La spesa costa sempre di più
La corsa dei prezzi dei generi alimentari a Bologna non si ferma. Il trend di ottobre, infatti, “conferma i timori manifestati negli ultimi mesi sui rincari dei latticini, della farina e suoi derivati e anche delle carni”. A rilevarlo è l’Osservatorio sui prezzi del Comune che monitora costi minimi, medi e massimi, nonché le variazioni mensili ed annue, per circa 200 prodotti (75 alimentari, circa 40 ortofrutticoli, 22 per la cura della persona, 34 servizi, 20 beni di varia natura e otto prodotti energetici).
Ebbene: a ottobre, “sono emerse alcune criticità relative in particolare al comparto alimentare ed energetico”, recita una nota dell’Osservatorio, diffusa dal sito dell’Ufficio statistico del Comune.
Al primo posto nella graduatoria degli aumenti annui c’è il burro (+17,8% rispetto ad ottobre 2006; prezzo medio oggi 7,32 euro al chilo), ma tra i maggiori rincari ci sono anche altri prodotti lattiero-caseari (latte a lunga conservazione +9%: 1,06 euro al litro; mozzarella +7,6%: 9,07 euro al chilo; latte intero fresco +7,5%: 1,42 euro al litro; yogurt +6,9%). Al secondo e terzo posto nella classifica dei rincari più significativi ci sono la farina di frumento e la pasta di semola (rispettivamente +12,8% e +12,7% le variazioni tendenziali annue) e poi i biscotti frollini (+7,0%), la pasta all’uovo (+5,3%) ed i crackers (+5,1%).
L’Osservatorio fa notare che il pane, seppure non compaia nella graduatoria, “ha registrato comunque una variazione su base annua pari al +4,7%”. Per le carni, al quarto posto della graduatoria c’è il petto di tacchino (+12,7% su base annua), ma aumenti di rilievo si sentono anche per il pollo fresco intero (+10,5%), la carne fresca di vitello (+5,9%), il pollo allo spiedo (+5,5%) e, fra i salumi, la mortadella (+6,6%) ed il prosciutto cotto (+4,9%).
Il caro-petrolio invece impatta sui prodotti energetici, “altro comparto il cui andamento si riflette direttamente sull’inflazione, ma anche in via indiretta su gran parte dei prodotti inseriti nel paniere”. I carburanti fino a settembre non avevano avuto un andamento univoco, ma ad ottobre i dati dell’Osservatorio evidenziano aumenti su base annua “di rilevante entità a causa dell’ulteriore forte aumento delle quotazioni del greggio”: benzine con tassi tendenziali annui in aumento del +7,5% e gasolio del +7,8%. Per il gas, il dato di ottobre, nonostante gli aumenti fatti registrare dalle tariffe dopo gli adeguamenti legati al costo della materia prima, appare su base annua ancora in calo, ma meno accentuato rispetto a settembre.
L’elenco dei prezzi in crescita però non è ancora finito: tra i beni e servizi con le variazioni annue più significative ci sono il detersivo per stoviglie a mano (+13%), la fotocopia (+12,3%), il corso di nuoto (+6,9%) e la visita ginecologica (+6,8%). In calo, invece il costo della passata di pomodoro (-4,4%), degli omogeneizzati di carne (-4%), del tè (-2,8%) e dei prodotti per la pulizia della casa (detergente cremoso -2,2%, detersivo per biancheria delicata -1,8%).
Lo sapevi che...?.


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