Inaugura l’ultimo tassello di Genus Bononiae
Scritto il 19 gennaio 2012 alle 18:12 da editor | Categoria: Sapevi che...? | Popolarità: 1% [?]
Il 27 gennaio, in coincidenza con l’inaugurazione di Arte Fiera, sarà inaugurato il nuovo Museo della storia di Bologna, ospitato a Palazzo Pepoli Vecchio in via Castiglione 8.
Il giorno successivo ci sarà l’apertura al pubblico dell’edificio storico interamente restaurato, che su una superficie totale di 6.103 metri quadri ripercorre L’intero arco della storia bolognese, e aggiunge l’ultimo tassello al percorso museale “Genus Bononiae – Musei nella Citta“, ideato e finanziato dalla Fondazione Carisbo, su iniziativa del suo presidente Fabio Roversi Monaco.
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Circa 2200 anni fa, nel 189 a.C. nasceva la colonia di Bononia, che sarebbe diventata in seguito il principale dei centri affacciati lungo la via Aemilia (109 a.C.), grande direttrice di traffici, merci e uomini, allora come ora.
Stasera il Museo del Patrimonio Industriale, aderendo a Di sera con le Muse 2011 (trovi il programma completo delle iniziative al termine dell’articolo), organizza alle 19 e alle 20.30 due visite guidate gratuite su prenotazione, sulle tracce degli antichi manufatti di archeologia industriale.
Nel cuore di Bologna, nelle spendide sale di Palazzo Pepoli, è in arrivo “Bob e Nico”, una mostra che celebra i trentasei anni d’attività di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. La mostra, che sarà visitabile dal 5 maggio al 6 agosto, è stata fortemente voluta dai due artisti, per finanziare le attività di ricerca contro il cancro svolte dall’IRST di Meldola.
Anche in questo lungo ponte, i Musei civici cittadini manterranno il consueto orario di apertura festivo, con le
Dal 1° marzo 2011 nuove tariffe per i Musei civici. Nel calendario annuale sarà introdotto anche un periodo di apertura straordinaria, dal 21 marzo al 20 settembre, in cui queste mostre (ma l’intenzione è coinvolgere anche altre, come quelle dell’Università) resteranno aperte a turno dalle 20.30 alle 23.30.
Fin dal XII secolo la nostra città si dotò di un complesso sistema idraulico artificiale composto da chiuse (sul fiume Reno e sul torrente Savena), canali (tra cui quello di Reno, di Savena, delle Moline e Navile), e chiaviche, condotte sotterranee che distribuivano a rete l’acqua in molte zone della città. 
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