Archivio della Categoria 'Fra storia e mito'

Tutti insieme dallo speziale!

Scritto il 2 Giugno 2008 alle 15:57 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 16% [?]

La bottega dello spezialeUn tempo i medicinali erano divisi in “semplici” (quelli cioè che, minerali, vegetali o animali che fossero, erano prodotti spontaneamente dalla natura) e “composti”, prodotti cioè dall’uomo con una mescolanza di “semplici”.

Delle piante si usavano semi, radici e foglie; la più famosa e misteriosa era l’erba “mandragora” che, si diceva, crescesse ai margini dei patiboli e ai piedi degli impiccati, concimata dallo sperma secreto da questi per effetto secondario della morte per strangolamento. Veniva usata come antispastico e sedativo.
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Rinascimento: tanto profumo poca igiene!

Scritto il 26 Maggio 2008 alle 08:08 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 20% [?]

La 'cerimonia' del bagnoAi tempi d’oro della Roma imperiale furoreggiavano bagni pubblici, bagni turchi e terme, e non c’era romano che non trascorresse una parte della sua giornata nelle avvolgenti acque del tepidarium, per poi tonificarsi con quelle gelide del frigidarium.
I bagni pubblici erano un luogo di aggregazione dove uomini e donne trascorrevano il proprio tempo chiacchierando, mangiando, bevendo e … non solo!

Il Rinascimento ereditò, invece, dal medioevo una profonda diffidenza nei confronti del corpo, anche se al contempo veniva esaltato il culto del bello e la riscoperta del nudo (ovviamente a livello artistico).
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C’era una volta Bologna a tavola…

Scritto il 19 Maggio 2008 alle 22:11 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 17% [?]

Panoramica di BolognaBologna ha da sempre l’appellativo di “la grassa” che le è stato universalmente attribuito per la bontà dei salami e dei salsicciotti che vi venivano prodotti.

Ortensio Landi, che vi studiò medicina, nel 1545 dichiarava con entusiasmo: “Non mi voglio scordar d’avvertirti che in Bologna si fanno salsicciotti i migliori che mai si mangiassero; mangiansi crudi, mangiansi cotti e a tutte l’ore n’aguzzano l’appetito; fanno parere il vino saporitissimo ancora che svanito e sciapito molto sia: benedetto chi ne fu l’inventore, io bacio e adoro quelle virtuose mani. Io ne solevo portar nella saccoccia per aguzzar la voglia del mangiare, se per mala sventura svogliato me ritrovava …”
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Bologna ai tempi di Cristina Dudley Paleotti

Scritto il 5 Maggio 2008 alle 15:19 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 20% [?]

La vecchia BolognaI secoli XVI e XVII sono quelli in cui il volto di Bologna si fissò negli aspetti edilizi e urbanistici che ancor oggi, in gran parte, conserva e che le conferiscono la fisionomia che conosciamo.

Particolarmente dalla seconda metà del 500, fin oltre la metà del 600, l’attività edilizia, sia privata che pubblica, apparve febbrile ed era evidente che la categoria dei muratori non sapeva cosa fosse la crisi occupazionale, tanto che una vecchia tradizione popolare bolognese riteneva che per una donna fosse una fortuna sposare un muratore.
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Giù le mani dalla fontana!

Scritto il 29 Aprile 2008 alle 20:57 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 19% [?]

Fontana del NettunoCon questo articolo inizia la collaborazione di Rossana Conte con POSTFIERA.org : Rossana si è gentilmente offerta di regalare ai nostri lettori qualche piccolo scorcio di una Bologna che non c’è più, e, come sappiamo, conoscere il nostro passato è fondamentale per capire meglio il presente. Ringraziamo quindi l’autrice a nome della redazione e di tutti i frequentatori del sito.

