Controllo Internet? No, grazie
Scritto il 1 marzo 2010 alle 20:56 da editor | Categoria: Sapevi che...? | Popolarità: 12% [?]
Dopo la decisione del Garante della privacy che avevamo citato qualche mese fa, arriva una nuova sentenza a favore di un dipendente che veniva ‘osservato’ nel corso della propria attività su Internet.
La Corte Suprema di Cassazione ha infatti annullato un licenziamento avvenuto a seguito di controlli automatici e durati pochi minuti, perché il controllo del datore di lavoro deve riguardare esclusivamente l’attività lavorativa, e non gli altri comportamenti posti in essere dal dipendente sul luogo di lavoro.
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E’ illecito monitorare in modo sistematico e continuativo la navigazione in Internet dei lavoratori: il principio è stato ribadito dal Garante della Privacy, che ha vietato ad una società il trattamento dei dati personali di un dipendente e ha segnalato il caso all’autorità giudiziaria.
Sono in corso in tutta Italia ispezioni sui sistemi di videosorveglianza installati da comuni, scuole, ospedali, società private, istituti di vigilanza che trattano dati personali anche per conto terzi. Il Garante della Privacy, in collaborazione con la Guardia di Finanza, intende verificare il rispetto delle regole già fissate dall’Autorità con il provvedimento generale del 2004, e disegnare un quadro aggiornato sull’attuale impiego dei sistemi di videosorveglianza in diversi ambiti, sia pubblici sia privati.
Ricorderete tutti (o quasi) il clamore suscitato, ormai qualche settimana fa, dall’inopinata decisione del Ministero delle Finanze di pubblicare i propri archivi: in pratica, solo per poche ore, finì online una lista dettagliata di tutti i contribuenti italiani, divisi per provincia.
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