Un italiano su due senza vacanze
Un italiano su due, anzi qualcosa in più, quest’anno non andrà in vacanza. Da giugno a settembre saranno 22,4 milioni gli italiani che potranno permettersi di andare in vacanza, ma saranno meno che un anno fa: nel 2006 nello stesso periodo furono 23,5 milioni, un calo dunque del 4,7%.
E il giro d’affari è di conseguenza pesantemente in calo: 15,5%. In termini assoluti 18,5 miliardi di euro di quest’estate contro i 21,9 miliardi di un anno fa.
Sono dati di Federalberghi, presentati oggi dal presidente Bernabà Bocca, che ha sottolineato come fosse prevedibile “che una improvvisa crisi stesse per abbattersi sui consumi turistici degli italiani, dovuta alle scelte di politica fiscale del Governo, ne eravamo coscienti”. Solo che “non ci saremmo mai aspettati un crollo di questa entità”. I risultati che venivano registrati dall’inizio dell’anno “ci avevano fin qui fornito indicazioni preoccupanti dovute prima alla scarsità di neve per le settimane bianche, poi al calo del turismo a Pasqua ed infine allo scarso movimento vacanziero dei ‘ponti’ del 25 aprile e del 1 maggio. Adesso, -prosegue Bocca – la probabile perdita di oltre 1 milione di italiani rispetto all’estate 2006 e quasi il 51% della popolazione a casa, mette in grave crisi il sistema turismo”.
Federalberghi è convinta – sulla scorta dell’indagine di mercato fatta – che la causa del crollo sia “tutta dovuta alla mancanza di liquidità delle famiglie”, e “non certo alle tariffe elevate delle strutture turistiche del Bel Paese”. Una liquidità – dice Bocca - “drenata da una manovra economica molto pesante per consentire all’Italia di rientrare nei parametri europei”.
L’indagine è stata realizzata dalla Federalberghi-Confturismo con il supporto tecnico dell’Istituto DINAMICHE ed effettuata dal 25 al 29 giugno con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) ad un campione di 1.500 italiani maggiorenni rappresentativi di oltre 47 milioni di connazionali. E l’esito è “una vera e propria emorragia” nelle vacanze estive degli italiani. Saranno infatti il 47,3% (rispetto al 49,5% dell’estate 2006) gli italiani maggiorenni che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze da giugno a settembre, dormendo almeno una notte fuori casa.
Se questa previsione dovesse rivelarsi corretta, alla fine della stagione estiva il turismo rischierebbe di perdere una cifra tra i 12 ed i 15 milioni di pernottamenti.
Quanto alla spesa per le vacanze, è tracollo anche del giro d’affari del turismo estivo (spesa media a persona comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti).
Quest’anno si spenderanno in media, per l’intera durata della vacanza estive principale (quantificata in 12 notti complessive), 825 euro (rispetto ai 935 euro del 2006, con calo dell’11,8%) che determineranno un giro d’affari pari a 18,5 miliardi di euro (rispetto ai 21,9 miliardi del 2006, con calo del 15,5%).
A proposito poi dei 23,9 milioni di italiani che non andranno in vacanza, nel 40% dei casi il motivo è prettamente economico, mentre il 22,2% denuncia motivi di salute (probabilmente, considerando l’elevata percentuale, mascherandoli con i problemi economici), il 14,1% dichiara impegni di lavoro e l’11,8% parla di motivi familiari.
Sul dove andare in vacanza, gli unici dati incoraggianti arrivano dalla scelta geografica delle vacanze estive degli italiani, e l’Italia si conferma la meta preferita dalla stragrande maggioranza degli italiani. Infatti il 74,1% (rispetto al 68% del 2006) rimarrà nei confini nazionali. C’è da dire che la durata complessiva delle vacanze estive registra invece un lieve incremento rispetto al 2006 e si attesta sulle 15 notti fuori casa rispetto alle 13 notti.
Nella generalità dei casi la vacanza estiva degli italiani sarà “consumata”, come al solito, in località marine. Il 75,4% preferirà la spiaggia (rispetto al 71% del 2006) con il dettaglio che vede il 68,4% scegliere il mare della Penisola o delle due isole maggiori, mentre il 7% (rispetto al 9% del 2006) si riserverà nelle isole minori.
Seguono in classifica generale la montagna, con il 15,3% delle preferenze (rispetto al 13,4% del 2006), e le località d’arte con il 2,9% (rispetto al 2,7% del 2006). Crollo invece nelle località termali, dove si attesterà l’1,4% della domanda complessiva italiana, rispetto al 4,7% del 2006.
Cambia qualcosa anche nella scelta del periodo prescelto dagli italiani per trascorrere la vacanza principale nel quadrimestre estivo: agosto perde “appeal” e scende dal 59,7% del 2006 al 56,2% delle preferenze. Segue in classifica il mese di luglio, che sale al 23,1% di quest’anno rispetto al 19% del 2006. Quindi settembre raccoglie ben l’11,1% delle scelte rispetto al 10,5% del 2006. Chiude giugno, che scende anch’esso attestandosi ad una quota di mercato del 7% rispetto all’8,3% del 2006.
Sarà la Sardegna la regina dell’estate 2007: con il 10,7% di preferenze della quota di mercato di italiani, l’isola distanzierà di pochissimo l’Emilia Romagna, ferma al 10,6% delle preferenze. Seguono Toscana (9,4%), Puglia (9%), Sicilia (8%), la Calabria (7,6%) ed il Veneto con il 6%.
Dall’esame delle tipologie prescelte dagli italiani per le vacanze all’estero, assistiamo ad una crescita delle grandi capitali europee (30,7% rispetto al 28,9% del 2006) e ad un drastico calo dei mari tropicali (13,3% rispetto al 24,8% del 2006), a tutto beneficio del viaggio all’estero dettato da altri motivi, che vedrà interessati il 33,7% degli italiani rispetto al 28,9% del 2006.
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