1888: l’EXPO a Bologna

L'Esposizione Universale del 1888 a BolognaProsegue la serie dei racconti on-the-road, o ancora meglio on-the-seat, sul sellino: Bologna vista appunto dal sellino di una due ruote, quello del nostro Marco e del suo gruppo di cicloturisti…

Immersi fra tanti amici, due personalità diverse sono passate tra noi: una forse un pochino “creativa” ma simpatico, e poi un ragazzo, non tanto bene in arnese. Sembrava solo un po’ bevuto e che si stimasse di stare a fianco, in mezzo, a noi. In diversi non lo perdevamo d’occhio, sempre per timore che ci potesse fregare una bici. Ma non era quello a cui mirava.

Ezio non lo perdeva di vista, fino a quando già buona parte del gruppo era partito, mentre il ragazzo continuava, insistentemente, a salutare Mauro, fino a sfilargli il cellulare.

Mentre Ezio lo bloccava, Alessandro ha chiamato il 113. I poliziotti sono arrivati mentre la maggior parte del gruppo era già giù in via Indipendenza, non essendosi reso conto di quello che era successo. Chi era in testa ha aspettato un pochino gli amici più coinvolti dall’evento, poi è stata presa la decisione di far muovere chi lo poteva, gli altri ci avrebbero raggiunto dopo.

Intanto, come abbiamo saputo in seguito, dopo aver recuperato il cellulare Mauro non ha sporto denuncia; ma il ragazzo, che non aveva documenti, è stato comunque accompagnato dagli agenti in questura per essere identificato.

Il gruppo, passando rasente il Castellaccio, è giunto prima in via Bovi Campeggi e poi sulla ciclabile Zanardi – delle Lame. Cerchiamo di non dimenticare le nostre battaglie e, usandoli, cerchiamo di difendere i nostri ‘avamposti’, le piste ciclabili appunto.

Dal ministero dell’ambiente infatti ci hanno fatto sapere che una parte dei fondi inizialmente stanziati per le piste e la mobilità sostenibile saranno ‘probabilmente distratti’ in incentivi per acquistare delle auto meno inquinanti. Perché le cose che riguardano la bici vengono vissute come il corollario ad un giocattolo o, tutt’al più, uno strumento sportivo, come dice il ministro dell’ambiente Galletti.

Ma torniamo ad oggi, dopo la pista ciclabile di via Lame, con gli amici ci dirigiamo sulla tangenziale delle biciclette, per raggiungere i giardini Margherita. Vicino al lago ci ritroviamo con tutti gli amici rimasti in piazza, e qui Antonella comincia a raccontarci di quanto ha scoperto sui padiglioni realizzati per l’esposizione internazionale del 1888 a Bologna, e sulla loro bellezza.

Ripartiamo, risalendo lo sguardo dei diversi camminatori in allenamento che incrociamo, per uscire dal cancello, verso la parte più alta di via Castiglione; da qui comincia la salita e quindi arriveremo alla spicciolata davanti al bar Pic-Nic.

Ripreso fiato, il gruppo si muove nuovamente per risalire il colle di S. Michele in Bosco, dove abbiamo fatto ben attenzione a scansare i vetri, lasciati proprio davanti al punto in cui si può osservare il paesaggio cittadino. Chissà che dispiacere, per coloro che avevano attrezzato la zona, se avessero saputo !!

Fatte le foto di rito al di là della balaustra, siamo ridiscesi per lo sterrato; in quel frangente sono andato avanti per segnalare un fosso, proprio in mezzo alla strada, in corrispondenza dell’idrante troppo alto, evidentemente altro residuo di qualche lavorazione non terminata.

La passeggiata è continuata raggiungendo la pasticceria D’Azeglio, dentro porta S. Mamolo a sinistra, dove ci siamo potuti godere una brioche e un cappuccino, in un allestimento gradevole.
Dopo di ciò, abbiamo ripreso la bici, e mentre alcuni amici cominciavano a salutare, perché stavano lasciando il gruppo, ci siamo avviati verso porta S. Donato: ci saremmo fermati in via Filippo Re per avere altre informazioni da parte di Antonella, guardando gli edifici universitari, coevi all’esposizione del 1888.

Infine, siamo risaliti alla Montagnola, dove è stato riproposto l’allestimento della fontana che occupava lo spazio posto all’ingresso dell’esposizione internazionale, posizionata ai giardini Margherita, vicino all’ingresso di Porta S. Stefano; qui è stato disposto in maniera diversa, comunque apprezzabile.

Eh si, la statua equestre di Vittorio Emanuele, al piccolo trotto, nel corso degli anni, si è spostata da piazza Maggiore ai giardini Margherita, ma anche la fontana è migrata dai giardini Margherita a quelli della Montagnola. Eh si, anche le fontane si muovono …

Qui Antonella ci ha parlato dello smontaggio ‘obbligato’ dei padiglioni, anche quello della musica, nonostante avesse un gran buona acustica e potesse essere una struttura adatta a rimanere ai Giardini; ma purtroppo si dovettero rispettare i contratti che prevedevano la rimozione completa di tutti i padiglioni. Del resto anche nelle altre sedi dell’Esposizione Universale, come ad esempio Londra, le strutture non hanno avuto una gran buona fortuna… o forse, erano veramente ‘fra i piedi’, agli interessi di qualcuno.

Con gli ultimi amici rimasti, ci siamo salutati ancora e ancora augurati un buon 2016! E auguri speciali per il Monte Sole Bike Group, che compie trenta anni!
“ Se vuoi andare in fretta, viaggia da solo ma se vuoi andare lontano, viaggia in compagnia !”

E’ bello rinnovarsi, e alla fine di queste povere paginette d’ora in poi metterò, per salutare, un proverbio in bolognese: “Stra la Vétta e la Mórt, ai é el Ciavadùr.”
Fra la (Chiesa di S. Maria della) Vita e la (Chiesa e Ospedale della) Morte (ora Museo Civico), c’è Via Clavature. Ovvero: c’è sempre una via di mezzo per accomodare anche i contrasti più forti.

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