Arriva il parco dei Prati di Caprara
I Prati di Caprara (ex-area militare di 25 ettari, sul retro dell’Ospedale Maggiore) diventeranno un grande parco pubblico, di superficie quasi pari ai Giardini Margherita. «Cambierà così il volto del quadrante nord-ovest della città, già interessato dal futuro quartiere residenziale sulle ex aree dismesse dalle Fs, dall’ampliamento del Maggiore e dal progetto di metrotranvia», spiega il sindaco, Sergio Cofferati.
Dopo uno stallo durato un paio di decenni, sembra dunque avviata a conclusione la storia infinita delle ex-aree militari: l’Agenzia del Demanio ha consegnato al Comune, «in via provvisoria», i Prati di Caprara, una delle 19 ex aree inserite nel Programma unitario di valorizzazione. «Abbiamo lavorato a lungo e in silenzio per arrivare a questo risultato — commenta Cofferati —, per restituire alla città un’oasi ambientale preziosa e ancora intatta».
Il Comune stringe i tempi: gli edifici pericolanti sono già stati demoliti dal Demanio. Ora, su una prima area di 12 ettari, inizieranno i lavori di riqualificazione. «Interverremo per una messa in sicurezza, un’accurata pulizia e per l’eliminazione della vegetazione infestante», spiega Virginio Merola, assessore all’Urbanistica del Comune. Ed «entro tre o quattro mesi — assicura Giacomo Capuzzimati, direttore operativo del Comune — una parte parziale di parco, attrezzato, potrà già essere fruibile ai bolognesi».
L’assetto complessivo e definitivo dell’area verde, che si estenderà su circa 20 ettari, sarà progettato a seguito di un concorso di idee a cui collaborerà la Fondazione Carisbo, che partecipa al progetto e ha già finanziato i primi interventi di riqualificazione. Ai confini della nuova area verde saranno realizzati alcuni interventi di edilizia residenziale. Il tutto già previsto nel nuovo Piano strutturale comunale (Psc).
A questo punto, spiega Merola, «si tratta di concludere l’iter del Puv, il progetto unitario di valorizzazione, che definisce le destinazioni urbanistiche di tutte le ex aree militari». La discussione — che definirà anche l’esatto perimetro del parco — è alla stretta finale. Si è avviato il delicato confronto con il ministero per i Beni e le attività culturali, a cui spetta «definire eventuali vincoli su immobili e aree».
Il Comune di Bologna pagherà al Demanio un canone di concessione di 24mila euro l’anno. Ma l’obiettivo finale, spiega Merola, «è quello di acquisire il parco in proprietà definitiva, come bene del demanio comunale».
Anna Patullo, assessore allo Sport del Comune, auspica «che in questa area verde sia possibile tornare anche a parlare di nuovi impianti sportivi». Ma con due corsi d’acqua (il Ravone e il Chiù) e vaste aree da anni mai toccate dall’uomo, avverte Cofferati, i Prati di Caprara presentano «zone naturalistiche con interessanti insediamenti faunistici, che andranno accuratamente preservate».
Il nuovo parco, «finalmente un’alternativa ai Giardini Margherita», servirà un’area «che ha un’assoluto bisogno di verde», commenta Sergio Palmieri, presidente del quartiere Porto. Soddisfatto dal «vedere realizzato l’obiettivo principale del programma di mandato».
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