La strage nascosta

Bici nel trafficoIn tre anni mille ciclisti travolti e uccisi, e oltre 35mila sono rimasti feriti! Le associazioni di categoria lo dicono da tempo: per i ciclisti ormai è strage. Gli ultimi dati elaborati dall’Asaps (Associazione Amici Polizia Stradale) parlano chiaro e dimostrano che in Italia, in pratica, muoiono ogni sei mesi un numero di ciclisti pari a quelli che fanno il Giro d’Italia.

L’anno di riferimento è solo il 2005, l’ultimo disponibile: così si scopre che in 12 mesi sono morti 317 ciclisti, con un incremento del 5,7%, in totale controtendenza rispetto al calo generale della mortalità sulle strade che nel 2005 che è stato del 4,7%.

”Le miti biciclette condotte dai nostri connazionali velocipedisti corrono ancora seri rischi nel nostro Paese – dice il presidente Asaps, Giordano Biserni – Speravamo che i dati del 2005 fossero migliori del 2004. Non e’ stato così. A metà del decennio del nuovo secolo il numero dei ciclisti che hanno perso la vita sulle nostre strade è cresciuta del 5,7%, un dato che va in controtendenza rispetto al calo generale della mortalità sulle strade che nel 2005 è stato del 4,7%”.

In appena tre anni, secondo un’inchiesta pubblicata su ”Il Centauro’ di giugno intitolata ‘Bicisi”, oltre ai quasi 1.000 i ciclisti morti sull’asfalto, i feriti sono stati 35.491. Il dato generale fa segnalare invece un calo del 2,7%. Fra i 317 velocipedisti che hanno perso la vita nel 2005 i maschi sono stati 239 (75,4%), le femmine 78 (24,6%), e si sono contate 15 vittime fra i bambini fino a 14 anni, 13 maschi e 2 femmine.

Sono state invece 161 le vittime fra i ciclisti ”over 65”, pari al 50,8%. Fra gli anziani 122 erano maschi, 75,8%, e 39 le femmine, 24,2%. La percentuale dei ciclisti sul totale delle vittime della strada è passata dal 5,3% al 5,8% dei morti e dal 3,7% al 4% dei feriti.

Secondo Biserni “probabilmente sugli incidenti ai velocipedi incide anche un maggior traffico sempre meno attento verso questa categoria di utenti, con una parte di responsabilità anche degli stessi ciclisti, spesso inosservanti delle più elementari regole della strada. E’ poi ancora insufficiente l’estensione, in molte regioni, di piste ciclabili”.

Per ora 1 COMMENTO a “La strage nascosta”

  1. marco ha scritto:

    Da ciclista posso dire che vedo sempre più bici in giro, le persone si rendono conto che ad usare un mezzo grande per ciascuno realizza un bel blocco !

    Per tanti ciclisti e non la bicicletta è solo una bici, quindi le puoi passare vicino, (anche andando forte, perché mi domando i mezzi scansano bene i camion ?) puoi andare anche contro-mano che tanto chi ti dice qualcosa ?

    Solo se sei su una bici puoi capire che effetto fa se una macchina ti passa vicino e viaggia “solo” ai 50 km/orari, ai sentito lo spostamento d’aria ? Se sei in bici si, se sei auto no, quindi gli autisti non s’immaginano l’effetto che producono su una persona che va in bici.

    Che fare, SUBITO ?

    1) FARSI VEDERE, luci e catarifrangenti in ordine e magari anche incrementati, per esperienza diretta se ti vedono bene, ti passano al largo,

    2) INDOSSARE IL CASCO, se sei in bici normale hai i piedi liberi, però una macchina che viaggia ai 30km/orari e ti colpisce è sempre un bel cazzotto e viaggia ad almeno un 1 m da terra

    3) CHIEDERE AGLI AMMINISTRATORI PIU’ CICLABILI E CHE LE BICI ABBIANO ACCESSO AI MEZZI PUBBLICI così una salita magari la fai in autobus

    Due cose per cui è pur sempre meglio prendere la bici;

    la prima;

    in questo articolo non viene riportato il numero di morti per incidente stradale che non coinvolga le bici ed allora ve lo dirò io.

    Si parla di ca. 5.500 morti all’anno, di cui il 70 % in città.
    Cioè più dei morti americani in Irak in tanti, troppi anni di guerra ….
    Od anche più di tutti i soldati italiani morti dalla seconda guerra mondiale a venire ad oggi …. OGNI ANNO … con la differenza che quei poverini erano soldati, quei 5.500 annui, no.

    la seconda,

    si potrebbero annoverare a molte migliaia i morti per anno addebitabili all’inquinamento, molto del quale creato dai veicoli, (che tra l’altro diventano come delle camere a gas, quel che vi entra difficile che ne esca, vi si deposita, in attesa che ce lo mangiamo),

    BUON PEDALE A TUTTI !!

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