perché lo state già lasciando.
Non son d’accordo con il Mastro di Chiavi, infatti non ci sono state solo Tizzi e Marzia, altri m’aspetto, anche se in primis di presidenti ma non solo.
Tramite la storia si definisce il presente, si traccia il futuro.
Quello che eravamo dieci anni fa è importante perché in mezzo ce ne sono stati altri nove; così è importante anche quello di chi è arrivato dopo o quello che lo è già, soprattutto se, come altri, come noi, continuerà ad essere presente, anche se non presidente, anche se non più.
Tanti possono provare a fare qualcosa, certo che con la macchina già in moto è più facile andare avanti, anche se l’entusiasmo partecipato non è magari più quello degli inizi, non c’è più la novità.
Quelle ci possono essere, basta inventarsele.
In più ci si pensa, più se ne inventano.
GRANDE TIZZI !!
7 febbraio 2007 alle 00:58
Abbiamo tutta la notte per meditare sul senso di questa affermazione… il Presidente se non esistesse bisognerebbe inventarlo!!!
8 febbraio 2007 alle 15:08
Sono criptico ?
E già uno sproloquio !
No, no … due righe … dicono tutti così.
Quello che eravamo dieci anni fa è importante perché in mezzo ce ne sono stati altri nove;
dando per scontato d’aver continuato a rivestire l’importanza dell’inizio;
così è importante anche quello di chi è arrivato dopo
intendo l’essere di colui che è arrivato più tardi ma che comunque è già sulla breccia da diversi anni, infatti dieci anni sono un certo tot;
o quello che lo è già
colui che veramente si è appena affacciato sulla scena;
soprattutto se, come altri, come noi, continuerà ad essere presente,
di menti aperte ed efficenti o che lo potrebbero essere e magari non lo sanno, c’è ne sono tante;
anche se non presidente, anche se non più.
sottolineo che menti aperte ed efficenti non sono da annoverare solo fra gli ex-presidenti del cral, anche se per diverse persone, queste penso siano le caratteristiche che li contraddistinguono.
Meno criptico ?
8 febbraio 2007 alle 18:03
La chiave per capire questo genere di suono
che a molte orecchie può sembrare frastuono
è liberare la tua parte migliore
chiudere gli occhi aprire bene il cuore
che non c’è musica che vale di più
di quella musica che vuoi sentire tu
(E non m’annoio
e no che non m’annoio e non m’annoio
io no che non m’annoio e non m’annoio
no che non m’annoio no che non m’annoio)
23 giugno 2011 alle 16:07
bello…..pensa che quell’anno mi ero iscritta anch’io!!!!!