Si riapre

AperturaEbbene si: purtroppo le vacanze sono già terminate per molti di noi (compreso il sottoscritto, tornato in città da poche ore :cry: ), ed è tempo di far ripartire anche le notizie della nostra associazione, dopo qualche settimana di stop quasi totale: il solo Marco, tornato evidentemente un po’ prima degli altri, ha provato a strappare un sorriso ai pochi presenti con le freddure dell’articolo precedente a questo.

Fra i tanti modi per ricominciare le pubblicazioni, e prima di lasciar spazio alle notizie di attualità, scegliamo la ‘continuità’ con un argomento che ad inizio estate creò un discreto dibattito fra i nostri lettori, spingendo alcuni a lasciare un commento sul sito per la prima volta (e come vi sarete resi conto, non è poi così difficile… :wink: )

Dunque: circa due mesi fa era trapelata nel nostro quartiere fieristico una singolare notizia, relativa ad una certa raccolta di firme. Allora però sembrava impossibile riuscire ad avere una copia della lettera: un po’ per l’estrema attenzione da parte dell’autore/autori nel cercare di non lasciare tracce, un po’ per il particolare periodo dell’anno, in cui le attività di manifestazione sono appena terminate e le presenze fra i nostri soci calano fortemente.

Ma nel frattempo altra acqua è passata sotto i ponti, o se volete altro cemento è stato posto nei nascenti padiglioni 14 e 15… una nostra inviata speciale (più speciale che inviata) nei giorni scorsi ci ha fatto pervenire il testo integrale, e ora sembra doveroso pubblicarlo: per ‘completare’ il discorso iniziato a giugno, e per fare in modo che tutti quelli che ne hanno solo sentito parlare senza avere la possibilità di leggerlo, o quelli che allora non erano presenti, possano farsi un’opinione in proposito.

Ecco dunque il famoso appello inviato all’(allora) Amministratore Delegato, che, col senno di poi, non sembra avergli portato eccessiva fortuna…

Signor Amministratore Delegato,

Con queste poche righe desideriamo portare alla sua conoscenza uno stato di malessere che molti di noi, personale di struttura, stanno vivendo in questi mesi e che rischia di vanificare gli sforzi che tutti siamo chiamati a fare per fronteggiare il periodo difficile che ci attende.

Siamo consapevoli delle grandi sfide che l´Azienda deve affrontare in questo momento; da un lato per riuscire a competere con altri Quartieri Fieristici sicuramente più “considerati” del nostro, e dall´altro per riuscire a risolvere in maniera positiva gli evidenti e preoccupanti nodi relativi alla governance e all´assetto societario.

Il personale di struttura della Fiera di Bologna non si è mai lasciato intimidire dalle situazioni difficili e ha sempre fatto quadrato attorno alla propria Azienda. Non si tirerà indietro neanche questa volta. Già lo stiamo dimostrando, e non solo per mero senso del dovere. Questa Azienda, oltre ad essere il nostro datore di lavoro, è anche motivo di grande orgoglio per tutti noi.

Ed è proprio per questo motivo che registriamo sgomenti l´incomprensibile contraddizione di questa nostra Azienda che, mentre chiede alle sue strutture operative rigore assoluto nei comportamenti di spesa e sforzi oltre l´ordinario per incrementare i ricavi, allo stesso tempo cede, sotto costante ricatto, a tutte le richieste avanzate da una di queste strutture: il personale di manifestazione.

Prendendo a pretesto l´incidente occorso alcuni mesi fa ad un collega addetto al controllo, il personale di manifestazione ha tenuto delle posizioni, seguite a volte da azioni concrete, che purtroppo ci sembra poco abbiano a che fare con la sicurezza, a nostro avviso già ampiamente tutelata per il futuro con l´accordo sottoscritto tra le parti lo scorso 24 aprile, e molto invece con richieste di natura economica.

E´ nostra intenzione censurare fermamente questo genere di comportamenti, sia come dipendenti della stessa Azienda, chiamati ogni giorno a sforzi crescenti per far quadrare i bilanci, e ancor più come persone civili che riconoscono l´assoluto valore etico di un tema come quello della sicurezza sul lavoro, non disponibile e non barattabile.

E´ parimenti nostra intenzione esprimere il nostro disappunto per questa situazione,che di fatto certifica l´esistenza di un´azienda nell´azienda. Un settore dellAzienda che non mostra lo stesso impegno delle altre strutture. Un settore per il quale le valutazioni di carattere economico sono considerate come variabili indipendenti da ogni contesto congiunturale dellAzienda. Un gruppo di dipendenti non di rado contrapposti, nel loro insieme, agli interessi dei nostri clienti. Autoreferenziali e al contempo, ci accorgiamo, vieppiù, inadeguati ad offrire i servizi che una clientela sempre più sofisticata richiede. Una struttura oltremodo costosa e inefficiente.

Questo personale ha scioperato nella giornata di punta del nostro Saie, a pochi mesi dal lancio di una manifestazione concorrente a Milano, e nonostante le parti fossero sedute al tavolo del confronto. Ha chiesto a gran voce più sicurezza sul lavoro, e adesso non tollera di dover mettere le scarpe antinfortunistiche, e sciopera al nostro R2B. Ha rifiutato, nonostante la garanzia della totale salvaguardia del reddito, di spostare su altri eventi i giorni programmati per i Campionati di danza, con il risultato di gravare inutilmente sui conti aziendali per svariate decine di migliaia di euro. Si esibisce senza pudore in tassi di assenteismo come non di riscontrano in altre aziende.

Signor Amministratore Delegato, noi crediamo che compito della Direzione Aziendale sia non solo quello di indicare la via da prendere e da seguire, ma anche quello di dimostrare con la coerenza e la fermezza necessarie che la via indicata è quella giusta e che la scelta è da condividere; un traguardo concreto ed identificabile per il quale valga la pena di impegnarsi fino in fondo. E inoltre crediamo che una volta intrapresa la via, ognuno debba fare organicamente la propria parte: il personale di struttura, il personale di manifestazione, e chi sta al timone della nave. Ogni sforzo altrimenti risulterà impossibile e infine vano.

Nell’affermare con forza il rinnovato impegno di tutti noi per il successo della nostra Azienda, e con la speranza di averLe offerto degli utili spunti di riflessione, voglia gradire i nostri più cordiali saluti.

Bologna, giugno 2008

Il personale di struttura di Bolognafiere

Su POSTFIERA.org puoi leggere anche altri scritti con qualche attinenza al contenuto di questo articolo:
  • BolognaFiere riapre con SANA La storica manifestazione bolognese, con cui BolognaFiere abitualmente apre il secondo semestre, è giunta ormai alla sua 23° edizione: ma stavolta Sana 2011, che si terrà a Bologna dall’8 al 10 settembre, avrà un format tutto nuovo e sarà dedicata al biologico certificato e al...
  • Riapre il Teatro Duse Col concerto di ieri sera ha riaperto ufficialmente il Teatro Duse, uno dei più antichi teatri di Bologna. Anzi, il Duse per tradizione è IL teatro di prosa, una struttura ricca di storia che ora riacquista il suo ruolo di vitale centro di aggregazione per...
  • Un altro brutto episodio Questo mese di ottobre si sta rivelando nefasto per i nostri associati: dopo il grave incidente di cui abbiamo dato nota il 9 ottobre, un’altra ‘pagina nera’ per chi opera nell’ambito del personale di manifestazione di Bolognafiere: ieri sera, un nostro collega impegnato a gestire...
  • Vincenza Superstar Come molti di noi già sanno, una nostra socia del personale di manifestazione non è nuova ad apparizioni in trasmissioni televisive di successo. Ricordiamo ad esempio un’apprezzata performance di qualche mese fa a FORUM, di cui è possibile visualizzare una sintesi in coda a questo...
  • Con infinita tristezza Chi frequenta abitualmente queste pagine già lo sa, mentre i visitatori occasionali possono credermi sulla parola: è raro, molto raro che su queste pagine un articolo venga ‘dedicato’ ad opinioni e/o impressioni – per così dire – personali. Nato per diffondere le iniziative dell’Associazione, il...

Per ora 28 COMMENTI a “Si riapre”

  1. marco ha scritto:

    E’ stato già detto tutto, meno quel che … si è taciuto.

    Leggerla non mi fa pensare altro oltre a quel che ho già scritto e condiviso leggendo i pensieri altrui, in quei giorni.

  2. Libero Pensatore ha scritto:

    Embé… ma che c’é di strano o di falso in questa lettera che non sia condivisibile?
    Anche il titolo dell’articolo “si riapre” rimanda alle danze degli autunni caldi che certi fancazzisti amano frequentare… Se non ci si tira su le maniche e non si inizia a LAVORARE per il bene del nostro posto di lavoro e delle nostre famiglie, possiamo già chiudere bottega. E’ questo, quello che una parte del personale di manifestazione vuole? Chiudere e ridimensionare BoognaFiere? Certamente non troverà l’appoggio mio e della stragrande maggioranza del personale di struttura.

