I misteri delle alte quote
Lo studio dei processi che avvengono nella stratosfera fa tappa al Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna: oggetto del meeting le ripercussioni sulla circolazione delle quote inferiori, e le reazioni chimiche indotte da ozono e attività solare.
Come si può ben vedere nell’immagine a lato, relativa alla situazione dell’ozono centrata su oggi primo settembre 2008, sui cieli dell’Antartide si notano già i primi segnali del consueto “buco” (la macchia blu nell’immagine) che si aprirà nella prossima primavera australe.
Stratosfera, sistemi meteorologici e clima, ozono stratosferico, chimica applicata in ambito climatico, meccanismi fondamentali della circolazione nella stratosfera: questi dunque i punti cardine sui quali discuteranno 400 scienziati riuniti fino a 5 settembre al CNR di Bologna, per un meeting climatico per la prima volta targato “Italia”.
Il simposio internazionale avvierà un progetto di ricerca denominato SPARC, acronimo di Stratospheric Processes and Their Role in Climate, cioè processi stratosferici e loro ruolo nel clima. Il progetto in verità era già stato avviato nel 1992, ed è ora giunto ad elaborare un punto di convergenza che faccia chiarezza su vari punti tra i quali anche il ruolo dell’ozono nei processi d’alta quota.
L’importanza degli avvenimenti che avvengono silenziosamente sopra le nostre teste tra i 12 e i 50 km di altezza verranno analizzati, trasposti e sovrapposti alla corrispondente circolazione in troposfera (lo strato d’aria compreso tra il suolo e i 12 km circa di quota).
Tutto ciò sarà di grande utilità per lo sviluppo delle previsioni meteorologiche, non solo a breve o media scadenza ma anche a lunga gittata. L’obiettivo è quello di riuscire ad aggiungere elementi essenziali per impostare correttamente anche il nodo delle previsioni stagionali, percorso che risulta al momento bloccato soprattutto dall’impossibilità di mettere a punto modelli scientificamente validi.
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