Bici e radio libere

radio Alice“A Bologna la radio è nata con Guglielmo Marconi, si è “liberata” dal monopolio pubblico con le prime provocatorie trasmissioni del 1974 di Radio Bologna, è corsa come una lepre pazza nell’esperienza di Radio Alice. Oppure è cresciuta come Radio Città, nata in quegli anni, che nel corso del tempo ha dato vita a una vera e propria “dinastia”, una pluralità di esperienze che arriva fino ai giorni nostri.
Insomma, la storia della radio a Bologna è vicenda complessa e coinvolgente: proprio da questa città, da un tecnico delle prime radio libere, è partito il processo di costruzione di centinaia di emittenti radiofoniche in un intero continente, quello africano. Bologna però è stata molto avara con le sue radio, prestando loro ben poca attenzione” (Tratto dal libro “Con una certa frequenza. Trent´anni di radio a Bologna la città da cui tutto ha avuto inizio”, a cura di Lorenzo Berardi, Silvestro Ramunno e Paolo Soglia)

Con la ciclopasseggiata che vi racconto oggi, volevamo colmare in parte questa lacuna e rendere omaggio alla radio, la “cavalleria leggera della comunicazione” con quella che è, della mobilità, la più leggera cavalleria!

Abbiamo ascoltato Paolo Soglia e uno dei fondatori di Radio Alice, Valerio Minnella, raggiunti da Nino Iorfino, proprio davanti alla porta di quella stessa radio. Si è concluso il percorso a Radio Città del Capo, dove abbiamo avuto la possibilità di visitarne gli studi, alla presenza del direttore, Riccardo Tagliati.

Alle 16,00 ci siamo trovati in tanti, davanti alla sede di Dynamo e Salvaiciclisti, a lato di via Indipendenza, lì a porta Galliera; siamo risaliti geograficamente verso via Masi e, metaforicamente, verso gli anni in cui l’espressione radiofonica della libertà rompeva la voce unica: l’unificato pensiero mediatico dell’unica emittente fino ad allora concepita, a parte l’esperienza di Danilo Dolci in Sicilia, poco tempo prima. In via Masi, perché là aveva trovato il ‘nido’ il primo pensiero dell’espressione radiofonica libera.

Da qui, il ‘pensiero’ è volato, fra alti e bassi, avanti e indietro nel tempo, lungo il nostro percorso ciclistico d’oggi, passando prima per il cassero di porta S. Stefano (anche qui ha sostato il ‘pensiero’ per pochi mesi, con una radio che diede ospitalità ad alcuni membri di Radio Alice, dopo la sua chiusura), per arrivare in piazza Malpighi, dove ‘staccare’ uno sguardo verso l’alto, verso villa Aldini e i suoi boschi, solo per dimostrare la fattibilità tecnica delle trasmissioni: qui il ‘pensiero’ trovò ospitalità, per una settimana, dentro una roulotte .

E ancora, e ancora da qui dove, in un passato più lontano, si realizzavano le competizioni a “torneo” (ovvero dove i competitori andavano e venivano, per poi riandare e tornare, per esempio i cavalieri a cavallo) siamo andati, seguendo il ‘pensiero’ delle radio, verso via del Pratello, dove trovò sede la più alta manifestazione di libertà radiofonica mai espressa, Radio Alice. Apice di libertà nell’etere ma di difficile duratura sostenibilità.

Infine, abbiamo raggiunto Radio Città del Capo, dove il ‘volo’ della libera espressione radiofonica è arrivato ai giorni nostri, manifestando i suoi limiti e la sua pratica agilità, lungo le ore delle nostre giornate, lungo le onde radio e quelle dei pensieri, nelle pieghe delle nostre attività.

Alla fine, con alcune pedalate abbiamo congiunto, a anni e anni di distanza, un’espressione di libertà sostenuta con la fede nella libertà stessa, ad una, sempre cercata, libera espressione, sostenibile.

Chiudo con il proverbio di oggi:
Par cgnósser un Bulgnèis, ai vól un an e un mèis; e po quand t’l’hè cgnusó, t’an al cgnóss brisa cum at cgnóss lo (Per conoscere un Bolognese, ci vuole un anno e un mese; e poi quando l’hai conosciuto, non lo conosci quanto lui conosce te)

Un caro saluto,
“Dotto”

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Per ora 2 COMMENTI a “Bici e radio libere”

  1. Al pover Piran ha scritto:

    Bel proverbio! A una settimana da San Luca, ne aggiungo uno anch’io :mrgreen:

    Par San Lócca, chi ha di marón in splócca, e chi an n’ha brisa as plócca la camisa.
    Per San Luca (18 ottobre) chi ha dei marroni ne mangia, e chi non ne ha si lecca la camicia: quel giorno infatti era tradizione mangiare le castagne lesse

  2. marco ha scritto:

    La richiesta di partecipazione nelle radio libere, pare sia stata la motivazione della diffusione dell’uso d’internet.
    Forse è troppo affermarlo ma il limite d’internet sembra sia nei suoi vantaggi; il contatto più ridotto che rende la rete più agile, ci fa sentire forse un pochino più soli.
    La via per esserlo meno ? La diffusione di concetti interessanti, diffusi e coinvolgenti

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