    Mi dispiace moltissimo per tutti quelli che nel personale di manifestazione LAVORANO VERAMENTE, TIRANO LA CARRETTA ANCHE PER GLI ALTRI e SI DANNO DA FARE CON SPIRITO DI SERVIZIO. Sono loro gli unici a rimetterci di questo disgustoso andazzo della loro categoria.

    Questa sì che é l’INFINITA TRISTEZZA…

  3. editor ha scritto:

    OHHHHHHHHHHH! Era ora, cominciavo ad avere qualche dubbio!

    Fatti due conti, considerando il numero di tesserati che ha POSTFIERA, molti dei quali leggono il sito abbastanza assiduamente, mi sembrava statisticamente improbabile che neppure uno di quelli che hanno firmato ci facesse l’onore di venire qui a difendere le proprie motivazioni. Tra l’altro quale occasione migliore? Si può anche scegliere di farlo in perfetto anonimato, lasciando solo uno pseudonimo come hai fatto tu.

    Caro Libero Pensatore, grazie quindi di esserci venuto a trovare: mi fa davvero piacere iniziare a capire (o almeno provarci) le motivazioni, quello che frulla in testa a tanti colleghi (scusami ma io mi ostino a chiamarli ancora così: che vuoi, forse sono un sentimentale!).

    Non proverò neppure a cercare di farti cambiare idea: dal tono energico e l’abbondante uso di maiuscole riconosco la forza incrollabile delle tue opinioni, ed ho sempre avuto un sacro terrore di chi non ha dubbi, nutre certezze assolute, sembra incapace di mettersi in gioco. Nè cadrò nella trappola di chi ha scritto la famosa lettera (e quello si, è molto più furbo di me e di te), cercando di contrapporre quelli che, immagino, dovrebbero essere gli interessi della categoria a cui di fatto appartengo.

    Vorrei però farti riflettere su un aspetto: anche scrivendo le poche righe qui sopra, noto che hai (correttamente!) usato per tre volte un distinguo. Certi fancazzisti, una parte del personale di manifestazione, la stragrande maggioranza del personale di struttura, esplicitato poi dal tuo periodo finale (Mi dispiace moltissimo ecc).

    Ed ora ti propongo un esercizio (da fare durante la pausa, sia ben chiaro): prova a rileggerti la lunga lettera di cui stiamo parlando… di questi distinguo non ne troverai neppure uno. In tutti i passi esiste solo da una parte tutto il personale di struttura che ha sempre fatto quadrato attorno alla propria Azienda, e dall’altra tutto il personale di manifestazione ha tenuto delle posizioni, tiene sotto costante ricatto, non tollera di dover mettere le scarpe antinfortunistiche, sciopera.

    Caro Libero Pensatore, a te che non sei così informato come il personaggio che ha scritto la lettera (eh beh, quello ha la fortuna, chiamiamola così, di conoscere bene le problematiche di entrambi, e le usa per piazzarci un bel cuneo) darò invece un paio di notizie, massimo tre:
    - si tollera di mettere le scarpe, eccome! Effettivamente la massa di esagitati aveva provato a scrivere una lettera ai nostri vertici, che non rivendicava un bel niente, ma suggeriva solo, col massimo rispetto dei ruoli, di poter avere il piacere di provare le calzature prima, e magari, che so, scegliere fra due o tre modelli diversi. Se hai presente le attuali normative, non si trattava certo di variabili indipendenti da ogni contesto congiunturale dellAzienda. E’ stata fatta la scelta opposta, in nome appunto dei sacri concetti di economia a cui ci dobbiamo adattare tutti (stipendio annuale dell’allora Amministratore Delegato in primis, immagino). Ed ora, su alcune centinaia di lavoratori che le hanno in dotazione, una quindicina che avevano problemi specifici e certificati hanno ottenuto di cambiarle con un altro modello, che non fosse quello più economico trovato in Ferramenta. Fine della storia.
    - all’R2B, manifestazione a cui non ero presente, mi dicono che hanno fatto sciopero, ancorché ‘rumoroso’ e partecipato, 5-6 persone per turno. Fine della storia.
    - quando si scrive ‘hanno rifiutato, nonostante la garanzia della totale salvaguardia del reddito, di spostare su altri eventi i giorni programmati per i Campionati di danza’ si omette di menzionare che le stesse persone avevano già accettato varie volte in passato (nonostante le ‘solite’ -fastidiose?- normative sul part-time non prescrivano certo obblighi in questo senso), di rinunciare a giornate lavorative di manifestazioni ‘saltate’ per errori di qualcun altro, rimettendoci ogni volta soldini suonanti: non sto qui a spiegarti perché, dovrei farti prima comprendere come è regolato il meccanismo delle nostre programmazioni e del cosiddetto surplus, ma puoi fidarti.

    Vorrei dunque provare a farti capire, ripeto senza nessuna pretesa di farti cambiare opinione, che affermare concetti così massimalisti è retaggio di mancanza d’informazione (interpretazione benevola), o invece una mossa ben calcolata, a cui parecchi hanno abboccato (interpretazione più realistica).

    Personalmente non mi sognerei mai di dire che tutta una categoria è buona o cattiva, operativa o fannullona, fancazzista o pronta a sacrificarsi per il bene dell’Azienda, ma vedo persone serie e responsabili ed altri che si ‘imboscano’ e fanno il minimo indispensabile in ogni reparto: qualcuno è in grado di smentirmi?

    Solo di una cosa, alla fine, potremmo essere sicuri, e stavolta senza bisogno di distinguere: che TUTTE queste persone hanno a cuore, oltre al proprio posto di lavoro, che passa naturalmente attraverso la buona salute dell’azienda, anche il mantenimento dell’attuale contratto (oops: guarda caso anche questo è lo stesso per tutti: 15 mensilità, indennità varie ecc ecc). Proprio quello che è stato conquistato anni or sono, facendo appunto quadrato (ma in modo un tantino diverso… ;-) ) e che ora, ciclicamente, si prova ad attaccare. Più persone cadranno nella trappola del burattinaio, più facile sarà l’opera.

    Nell’attesa, invito caldamente tutti a COMUNICARE, ovvero provare ogni tanto a mettere da parte i rispettivi pregiudizi e non limitarsi a prendere per buona la verità offerta da chi ha interessi strumentali, siano certi scrivani, arruffapopolo, sindacalisti o quant’altro: fatelo pure nei padiglioni, nei corridoi, al bar o dove volete voi, ma per favore continuate a ragionare, scambiarvi informazioni, frequentare persone che non siano solo i vostri vicini di banco.

    Come sempre, diffidenza e timori reciproci nascono e sono alimentati dalla mancanza di conoscenza.

  4. Libero Pensatore ha scritto:

    La tua risposta, così articolata e molto cortese, merita certamente alcuni chiarimenti doverosi.

    Vorrei iniziare dall’ultimo punto, ovvero il mantenimento dell’attuale contratto. Ti assicuro che io farei ben volentieri cambio con qualsiasi part-time per ciò che riguarda lo stipendio. Per una ragione molto ben precisa, ovvero che, dati gli istituti contrattuali vigenti, a parità di ore lavorate un part-time guadagna ben di più di un full-time. Anche a me piacerebbe avere il pomeriggio o la mattina libera per portarmi a casa alla fine del mese una cifra non poi tanto diversa (forse anche maggiore) dell’attuale e magari avere la possibilità di dedicarmi ad un secondo lavoro, magari molto più di mio gusto di quello che sto facendo. Anche a me piacerebbe poter prendere le ferie in certi giorni per farmi pagare una festività che, normalmente, non mi sarebbe spettata. E, ti confesso, farei anch’io ben volentieri un paio di mesetti di non lavoro continuativi che mi permettessero di tornare al paesello natio e di dedicarmi assai di più alla mia famiglia. Sono certo che molti part-time non farebbero proprio cambio per non migliorare la propria situazione, mentre parecchi full-time secondo me ci penserebbero su. Per cui, scusami, ma non tocchiamo il tasto del contratto che é altamente penalizzante per me rispetto a tutti i benefici/indennità/disagi/sostituzioni malattia (leggasi sei per cento) che spettano a te ed agli altri colleghi part-time.