Nel 1564 fu abbattuto l’isolato che si trovava tra il palazzo del Legato e il palazzo Re Enzo, per aprire l’attuale piazza del Nettuno. Al centro della piazza fu collocata la fontana del Nettuno, opera di Jean de Boulogne (Giambologna), nel lato della piazza dove ora vi è il Sacrario dei Caduti Partigiani, vi erano le botteghe dei ramai, sul lato opposto Palazzo Re Enzo.
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Il tempo del tempio

Scritto il 30 Dicembre 2007 alle 17:16 da marco | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 19% [?]

Il Dio DionisoDioniso, dio greco, aveva una raffigurazione maschia ma a volte anche effeminata: rappresentava la leggerezza come la perdita del controllo, del bene e del male, la medicina come la distruzione sanguinaria.

Distruzione sanguinaria perché il suo rito prevedeva l’immolazione di vittime sacrificali, cioè prevedeva il ‘correre’ del sangue.


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Il signore delle mosche

Scritto il 27 Novembre 2007 alle 00:21 da marco | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 27% [?]

Per difendere la memoria del duca Valentino (Cesare Borgia) perchè infine non l’aveva deciso lui di nascer figlio di vescovo, di vescovo che poi, mentre Cesare imparava a far pipì da solo, cercava di diventar papa…. avvelenando i concorrenti.

Per cui infine Cesare capì che per non divider l’eredità con altri, era il caso di uccider il fratello Giovanni ed il cognato, l’Aragona !
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I guardiani della Pellegrina

Scritto il 31 Ottobre 2007 alle 10:00 da editor | Categoria: Fra storia e mito, Segnalazioni | Indice di popolarità: 18% [?]

Da tempo un nostro collega, Giuseppe Cavallaro, riesce a conciliare con profitto il proprio impegno professionale di giurista con una prolifica attività in campo letterario.

Nella sua ultima opera, I GUARDIANI DELLA PELLEGRINA - Collana Le schegge d’oro di Montedit - € 9.80 (classificatasi nel concorso letterario Città di Melegnano 2006), in tre racconti brevi ci offre un buon saggio delle sue capacità, ed in particolare della facilità con cui sottopone al suo sguardo critico i protagonisti di queste storie.
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La bella Cecilia….

Scritto il 28 Gennaio 2007 alle 01:35 da marco | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 38% [?]

VeneziaCecilia Baffo Venier
Nasce nel 1525, undici anni prima della bolognese Pompilia Zambeccari, già nominata in un altro articolo.

Figlia di Nicolò Baffo e di Violante Venier, esponenti di due delle famiglie più importanti per la Repubblica di Venezia, infatti un Baffo è stato eletto Doge, (dal latino dux, duci ovvero ‘capo supremo’), la famiglia della madre era sempre una delle più altolocate fra le famiglie “patrizie”.
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Lo sapeva Vasco ?

Scritto il 28 Novembre 2006 alle 21:41 da marco | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 25% [?]

Magari sapeva, come lo sapeva il suo re, Manuel, che se non fossero arrivati laggiù il più presto possibile, sarebbero arrivati gli spagnoli, infatti nonostante il fatto che papa avesse tagliato a metà il mondo, metà agli spagnoli e l’altra ai portoghesi, la caccia era aperta.

Infatti agli albori del ‘500 capitò che un altro ammiraglio portoghese, Cabral, scoprisse, per caso, il Brasile e noi che siamo vissuti nel loro futuro, possiamo ben dire quanto sia rimasto portoghese il grande paese sud.- americano.
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I condottieri antichi

Scritto il 5 Novembre 2006 alle 23:39 da marco | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 25% [?]

Annibale e Scipione l’Africano.

Annibale, figlio d’Amilcare, nipote d’Asdrubale, tutti generali cartaginesi, si trovò a capo dell’esercito del padre, miseramente morto nel guado di un fiume, per sfuggire ad un agguato.

Con il padre era partito per un ‘giro di controllo’ fra i possedimenti iberici di Cartagine, la più famosa delle colonie fenice.
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