La seconda vita degli oggetti domestici
Scritto il 18 dicembre 2011 alle 14:10 da editor | Categoria: Sapevi che...? | Popolarità: 1% [?]
Seicento tonnellate: questa è la quantità di rifiuti che Bologna espelle ogni giorno e che finiscono nell’ambiente. Ma una città evoluta deve riuscire a mettere un freno a questo flusso, usando meno cose, o trasformando i materiali in nuovi prodotti.
Se gli oggetti funzionano o possiedono ancora valore, invece di gettarli via perché non offriamo loro una seconda opportunità? Da queste considerazioni nasce il progetto Second Life, l’area del riuso, dove i cittadini possono scambiarsi liberamente e gratuitamente qualunque oggetto di casa ancora in buono stato.
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Senza aver effettuato una scelta ad effetto, ma solo (come facciamo spesso) sviluppando note di agenzia diverse che per qualche motivo ci hanno colpito, questa notizia e la precedente sono finite una di fianco all’altra: il risultato è una sorta di contrappasso della vivibilità a Bologna, in cui la città, pur con molti indici di qualità della vita ampiamente positivi, rischia di perdere la sua battaglia contro l’inquinamento ambientale.
In coincidenza con la settimana europea per la riduzione dei rifiuti, in Emilia-Romagna ha preso il via la campagna di comunicazione “Chi li ha visti”, che ha comportato anche un’interessante indagine sul ciclo di smaltimento.
Con i suoi 3585 operatori, in crescita del 2,3 % rispetto al 2009, l’Emilia-Romagna si conferma la prima regione “bio” in Italia.
Come abbiamo già ricordato su queste pagine, fra il XII e XIII secolo a Bologna venne creato un sistema di gestione delle acque innovativo: il sistema prevedeva la canalizzazione dei fiumi Savena, Reno e Aposa all’interno della città, e sfruttava così l’energia idraulica di questi corsi d’acqua per azionare vari macchinari e apparati (opifici, mulini ecc.).
Sono già passati più di due anni dall’
Questa mattina all’Interporto di Bologna è stato inaugurato un nuovo maxi-impianto fotovoltaico, realizzato dal Gruppo Hera sui tetti dei Magazzini Generali, che potrà contare su una potenza complessiva di 3 MWp e sarà in grado di generare energia elettrica per 3.600 MWh all’anno, pari al consumo energetico di circa millecinquecento appartamenti.
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