    Come hai notato non ho fatto di proposito di tutta un’erba un fascio… credo che la lettera che abbiamo firmato se ha avuto un limite sia stato proprio quello di avere generalizzato sulle categorie. Come dici tu i buoni e i cattivi non sono tutti dalla stessa parte. Me ne guardo bene dal dirlo, avendo conosciuto ed apprezzato il lavoro di molti part-time, durante il mio excursus lavorativo alla Fiera di Bologna. Me ne guarderei in ogni caso perché, al di là delle maiuscole, ti assicuro che non sono portato a farlo. Però, e onestamente debbo dirlo, é stato giusto che questa lettera sia stata così “tagliente”. E’ stato un grosso sasso in uno stagno, che penso abbia fatto riflettere molte persone, al di là delle affermazioni scandalizzate da parte di qualche collega da operetta. Guarda caso chi é intervenuto (per difendere la categoria) in diversi casi si tratta proprio di quelle persone che tirano la carretta al posto degli altri, che cercano di dare un senso al proprio lavoro: un senso che non sia quello di passare sei ore a vagare tra un bar e un altro, tra il fermarsi a leggere il giornale dentro ad un punto informazioni o un cis e imboscarsi a Calzoni, o sbracati sui divanetti dell’ammezzato del padiglione 33.
    Quindi, rivendico – pur non avendola scritta – a pieno titolo il senso di rottura che questa lettera porta. Perché, qualche volta, bisogna andare ad incidere e tagliare per eliminare i bubboni.

    E te lo dico, in tutta sincerità, da collega che ha superato i vent’anni di esperienza alla Fiera di Bologna.

    Perché, mi domando, la parte sana del part-time non si impone rispetto a quegli sciagurati che si notano in giro? Perché chi ci mette del suo a coprire i buchi lavorativi lasciati dai colleghi non alza la testa e cerca di cambiare il sistema? Cos’é che non vi spinge ad assumervi maggiori responsabilità anziché tenere la testa sotto la sabbia? Ne ho conosciuti tanti di part-time che si vengono a sfogare della situazione, ma si fermano lì. Forse hanno bisogno di uno stimolo… non so. So solo che mi dispiace per loro. Se la fiera va avanti (in un qualche modo) é merito anche loro. Se fossi un part-time mi chiederei il perché devo dividere i risultati aziendali (leggasi mol di luglio – finché ci sarà) con una gruppo di cialtroni e tira indietro che sputano nel piatto dove mangiano ogni giorni che si presentano a fare presenza presso la Fiera di Bologna. Perché? Ti sembra giusto? Lo giustifichi? Io credo che l’epoca dei “tutti uguali in braccio a mamma” debba decisamente finire. Lo stesso discorso vale anche per alcuni colleghi full-time che passano il loro tempo ascoltando musica, organizzando viaggi, facendo una pausa sigaretta ogni dieci minuti. Non sarò certo io a difenderli, anche perché mi tocca lavorare al posto loro…

    Non voglio entrare nel merito degli argomenti che porti… non sarebbe corretto, non conoscendo le situazioni. Però posso raccontarti, siccome credo che ti interessi veramente, come “vediamo” i part-time… o, almeno, alcuni di essi che, purtroppo, forse sono i più visibili. Tu entri alla mattina in macchina da Viale della Fiera? Generalmente non si vede neppure la faccia di quelli che stanno dentro al box e lasciano le sbarre aperte… Tu giri per i padiglioni? Ti sarai accorto dei solerti addetti al controllo che si leggono con gusto il giornale dentro i punti informazioni anziché interessarsi del proprio lavoro… Giri in auto dentro il quartiere? Ti accorgerai dei box disseminati qua e là occupati da “colleghi” che si disinteressano di quello che succede intorno… si disinteressano persino dell’ispettore o del responsabile che corre avanti e indietro con la bicicletta per cercare di mettere ordine nel caos del traffico, della viabilità, delle auto parcheggiate dove non devono essere… Sei mai passato dall’ingresso Costituzione? Non hai mai notato, allora, la signora che disinvolta fa la maglia dentro al box anziché verificare – ad esempio – chi entra nel nostro cantiere – perché tale é – durante gli allestimenti ed i disallestimenti… Sei mai passato da un ingresso di pubblico, un qualsiasi ingresso di pubblico, durante una fiera? Non hai notato allora la sbracatezza dei nostri “colleghi” che a malapena alzano il naso quando il visitatore di turno non riesce ad inserire la tessera nei nostri malefici tornelli… Sei mai stato sotto gli uffici di Piazza Costituzione aspettando di ricevere il tiro per entrare? Se la povera centralinista é occupata (cosa che gli capita ben più che spessissimo) a rispondere al telefono, può darsi che ti tocchi aspettare un buon paio di minuti per entrare. Perché nel box c’é chi chiacchera, chi legge, chi si fa i cazzi suoi, chi pensa alle scommesse da farsi quando, nella mezza giornata libera, potrà finalmente andare a giocare ai cavalli… se vuoi ne aggiungo altre, di queste “perle”.

    Il problema, il vero problema, é che il part-time viene visto così. Perché c’é chi fa così. Perché ci si trova davanti ad una azienda che non sa o non vuole prendersi le responsabilità di risolvere questi problemi. Ed é la stessa azienda sempre pronta a passare un tappeto rosso e mettersi a novanta gradi quando i soliti quattro “colleghi” di cui sopra minacciano ritorsioni, scioperi, provocazioni. La stessa cosa per part-time e full-time… non si riprendono, non si educano, non li si fa crescere, come uomini e come professionisti.

    Vedi… il vero senso della lettera é che ci siamo rotti i coglioni di una azienda che da una mano chiede e dall’altra “cede”… il vero “bersaglio”, credimi, della famosa lettera é l’azienda. Abbiamo richiamato l’A.D. ad una maggiore serietà e coerenza… o almeno questo é ciò che io ho inteso fare. E’ la cosa che vent’anni di carriera fieristica mi ha insegnato. C’é stato – e purtroppo credo ci sarà – troppo lassismo, da parte dell’azienda, per questi temi. Qui ognuno fa quel cazzo che gli pare. Part-time e Full-time, salvo i soliti asini da “bastonare”, che sono quei (cinquanta… cento… duecento?) colleghi che lavorano e che ci tengono.

    Vi prego di lasciare perdere interpretazioni sul muro contro muro. Non é così.

    Però se mi chiedi come il full-time in genere vede i part-time in genere é proprio come ti ho descritto. Chi non fa niente lo vedi, chi lavora no. Forse sarà la stessa cosa anche per voi, nei nostri confronti. Non so quanto, pur conoscendomi, tu sai del mio lavoro… magari puoi pensare che me ne passo il mio tempo a vagare in internet, a girare con fogli bianchi per i corridoi, a pedre tempo. Ma ti assicuro che non é così, perché me lo impedirebbe il mio senso di responsabilità.

    E… chiudo, raccomandandomi. Il momento é difficile per BolognaFiera, non rendiamolo impossibile. Mettiamocela tutta per mantenere le quote di mercato, per mantenere i visitatori, gli espositori, gli organizzatori, coloro i quali ci danno da mangiare. Quelle sono le nostre risorse. Se le perdiamo ora… e potremmo perderle per qualsiasi motivo, se non facciamo al meglio il nostro lavoro sia negli uffici, che nei cantieri, che in quartiere, non li recuperiamo più. Mai più. L’esperienza del Micam, di Saiedue e di altre fiere insegna. Non le recuperiamo… abbiamo costi alti e servizi spesso non all’altezza. Abbiamo colleghi che lavorano anni per far sì che nuovi eventi possano essere qui, un giorno. Se ognuno di noi, chi di più o di meno impegnato direttamente sul campo fa il suo, anche con spirito di sacrificio, forse ci rimangono, altrimenti passano e vanno… e noi rimane il classico pugno di mosche in mano. Vogliamo questo? Vogliamo proprio fare questa fine?

  5. editor ha scritto:

    Bene, caro Libero Pensatore: se ieri ti avevo ringraziato per esserci venuto a trovare, oggi il ringraziamento è doppio, condito da qualche piccola scusa per averti inizialmente mal giudicato. D’altronde il tuo primo commento era stato piuttosto breve, se vuoi lapidario, e non mi aveva fornito molti spunti per riuscire ad entrare nella tua personalità, che adesso mi sembra proprio quella del full-time tipo, con cui mi aspetto di poter riuscire a comunicare (e ti garantisco che ci provo, a volte faticosamente, da parecchio tempo).

    Parecchi anni di esperienza fiera (non ti cito invece i miei perché quasi… mi vergogno, dovrei andare nel Paleolitico), impegno nella propria attività, fiducia nell’azienda in cui la svolge: mi auguro che naturalmente i tuoi sforzi siano stati anche puntualmente gratificati dai tuoi superiori, com’è giusto che sia.

    Personalmente, nel mio excursus fieristico ho avuto la fortuna, chiamiamola così, di abbracciare diversi ruoli: e probabilmente rispetto a te ho il vantaggio (in termini di conoscenza) di aver svolto per periodi anche lunghi attività full-time, con relativo contratto. Tutto il tuo primo periodo potrei liquidarlo così: non conosco il tuo livello di inquadramento attuale ed il tipo di lavoro che svolgi, ma sono pronto in qualsiasi momento ad andare insieme dal Dottor Biagi e provare a vedere se possiamo scambiarci i ruoli (e gli stipendi) a partire dalla prossima settimana.

