Visita alla mostra di Guido Cagnacci
Guido Cagnacci: molti lo ricordano come uno degli artisti che meglio ha saputo trasporre sulla tela la morbida sensualità della figura femminile.
Certo fu anche questo, ma il momento in cui diventa davvero irraggiungibile è quando, come avviene con la “Gloria di San Mercuriale e di San Valeriano”, egli crea scenografie di cieli tersi, impossibili eppure reali, per grandi storie religiose.
Guido Cagnacci nacque a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e morì a Vienna nel 1663. Le fonti lo definiscono inquieto e litigioso, capace di passioni violente e scosso da profonda spiritualità, continuamente errante: da Rimini a Bologna, a Roma, a Forlì e poi a Venezia e infine a Vienna. Volta a volta in compagnia di giovani donne che gli facevano da modelle e che per passare inosservate si vestivano da uomo.
A questa sua indole, a questa mescolanza di passione e spiritualità, al fatto di essere stato alla scuola di molti, senza divenire mai discepolo di alcuno si debbono capolavori che superano ogni classificazione. Tra il naturalismo drammatico di Caravaggio e la bellezza virtuosa di Guido Reni.
Ammirato e reietto ad un tempo in una Italia che entrava appieno nel Barocco e nella Controriforma, Guido Cagnacci fu un protagonista del suo tempo, il Seicento, e non testimone o semplice comprimario. Come un iperrealista dei nostri giorni lo affascinava l’enigma delle cose. Riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, a raccontare l’anima figurando il corpo.
La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Forlì, dedica a Guido Cagnacci la più organica e ampia retrospettiva sino ad oggi allestita in Italia. “Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni”, questo il titolo della nuova mostra, fa seguito alle fortunate esposizioni forlivesi dedicate a “Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne” e a “Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento”.
Forlì, 16 marzo 2008
Per tutti i soci di Postfiera interessati:
VISITA GUIDATA alla mostra di Guido Cagnacci
INFO: Christine Wipf, tel. interno 2247
[la locandina ufficiale di questa fantastica iniziativa, esposta in tutte le nostre bacheche di Bolognafiere, è scaricabile QUI]
La mostra, che ha aperto i battenti il 20 gennaio, si articola all’interno delle grandi sale che costituirono la biblioteca del Convento di San Domenico, recentemente restaurato, dove si sono tenute le due precedenti mostre.
L’evento espositivo, con quasi 100 opere, ricostruisce gli inizi della sua attività nella terra natale, già toccata da fermenti naturalistici, per poi seguirne lo sviluppo a Roma, dove Cagnacci si recò a più riprese in compagnia di Guercino, venendo in contatto con le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci. In questo modo egli maturò convinzioni che si esplicano dapprima nelle bellissime opere sacre realizzate per le chiese riminesi e che non verranno meno neanche quando la fama ormai raggiunta lo portò nuovamente a Bologna, dove si misurò con la pittura di Guido Reni, promotore di un’arte fortemente idealizzata da cui Cagnacci desume una nuova monumentalità ma senza che le sue immagini perdano fisicità e spessore carnale.
Per evidenziare le peculiarità di tali esperienze, la mostra affianca ai capolavori giovanili di Cagnacci, dipinti del Caravaggio e dei suoi seguaci, da Vouet a Van Honthorst, da Serodine ad Orazio e Artemisia Gentileschi, a Lanfranco, nonché di Guido Reni e di Guercino. In seguito Cagnacci privilegerà soggetti profani e soprattutto di nudo femminile che gli procureranno grande fama e lo porteranno a lavorare in ambienti segnati da una grande libertà, prima a Venezia e poi a Vienna. Grande rilievo è stato riservato anche a questa fase dell’attività pittorica di Cagnacci.
Curatori della mostra e del catalogo sono i professori Daniele Benati e Antonio Paolucci. Curatori dell’allestimento sono gli Studi Wilmotte et Associes di Parigi e Lucchi & Biserni di Forlì.
Nel Comitato scientifico figurano anche studiosi come Marco Bona Castellotti, Mina Gregori, Ezio Raimondi, Giovanni Gentili, Wolfang Prohaska, Lorenza Mochi Onori, Sir Denis Mahon.
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