    Non è una boutade, te l’assicuro: per fare due conti, negli ultimi 6-7 anni, pur essendo cresciuto di grado e conseguentemente di responsabilità, il mio reddito è calato di circa il cinque per cento l’anno. Non t’esprimerò il concetto in soldi, non sarebbe carino, ma in giorni di lavoro: sul finire degli anni ’90 a fine anno avevo circa 210-215 giornate, che considerando festivi, straordinari ed indennità varie, effettivamente mi permettevano di guadagnare all’incirca come qualcuno dei tuoi compagni di stanze, lavorando meno giorni. Poi naturalmente dovremmo andare a vedere chi sarebbe stato disponibile ad alzarsi per lunghi periodi alle 5, dire addio alle feste con la famiglia, fare anche quaranta giorni di seguito senza riposi ecc., ma non importa perché questo è il PASSATO.

    Qual’è il presente? E’ fatto di consapevolezza che ad ogni manifestazione persa (e come ti sei reso conto, negli ultimi anni sono state parecchie, anche di dimensioni importanti) tu probabilmente ti allarmi un po’ perché l’Azienda cala di importanza e perde quote di mercato; io invece mi allarmo un po’ di più perché i giorni persi mi vengono automaticamente decurtati dalla programmazione dell’anno successivo, con relativa erosione del reddito. E ti garantisco che non ho neanche il conforto di poter tornare due mesi al paesello natio, perché sono nato a Bologna, per la precisione Villa Erbosa: tutto questo forzato tempo libero, se vuoi sono disposto a scambiarlo con te in qualsiasi momento.

    Credi che continuare a fare onestamente il proprio lavoro, impegnarsi nei confronti dei clienti, sia sufficiente quando ti rendi conto che comunque la tua azienda è disposta a dare 350.000 euro all’anno a chi fa sconquassi (non è una valutazione mia, ci mancherebbe, ma dell’attuale Presidente), ma se si tratta di comprarti un paio di scarpe che devi usare tutti i giorni sceglie quelle che provocano escoriazioni e tagli (anche questi sono certificati, purtroppo), solo perché sono quelle che costano meno sul mercato?

    Veniamo ora al discorso disciplinare/comportamentale. Come ti ho detto (scritto) più su, ho avuto la fortuna di coprire diversi ruoli all’ombra delle Torri di Kenzo. Guarda caso, sono stato anche poco più di quattro anni nel CDA (ovviamente, Consiglio d’Azienda, non d’Amministrazione). E sai cosa ti dico? Che in quei quattro anni non è mai, mai successo che qualcuno si sia opposto o abbia cercato di ricusare giusti provvedimenti disciplinari nei confronti di colleghi che non avevano svolto adeguatamente le proprie mansioni.

    Ho visto invece (prima, dopo e durante) molte situazioni in cui un Ispettore presentava per via interna un rapporto nei confronti di quelli che tu chiami fancazzisti, che regolarmente non aveva esito. Ho visto Ispettori e Responsabili vari chiedere ai propri superiori (che, ti garantisco, non sono part-time) di prendere una posizione ferma e decisa nei confronti di qualcuno di questi che aveva davvero esagerato: risultato, il funzionario si faceva di nebbia, o a volte addirittura prendeva le loro difese.

    Vedi quindi che mi sento assolutamente autorizzato a respingere le accuse di lassismo al mittente, e non sono in grado di rispondere alla tua domanda ‘Se fossi un part-time mi chiederei il perché devo dividere i risultati aziendali con un gruppo di cialtroni’ ecc: o meglio, ho naturalmente le mie opinioni sul perché questo avviene, ma non posso sentirmene responsabile come categoria.

    In altre parole, se uno ha il famoso bubbone di cui parli, di solito va dal medico per farselo togliere: se il medico rifiuta di operare, sei pronto a scagliarti sul malato perché non se lo estirpa da solo a morsi?

    Caro Libero Pensatore, non conosco le tue opinioni politiche e non mi interessano (sono abituato a valutare le persone per come si comportano, non per l’etichetta che hanno sulla giacca), ma perdonami se non sono mai stato favorevole a giocare col qualunquismo, a sparare nel mucchio anche se per difendersi. Non è firmando questo tipo di lettera che si possono risolvere i problemi, non è gettando discredito su tante brave persone che si può pensare di curare le ‘mele marce’. L’effetto che si ottiene è semmai il contrario, continuare a disincentivare chi nonostante tutto sceglie ancora di impegnarsi. Oltre che, naturalmente, fornire un’ulteriore arma a chi sta elaborando progetti di ristrutturazione più o meno sanguinosi. Gli strumenti per curare questo tipo di problema alla radice (ammesso che attualmente sia quello più importante per la nostra azienda) nel contratto ci sono già tutti: basta aver voglia di usarli.

    E per finire (si fa per dire), sfrutto ancora la mia esperienza di CDA per provare a confutare quello che veramente mi sembra il pregiudizio più diffuso nel tuo ambiente. Sul tema dell’indisposizione: basta, per favore basta credere alle favole! E’ assolutamente vero che questo istituto contrattuale viene usato molto di più dai part-time che dai full-time. E’ assolutamente falso che i picchi di assenteismo correlati alle sole indisposizioni siano superiori a quelli di altre aziende di pari grandezza.

    Quello che avviene realmente è questo (dati forniti a suo tempo, dopo molte richieste, dalla Direzione): esiste un gruppo numericamente esiguo di lavoratori part-time, ti sto parlando di non più di quindici persone, che ne fa un uso veramente abnorme, alzando la media per tutti. Non ti pare ancora il solito discorso, un tentativo di prendere i torti di pochi per gettare discredito su tutti?

    Detto questo, e ricordandoti che da qualche anno esiste comunque un meccanismo in base al quale più assenze di questo tipo fai, più il famoso Mol viene decurtato di conseguenza (quindi: più scegli di stare a casa, meno guadagni), ti assicuro che personalmente io baratterei volentieri questa benedetta ‘indisposizione’ con qualche soldino in più. Ma naturalmente non faccio media: per la cronaca, nel 2007 ho fatto 0 giorni di malattia – 1 di indisposizione, conseguente ad un piccolo scambio di idee con un mio superiore che mi ha fatto salire di parecchio la pressione arteriosa, ed ho preferito andarmene per evitare guai peggiori (dopo un’ora naturalmente avevo il medico fiscale a casa, ma questo è un altro discorso :wink: ).

    Non cambio quindi di una virgola il senso del mio precedente appello: continua(te) a comunicare, a scambiare informazioni con chi tutti i giorni vive situazioni diverse, e ti renderai conto che dietro la facciata, dietro la maggior parte delle fregnacce che vengono fatte circolare ad arte, esistono realtà un tantino differenti.

    Ah, dimenticavo: non scordarti il mio discorso iniziale! Quando ci hai riflettuto un po’ su e ti senti pronto, andiamo assieme da Biagi a vedere se si può fare il famoso scambio, che so, magari anche solo per tre mesi. Sono sicuro che tu ci guadagneresti parecchio in consapevolezza (ed io in eurini, che non fanno appunto schifo :mrgreen: )

  6. Libero Pensatore ha scritto:

    Bah… é proprio vero che non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire e non c’é peggior cieco di chi non vuol vedere… la tua riposta mi ricorda tanto le tre scimmiette “non vedo”, “non sento” e “non parlo”. Io ti parlo del lassismo dell’azienda e tu rimandi al mittente le “mie accuse“… ti dico che i buoni e i cattivi non sono tutti dalla stessa parte e mi espongo (addirittura!) ad affermare che se la Fiera ha ottenuto e mantenuto la sua posizione é anche per merito di quei part-time che ce la mettono tutta e tu mi rispondi parlando del “discredito gettato su tante brave persone“… ti ho fatto molte domande alle quali, nel merito, non hai provato a rispondere neppure ad una sola. Proprio come le tre scimmiette.

    Ti saluto, ringraziandoti dello spazio che mi hai concesso: mi permetto solo di dirti che credo che sì valga la pena di continuare a fare onestamente il proprio lavoro a prescindere da quanto l’azienda decida di pagare l’amministratore delegato. E che, personalmente, se il medico non mi cura mi avvalgo della facoltà di cambiarlo, senza farmi tante seghe mentali.

    Ah… dimenticavo. Il medico fiscale ha anche l’indirizzo di casa mia, tanto che quest’anno mi é passato a trovare già un paio di volte. Ormai ci diamo del tu e mi ha detto che anche lui si é veramente rotto le scatole di andare sempre dai soliti noti e da coloro i quali, invece di lavorare onestamente, preferiscono tornarsene a casa quando qualcosa non va come vorrebbero. Pagati lo stesso.

  7. editor ha scritto:

    Boh! Ho l’impressione che tu abbia confuso la mia valutazione generale su chi ha scritto e sottoscritto la lettera, ed i relativi effetti che ne scaturiranno, con quella che potrei fare sulle cose che hai scritto qui. Sicuramente è colpa mia, anche se mi son preso parecchio spazio (forse troppo), probabilmente non sono stato abbastanza lucido.

    Allora stavolta provo a dirtelo proprio in due righe: se vuoi che chi fa onestamente il proprio lavoro sia premiato, chi non ha nessuna voglia di farlo sia punito o nei casi peggiori sia allontanato, siamo dalla stessa parte.

    Se vuoi fare di tutta l’erba un fascio, contrapporre fra di loro lavoratori della stessa azienda, farti ottenebrare dai pregiudizi senza andare in fondo alle cose, preparare il terreno magari allo scorporo in realtà diverse (che è poi il rischio maggiore, dalla nascita della Spa in poi), allora scusami ma siamo ancora molto distanti.

    Il motivo per cui non ho risposto alle tue domande lo puoi trovare all’inizio: non ho nessuna, ripeto nessuna intenzione, di cadere nella trappola di chi ha scritto la lettera. Lo capisci o no che questo è proprio l’effetto che si aspetta? Tu mi parli chi non ti ha guardato al CPD o ti ha fatto attendere due minuti prima di darti il tiro a Costituzione, e ora io dovrei mettermi ad elencare tutte le magagne tue o dei tuoi colleghi (e ne conosco anch’io parecchie)??

    Sono convinto, o almeno mi auguro, che tu sia in buona fede: un tantinello disinformato, ma in buona fede.
    Avresti però dovuto spiegarmi come si fa a cambiare un capo così come si può fare col medico: se conosci un sistema semplice, è assolutamente ben accetto. O come si può farlo ragionare quando non ragiona: fra prenderlo a sberle (e magari poi pentirmene), o invece andare a casa a cacciare dei pugni sul muro, restando tre giorni col magone, di solito preferisco la seconda soluzione… dipende dai giorni, però.

    Bene, grazie per il quadro che ci hai fornito, non voglio trattenerti ancora: in fin dei conti, come hai già rilevato, io a quest’ora sono assolutatamente padrone della mia vita, mentre tu per giocare con le tre scimmiette hai dovuto perdere tempo prezioso (e, suppongo, ben retribuito).

  8. marco ha scritto:

    Ho riletto la lettera incuriosito dalla quantità dei commenti e ho notato che il personale a tempo pieno viene indicato come “personale di struttura”, mentre il personale a tempo parziale come “personale di manifestazione”.

    Mi pare che anche quella sia una struttura ed infatti nel corso della lettera anche il personale di manifestazione viene quasi parificato. nei termini, ai colleghi.
    Ma forse che tutti gli uffici, non sono organizzati dall’azienda con pari dignità, in strutture ?

    Ignoranza mia, forse si usa così in “sindacalese”.

    Leggendo la “firma”, la memoria mi è andata a quando leggevo i comunicati di un non meglio identificato gruppo di lavoratori nella bacheca, vicino al marcatempo, presso lo spogliatoio del personale di manifestazione di cui facevo parte, all’epoca, diversi anni fa.
    Adesso, come allora, non sapevo chi fossero gli autori e dato che non avevano voluto presentarsi me ne importava il giusto, per altro molto raramente qualcuno mi ha chiesto di siglare un testo e più raramente ho firmato.

    In questa occasione ero in ferie e al mio rientro ho sentito solo l’eco del testo soffiare per i corridoi e i vialetti. Cosa un pò spiacevole, mi è parso che qualcuno avesse deciso per me, in un primo tempo; che per lo meno la cosa non fosse stata organizzata a dovere, ripensandoci.

    Mai dire mai, ma credo che difficilmente i latori della presente o di un’altra, avrebbero potuto portare in “esposizione riservata” la mia firma su di un foglio; se giudico in un dato modo una faccenda tanto poi da dichiararlo per iscritto, non c’è persona davanti alla quale non la possa sostenere.
    E non si può nemmeno pensare che chi ha firmato non vedesse i concetti condivisi e manifestabili all’interno del gruppo a cui appartengono, volenti o nolenti. Altrimenti, mi spingo a ponderare che non fosse stata da loro considerata possibile una comunicazione “riservata-personale” con il destinatario di questa missiva.

    Curiosità pedissequa, chissà se tutti coloro che hanno firmato, sanno chi l’ha firmata.

    Ho già una discreta esperienza, almeno temporale, all’interno dell’azienda, diversi lustri s’affastellano anche se non sono sempre stati momenti splendidi e lucidi, comunque non tornerei tra il personale di manifestazione nemmeno se ritornassero i tempi d’oro degli anni ’90; tanti giorni lavorativi, meno confusione, tanti colleghi con cui, in teoria, dividere la fatica.
    Non mi fa gioco “il deserto dei tartari” vissuto nei tempi morti, preferisco aver da fare e farlo ma non la considerazione da “minimo comune denominatore” che si riceve in un gruppo nutrito.

    Cari Libero Pensatore ed Editor vi leggo distanti e diverso da così non potrebbe essere, il lavoro e le esperienze lo sono, dalla libera autonoma gestione al gestito fra tanti e relativa poca autonomia per es.
    dal pensare, proporre, risolvere, all’attendere, ricevere, fare.

    Trovato un canale utile, manteniamo e sviluppiamo il confronto, con dei rapporti scambievoli in merito all’esperienza e alle idee che ognuno può portare, si costruisce la realtà sempre poco alla volta; i cinesi, di cui si sente molto parlare, hanno un proverbio fra i tanti, “un lungo viaggio è fatto da tanti piccoli passi”, forzatamente dobbiamo lavorare assieme finchè possiamo e vogliamo, altro modo di risolvere la non rosea situazione non ne conosco, ad majora !!

  9. editor ha scritto:

    OK Marco, grazie di aver portato anche la tua esperienza, con la consueta pacatezza: stavolta solo poche righe se no rischio di saturarlo, il ‘canale utile’ :wink:

    Quello che davvero non riesco a comprendere in tutto ciò è questa sicurezza nell’attribuire patenti alle persone: chi fa un lavoro a tempo pieno ha scelto di fare quadrato attorno all’Azienda, chi invece fa un lavoro (in certi casi molto, ma molto simile) a tempo parziale ruba lo stipendio.

    Sarebbe invece sufficiente riflettere sul fatto che la maggior parte di questi ultimi, la possibilità di scelta che hai avuto ad esempio tu non l’hanno avuta. Semplicemente questo. Mentre molti di quelli che l’hanno avuta si sono dimostrati altrettanto efficienti dei nuovi colleghi, anche se provenivano dal losco mondo dei fancazzisti.

    Si preferisce invece credere alle favole, a com’è bello scappare a luglio al paesello col portafoglio pieno, quando invece da anni la realtà è assolutamente diversa. E qualcuno nel frattempo ci guarda tutti, e se la ride… :sad:

  10. Elisa ha scritto:

    Trapela quasi odio dai commenti di “libero pensatore”,il quale forse non ha ben chiaro lo squallore con cui il tutto è stato ordito.Sembra astioso il suo modo di scrivere.Quella lettera non era destinata ad essere “pubblica”.Si pugnalano i colleghi (perchè questo siamo,che gli piaccia o meno)alle spalle,senza considerare che l’azienda,se vuole ha tutti gli strumenti per “riprendere”i “fancazzisti”,allora non vedo perchè infamare una categoria di lavoratori per richiamare all’ordine un’azienda lassista.
    Condivido con Editor l’invito a “libero pensatore”ad andare dal Dr.Biagi per un bel cambio di contratto,perchè posso assicurargli che con un part time a 400 ore,senza chances di avanzamenti/estensioni è dura sbarcare il lunario.
    E chiedo a “libero pensatore” di rileggere bene quella lettera,che parla di “dipendenti non di rado contrapposti agli interessi dei nostri clienti”,”…vieppiù inadeguati ad offrire i servizi che una clientela sempre più sofisticata richiede”!Mai chiesto che strumenti offre l’Azienda per offrire questi servizi?Mai chiesto che competenze ha e che ruoli svolge EFFICACEMENTE il personale di manifestazione?
    Per il resto condivido appieno il pensiero di Editor e Marco,e a loro mi riallaccio,giacchè sono più diplomatici di me.

    Una Hostess a 400 ore

  11. editor ha scritto:

    Oddio, forse sono più diplomatico di te, ma in generale non è che me la cavi poi così bene!!! :lol: :lol:

    Credo invece che se non avessi il viziaccio di dire spesso quello che penso, forse in passato mi farei fatto meno sangue amaro e qualche amico in più (o qualche nemico, a volte anche influente, in meno).

    Ad ogni modo questa cosa sta prendendo una piega che davvero non mi aspettavo, e la striscia di questo articolo di riapertura (come mi ha già mostrato qualche temerario che se l’è stampato per leggerselo con calma) si avvicina ormai pericolosamente alle dieci pagine… :shock:

    E’ quindi quanto mai opportuno che mi metta a fare interventi brevi, provando a lasciar spazio ad altre voci: se qualcun altro dei tanti colleghi che ci stanno leggendo (lo vedo dalle statistiche) vuole lasciare la sua opinione, qualsiasi sia, è ben accetto. Nessuna censura, a meno che non si usino termini da codice penale, e per chi non se la sente di usare il suo nome basta uno pseudonimo qualsiasi.

    Ciao Elisa, e per ora grazie!

  12. Fuori dal coro ha scritto:

    PREMETTO: io questo sito ogni tanto me lo leggo da casa da dove scrivo ora, perchè in azienda ho altro da fare .
    Non mi interessa fare polemica, anchè perchè non sono qui da ventanni come il collega e non sono sicura di conoscere bene tutte le varie situazioni lavorative . Ma penso una cosa: anche se la lettera forse stata eccessiva col tono, ci sarà un motivo perchè in cosi tanti hanno firmato, no ? O qualcuno ha messo un virus nell’aria condizionata che ci fa impazzire tutti ? Scusate, se queste impressioni sono così diffuse, un problema c’è . Allora è meglio tirarlo fuori e cercare di risolverlo altrimenti CI RIMETTIAMO TUTTI . Statemi bene

  13. editor ha scritto:

    Sono d’accordissimo che i problemi vanno affrontati apertamente, anche se naturalmente una qualche priorità deve esistere: tre zanzare tigre che ti beccano la stessa mattina ed un TIR che ti viene addosso a 90 Km. orari non fanno gli stessi danni.

    Dal mio mondo dorato di fancazzista, vedo persone estremamente disponibili e perfettamente in grado di rispondere agli interessi dei nostri clienti, considerando anche i mezzi ed il tipo di organizzazione che spesso hanno alle spalle, come credo volesse esprimere Elisa; e vedo altri a cui ogni mese viene quasi regalato lo stipendio, come credo volesse esprimere il nostro (libero?) pensatore. Ma tutto questo lo vedo in maniera abbastanza TRASVERSALE. Come ho già scritto, se c’è il famoso bubbone, diciamo un inizio di epidemia in un villaggio, non mi verrebbe proprio in mente di chiedere che ne venga raso al suolo un determinato quartiere.

    Sono sicuro che non hanno messo niente nell’aria di certi uffici, i pregiudizi sono già così vivi che non hanno bisogno di ulteriori additivi. Ma se ti schieri con la ‘maggioranza’ a prescindere, anche se ammetti di non conoscere bene le situazioni, ho impressione che invece nel coro ci sei, a pieno titolo.

    Stammi bene anche tu!

  14. marco ha scritto:

    Premetto che non sono più in quartiere direi da 8 anni, se ricordo bene, quindi mi riferisco al passato.

    Nel trapassato remoto (fine anni ’70 – primi ’80) è pure vero che la quantità di personale di front-line fosse sovradimensionato ma il passato è passato, ed interessa solo gli storici.

    Un tir agli ingressi o in quartiere: se lo dovevo fermare non mi faceva tanta differenza se procedeva ai 90, ai 60 o ai 30 km, infatti se si fermava lo faceva quasi per farmi un piacere, se non si fermava mi faceva male anche se era un motorino, anche se mi fossi spostato in tempo per evitare l’impatto; è la riprova di diversi fatti, l’autorevolezza del personale non veniva tanto percepita dal fruitore del servizio, con i colleghi avevamo un giubettino, forse una carpetta in mano, qualcuno la radio, solo questa poteva “trasmettere”, dico al fruitore, qualche rispetto.

    Se era un pò scafato, sapeva che l’importante in quartiere come fuori, era non mettere sotto qualcuno, per il resto poteva provare a fare grosso modo quel che gli pareva.
    Nel mio ricordo l’unico modo per cercare d’influire sui comportamenti degli allestitori e poi anche per gli espositori, era di sollecitare in loro uno spirito civico, ovvero dire:
    “…. ma se tutti fanno così !!”
    altre possibilità per dare concretezza a quanto mi veniva chiesto di realizzare non ne avevo, alla fine delle ore di lavoro non potevo dire d’essere contento, di avere realizzato qualcosa di buono, potevo dire d’aver “lottato” questo sì ma con almeno una mano legata dietro la schiena !

    In buona sostanza avevo una valenza informativa ma nulla più.

    Assicuro poi che la situazione ambientale non era da sottovalutare, provare per credere; generalmente in piedi, sopportando il meteo con l’odore di nafta nei vestiti.
    Questo vale fino alla fine degli anni ’90 il resto mi pare sia stato già detto, dopo non so; preferisco siano altri a raccontarlo che lo conoscono meglio.

  15. Libero Pensatore ha scritto:

    Caro Marco,
    tu sì, se passava il famoso tir, ti dovevi spostare in tempo, perché – anche in quel trapassato remoto – passavi il tuo tempo in fiera lavorando… ed io che, ti conosco bene, so che non hai smesso di farlo e so anche quanto ti pesassero i tempi morti del lavoro. Non a caso sei riuscito, con il tuo naturale entusiasmo e la voglia di fare, ad arrivare a dove sei arrivato ora, a fare quello che stai facendo ora. Molti altri, e lo sai bene, non hanno mai rischiato di farsi passar sopra neanche da una bicicletta. Salutoni

  16. Libero Pensatore ha scritto:

    “Dimenticavo: in TUTTI questi sfortunati ‘incidenti’ (per ora ne ho in mente almeno una decina) l’Ente prima e l’Spa poi non ha MAI preso ufficialmente posizione. Ovvero: non mi sarei certo aspettato che dovendo scegliere fra un fancazzista e il proprietario di una grossa conceria, si scegliesse di contrapporsi agli interessi dei nostri clienti, non sono così ingenuo. Ma ti assicuro che in certi casi i responsabili di… essere stati condotti al Pronto Soccorso sono stati poi trattati come sembri considerarli tu: semplici portatori di problemi.”

    Mio rancoroso Editor, qui menti sapendo di mentire:mrgreen:

    Vogliamo fare un giro fra gli armadi della direzione del Personale per rileggerci insieme le pratiche, anche legali, seguite a questi malaugurati incidenti? Forse sei male informato… o, forse, semplicemente disinformato… o, più probabilmente, continui a fare scientemente disinformazione.

    Invece di Editor, potresti farti chiamare Berluschino, visto che utilizzi a tuo uso e consumo questo sito (a differenza di tutti gli altri del tuo “network”) per diffondere il tuo verbo, verbo fatto di quelle che sembrano limpide verità e invece sono, ahinoi, squallide menzogne, arrogandoti il diritto di parlare a nome di tutta la “categoria”.

  17. editor ha scritto:

    Ahi ahi ahi! Proprio tu, che nei commenti precedenti hai dimostrato una così ampia (e singolare) conoscenza della nostra vita di quartiere, mi caschi su un argomento così banale?

    D’accordissimo su quello che pensi di Marco, ma esiste anche una nutrita casistica di colleghi investiti da mezzi durante il servizio: e non certo da biciclette, ma da auto, furgoni, muletti. Una parte di questi, chiamiamoli così, ‘contatti ravvicinati’ sono da imputare a colpa, altri a dolo. E’ proprio così, può sembrare strano a chi non ha vent’anni di esperienza come te, ma qualcuno che si ostinava a tenere fuori veicoli che non avevano titolo per entrare è stato letteralmente arrotato.

    Io stesso, quando ero ancora Ispettore, una volta all’ex-Identicar ho avuto l’onore (secondo quelli che mi sembrano i tuoi standard mentali) di veder sgommare e fare la mossa di saltarmi addosso, frenando poi a pochi centimetri, l’autista di una Mercedes che avevo appena invitato – con la massima civiltà – a fare marcia indietro per andare all’ingresso giusto. Trascuro le decine di aggressioni verbali, che anni di esperienza ed i recenti corsi ci hanno insegnato a gestire nel modo migliore (non è difficile, basta essere buoni incassatori).

    Poi si potrebbero menzionare tutti gli episodi di chi agli Ingressi, solo per fare il proprio dovere, è stato schiaffeggiato, preso a calci nei testicoli (chiedere al nostro fotografo), picchiato più o meno selvaggiamente, magari (come è avvenuto pochi mesi fa al Blocco Michelino) solo perché un esagitato è rimasto coinvolto nel traffico che c’è a Lineapelle, e voleva sfogarsi un po’. Ed in questi casi, come sai, è più facile aggredire il primo fancazzista in divisa che si incontra, piuttosto che salire da te ad inoltrare proteste formali.

    Dimenticavo: in tutti questi sfortunati ‘incidenti’ (per ora ne ho in mente almeno una decina) l’Ente prima e l’Spa poi non ha MAI preso ufficialmente posizione. Ovvero: non mi sarei certo aspettato che dovendo scegliere fra un fancazzista e il proprietario di una grossa conceria, si scegliesse di contrapporsi agli interessi dei nostri clienti, non sono così ingenuo. Ma ti assicuro che in certi casi i responsabili di… essere stati condotti al Pronto Soccorso sono stati davvero trattati come sembri considerarli tu: semplici portatori di problemi.

    E’ questo dunque il motivo di grande orgoglio per tutti noi?

  18. editor ha scritto:

    Ma lo sai che invece stavolta è proprio il contrario? E’ vero che a volte non riesco a mandare giù certi soprusi a cui assisto; ma stavolta, sarà l’ambiente del POSTFIERA (in cui – a differenza di un’Azienda – un superiore non ha necessariamente sempre ragione solo per il fatto di esserlo), sto davvero cominciando a divertirmi!

    Rivediamo assieme il tuo profilo, vuoi?
    - hai scelto fin dall’inizio di stare nell’ombra, ovvero di scrivere quello che ti pare ed eventualmente offendere chi non ti piace senza pagarne dazio: io come sanno tutti mi chiamo Stefano; chi sono Marco, Elisa, soniachioccariello, Maria Grazia, Monica, Tiziana ecc lo sappiamo bene entrambi;
    - non vuoi

    entrare nel merito degli argomenti che porti… non sarebbe corretto, non conoscendo le situazioni.

    e poi alla fine, un tassello per volta, dimostri di essere quello che invece ne sa di più di tutti noi; ed ora esce che hai addirittura accesso agli armadi della Direzione del Personale! (che, forse nella foga non te ne sei reso conto, è un po’ come lasciare la firma);
    - sottoscrivi e difendi un documento in cui, sostanzialmente, viene rimproverato ad un intero gruppo di lavoratori lo scarso rendimento e li chiami fancazzisti, poi continui a venire qui in quello che per te è orario di lavoro: almeno l’amica Fuori dal coro ha aspettato di leggere e scrivere le proprie opinioni da casa!

    Io qui non mi sono mai arrogato il diritto di parlare a nome di una categoria, mentre qualcuno, 70-80 persone per l’esattezza, si sono arrogate il diritto di provare a sputtanare un’intera categoria. Su questo sito scrive chi ha qualcosa da dire, non è il network di nessuno: il tuo paragone con Berlusconi potrebbe onorarmi (in termini di influenza, non di opinioni), ma purtroppo io di dipendenti a libro paga non ne ho neanche uno.

    Ho cominciato a risponderti ritenendo che tu fossi in buona fede, poi ho cominciato ad avere qualche dubbio, adesso dopo queste ultime dichiarazioni direi che di dubbi non ne ho più nessuno: e comincio veramente a credere che, con un po’ di fortuna, si potrebbe anche pensare di aver individuato da dove proviene la famosa lettera.

    Per la cronaca, nel punto che hai citato, non mi riferivo a pratiche nei confronti di poveracci che, lavorando 12-15 ore al giorno, hanno provocato incidenti per totale mancanza di lucidità (questi purtroppo non sono solo una decina): ma all’assoluta mancanza di azione nei casi dolosi. E come sai meglio di me, questi ultimi corrispondono spesso ai pesci grossi… ovvero ad una casistica che va dal proprietario di conceria all’organizzatore di importanti manifestazioni, quelli sì affetti dalla sindrome da Berluschino di cui parli.

    Ora mi rendo perfettamente conto che non sei venuto qui per portare onestamente il tuo contributo ad una discussione, ma solo per cercare di mescolare ulteriormente le acque, e magari accentuare quel tentativo di ‘divaricazione’ a cui sottende la famosa lettera. Personalmente, se penso a qualcuno che prova ad usare indebitamente network per diffondere il proprio verbo, mi viene in mente un ‘piccolo’ funzionario che a questo punto dovresti conoscere: quello che tempo fa usava le mail aziendali per diffondere a pioggia la propria interpretazione degli incontri sindacali a cui aveva partecipato.

    Con un’unica differenza: lì si sfruttava la propria posizione e non c’era possibilità di replica. Qui invece c’è ed eccome, perché, come scrivevo all’inizio, SIAMO TUTTI UGUALI: contano gli argomenti, le idee, e non certo il livello aziendale.

    Mi auguro comunque che tu abbia raggiunto i risultati che ti eri prefisso; ma ti consiglierei di provare a rilassarti maggiormente, almeno quando l’oggetto dei tuoi scritti non sono disposizioni di servizio: come sai, l’ipertensione è sempre in agguato.

  19. Libero Pensatore ha scritto:

    E’ normale che quando non si hanno argomenti validi si scivola nelle provocazioni, nei pretesti, nella “propaganda” e nei proclami, perché aiuta a sviare l’attenzione generale dalle questioni di merito. E’ già la seconda volta che, in qualche modo, neanche troppo velato, mi accusi di passare il mio tempo lavorativo a cazzeggiare leggendo il sito del post-fiera… una cosa che i poteri da “piccolo grande fratello” che lo StartCounter ti mette a disposizione ti permettono, con crassa soddisfazione, di fare. Ti piace tener controllato il tuo piccolo impero, vero? Basta un cookie inviato nel computer e… voilà… sai vita, morte, miracoli e collegamenti internet di chi ti viene a trovare. Roba che se l’Azienda si permettesse di fare coi dipendenti ci si appellerebbe subito al Quinto Emendamento, alla Convenzione di Ginevra ed allo Statuto dei Lavoratori.

    Massì, lasciamo intendere che “Libero Pensatore” sia un vero fancazzista, uno che – pensa! – passa il suo tempo lavorativo a sbirciare il sito del Post Fiera per vedere quali “nefandezze” vi si trovino… minimo minimo perderà di autorità, di autorevolezza e per tanti sarà allora irrimediabilmente quello che predica bene ma che razzola male… :idea:

    E’ evidente che l’accusa

    hai scelto fin dall’inizio di stare nell’ombra, ovvero di scrivere quello che ti pare ed eventualmente offendere chi non ti piace senza pagarne dazio: io come sanno tutti mi chiamo Stefano; chi sono Marco, Elisa, soniachioccariello, Maria Grazia, Monica, Tiziana ecc lo sappiamo bene entrambi

    l’ha scritta Mister Hide, mentre l’affermazione

    E’ quindi quanto mai opportuno che mi metta a fare interventi brevi, provando a lasciar spazio ad altre voci: se qualcun altro dei tanti colleghi che ci stanno leggendo (lo vedo dalle statistiche) vuole lasciare la sua opinione, qualsiasi sia, è ben accetto. Nessuna censura, a meno che non si usino termini da codice penale, e per chi non se la sente di usare il suo nome basta uno pseudonimo qualsiasi.

    sarà il frutto del buon Doctor Jeckill ? No… aspetta… forse… ma ovviamente dire che

    SIAMO TUTTI UGUALI

    vale solo per chi si schiera da una certa parte, ha le stesse idee e lo stesso conformismo?
    Massì, scriviamo pure che “Libero Pensatore” può eventualmente offendere, così qualcosa appiccicato gli rimarrà: fancazzista e pure pronto all’offesa!

    Pensala pure come ti pare “Editor” e prenditi il diritto di dileggiare chi ti pare, dopotutto siamo in democrazia e, se ti piace divertirti così, continualo pure a farlo.

    Quello che invece non fai e non farai (e, purtroppo, non fanno neppure gli altri colleghi) sarà rispondere nel merito alle domande che vi poniamo. Ma non e non solo a quelle scritte qui al seguito del provocatorio “Si riapre”. A quelle che, giornalmente, Vi chiediamo sul “lavoro”.

    E sinché continuerete a comportarvi come gli orchestrali del Titanic che continuavano a suonare nonostante tutto, credo proprio che certe risposte, date da questi comportamenti, non arriveranno mai. O forse troppo tardi. Volete BolognaFiere come l’ALITALIA? Io no, e come me, non lo vogliono tutta quella maggioranza silenziosa ed operosa che si riconosce in certi valori che non sono munger la mucca fino a consumarle le mammelle. Te lo assicuro.

    In quanto all’idea che ti sei fatto di me… beh… non potresti essere più lontano dalla realtà.

    So che questo ti ruga un pò, ma continua pure a tenermi controllato… chissà che una volta di queste non imparerai chi sono. Dopotutto sei tanto padrone della tua vita:wink:

  20. editor ha scritto:

    Eh no, non te la cavi così: ormai la frittata l’hai fatta! :lol: :lol: :lol:
    Lo sai una cosa? Ci hai fatto capire chi sei più con quest’ultimo commento che con tutto il resto! :mrgreen:

    Detto questo, per me la discussione con te si chiude qui. Non perché non ho degli argomenti validi (e per validi qui intendo cose di cui si è assolutamente sicuri perché le si è provate sulla propria pelle, e nessun INTERESSE materiale a sostenerle, semmai il contrario: io ad esempio, guarda caso, non ho incentivi se riesco a ridurre il numero dei fancazzisti in quartiere), ma perché è diventata veramente sterile, una specie di esercitazione retorica.

    Ora che abbiamo avuto il piacere di sapere chi sei realmente, e le tue motivazioni sono finalmente diventate più chiare, c’è il rischio che questa diventi una specie di querelle personale, che non mi offre più alcun stimolo, in particolare su queste pagine. Tutto quello che viene fatto su questo sito è assolutamente trasparente, discorso statistico compreso: potresti dire la stessa cosa delle tue attività?

    Rileggi quello che hai citato, Jekill ed Hide sostengono la stessa cosa: che contraddizione c’è nel dire che i contributi di tutti sono bene accetti, ed anche i timidi e quelli che non si vogliono esporre possono usare uno pseudonimo, e poi accorgersi che invece c’è qualcuno che usa, anzi abusa di questi strumenti da vera democrazia (magari esistessero altrove) per lanciare affermazioni offensive e scurrili?

    Nella lettera all’AD che hai firmato, e magari prima hai scritto, ci sono dichiarazioni pesanti, toni pregiudizievoli, ma nessuna offesa: i tuoi scritti qui sopra invece ne sono infarciti. Avresti scritto le stesse cose firmando col tuo nome e cognome?

    La discussione con te, quindi, per ora finisce qui: se non esageri, continuerò a pubblicare i tuoi interventi (credo sia ingiusto privare i lettori dello spettacolino che tuo malgrado ci stai offrendo), ma non ti risponderò più in questa sede.

    Può darsi però che ci si rincontri molto presto (pochi mesi), in una sede in cui i bluff fanno poca strada, e può darsi anche che tu e gli interessi che rappresenti dobbiate rimpiangere di avermi, diciamo, rianimato: come webmaster di un sito che per la prima volta, dopo tre anni di vita e con molti tentennamenti, si è azzardato a toccare un argomento che comunque ci riguarda tutti non dovrei poi darti così tanto fastidio.
    In altri ruoli (chiamiamoli rappresentativi) magari un po’ di più, ricordi?

    Buona serata (coraggio, fra poco verrà anche per te l’ora di tornare a casa), e buon proseguimento!

  21. Libero Pensatore ha scritto:

    Mio caro Editor,
    sei fuori strada, ti ripeto. Io oggi non ero a lavorare… ti ho sempre scritto da casa. :!:
    Non ti arrabbiare, ma conta fino a dieci prima di far lavorare il neurone, basta controllare l’IP :mrgreen:

  22. marco ha scritto:

    Mi verrebbero da dire tante cose come per es. che

    1) le idee sono belle perché sono diverse ma che l’importante per me è che siano allo stesso livello e non parlo di libertà perché quella assoluta non esiste, ci può essere solo una rincorsa a lei, un avvicinarsi ma non la si raggiunge;

    2) qui c’è la “libertà” di non presentarsi e di parlare solo appunto di idee sotto pseudonimo ma credetemi che come da studi universitari la comunicazione (relazione paritetica fra pari, ovvero al 50 % su tutto, altrimenti è uno dei tipi d’informazione) è molto difficile da raggiungere, quasi appunto come la libertà.
    Certo che una cosa è cercare di comunicare anche attraverso questo mezzo, con una persona che mi si presenta ed un altro con una che no, a prescindere che io sappia chi sia colei/ui a cui mi riferisco/si riferisce a me o meno, infatti il rapporto non sarebbe paritetico comunque.
    Di conseguenza i complimenti di cui ringrazio che cercherò sempre di meritare da me stesso, come da chiunque, da parte del Libero Pensatore, che utilizza appunto uno pseudonimo, hanno una valenza, da altri che si palesano, ne hanno una diversa.

    Ma vorrei tornare alla lettera;

    più su direi ci si sia espressi in merito al fatto che non tutto il personale di contatto sia riconoscibile nella stessa;
    ricordo nella mia personale esperienza che taluni colleghi, più o meno spesso, avevano comportamenti

    (cerco di non stigmatizzare una persona con il suo comportamento, tecnicamente, almeno nel mondo della scuola, questo atteggiamento aiuta ad essere i più obbiettivi possibile)

    che non definisco proprio condivisibili, anche a mio danno diretto,
    (quindi so di cosa parlo anche se coinvolto),

    pure nella lettera non mi pare si discriminino degli atteggiamenti positivi, oltre ai negativi dello stesso personale di contatto ma solo quelli positivi del personale, se ho capito bene, a tempo pieno, infatti mi pare che in un post di chi si dice favorevole alla lettera stessa si dica, se non erro, che sia necessario ‘incidere il bubbone’, nonostante tutto.

    La mia speranza, per la salvezza del posto di lavoro di quanti hanno avuto riscontri positivi dal loro impegno, è che il “medico chirugo” sappia quello che fa, a questo proposito mi viene in mente l’esempio raccolto in questo link, (secondo me è sufficiente leggere dal versetto 23 in poi),
    Sperando d’avere un rapporto proficuo con tutti i colleghi, con il lavoro e di non avervi annoiato, vi saluto, tutti.

  23. editor ha scritto:

    Ovviamente non ci hai annoiato, anche se sono convinto che per poter apprezzare al meglio il ‘fraschese’ è necessario un po’ di tempo: davvero peccato per i nuovi colleghi! :lol:

    A questo punto però non puoi tenerci sulle spine: il link non è arrivato.
    Fai così: scrivi la parola che vuoi linkare, poi selezionala col mouse, poi premi appunto il pulsante Link (è il terzo tag sopra la fila delle faccine).
    Nella finestra che si apre incolla l’indirizzo completo della pagina che vuoi segnalare.

    Attendiamo ansiosi!!! :mrgreen:

  24. marco ha scritto:

    Chiedo scusa della prolissità, di un “che” di troppo e del fatto che non ricordavo come si facesse a linkare,
    ecco il messaggio credo che dal versetto 23 sia già sufficente, saluti

  25. editor ha scritto:

    Confermo quello che ho scritto sopra, al 300%: Frasca sei un mito, e davvero peccato per i nuovi colleghi o chi comunque ti conosce poco!

    Buonanotte

  26. editor ha scritto:

    Finalmente una nota positiva: mi dicono che ieri l’Ing. Manfredini, organizzatore di CERSAIE, nel corso di una riunione tecnica con i responsabili del cosiddetto ‘Personale di manifestazione’, ha rivolto i propri complimenti per come quest’anno, nonostante l’applicazione di nuove e delicate normative inerenti la sicurezza, il suddetto personale svolge il proprio servizio in questo pre-fiera (che, a detta di tutti coloro che lo abitano, è forse il periodo dell’anno più difficile per il nostro quartiere).

    Dopo tutto quello che si è letto ed ascoltato all’ombra delle torri di Kenzo, questo elogio ‘esterno’, probabilmente sincero perché rivolto da chi conosce bene le problematiche di questo lavoro e non ha nessun interesse ad affossare od incensare l’una o l’altra categoria, contribuisce a riportare un po’ le cose nella loro giusta dimensione: e non aggiungo altro.

  27. marco ha scritto:

    Complimenti e sempre auguri di buon lavoro a tutti !!

  28. editor ha scritto:

    Oggi purtroppo è giunto un ulteriore commento del solito individuo che ha scelto di stare nell’ombra, in cui vengono lanciati pesanti attacchi personali ad una nostra collega (perdipiù sbagliando persona, ma questo è un altro discorso), che francamente non mi sono più sentito di pubblicare. Col modo di fare tipico del vigliacco che si sente protetto dall’anonimato, pare che costui continui ad aggirarsi qui intorno: evidentemente, non ha altri modi con cui sfogarsi.

    Per questo la striscia di ‘Si riapre’ viene ufficialmente chiusa, e la discussione su questi argomenti prosegue in sedi sicuramente più opportune.

    Personalmente mi sento in dovere di chiedere scusa a tutti i lettori per aver sottovalutato le intenzioni di questo personaggio, facendomi trascinare in quello che si è rivelato un batti-ribatti sterile, ed avvelenando così i toni abituali di questo sito: errore che mi impegno a non commettere ancora in futuro.


Vai alle statistiche del sito