Tutti insieme dallo speziale!

Scritto il 2 giugno 2008 alle 15:57 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 24% [?]

La bottega dello spezialeUn tempo i medicinali erano divisi in “semplici” (quelli cioè che, minerali, vegetali o animali che fossero, erano prodotti spontaneamente dalla natura) e “composti”, prodotti cioè dall’uomo con una mescolanza di “semplici”.

Delle piante si usavano semi, radici e foglie; la più famosa e misteriosa era l’erba “mandragora” che, si diceva, crescesse ai margini dei patiboli e ai piedi degli impiccati, concimata dallo sperma secreto da questi per effetto secondario della morte per strangolamento. Veniva usata come antispastico e sedativo.
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Rinascimento: tanto profumo poca igiene!

Scritto il 26 maggio 2008 alle 08:08 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 34% [?]

La 'cerimonia' del bagnoAi tempi d’oro della Roma imperiale furoreggiavano bagni pubblici, bagni turchi e terme, e non c’era romano che non trascorresse una parte della sua giornata nelle avvolgenti acque del tepidarium, per poi tonificarsi con quelle gelide del frigidarium.
I bagni pubblici erano un luogo di aggregazione dove uomini e donne trascorrevano il proprio tempo chiacchierando, mangiando, bevendo e … non solo!

Il Rinascimento ereditò, invece, dal medioevo una profonda diffidenza nei confronti del corpo, anche se al contempo veniva esaltato il culto del bello e la riscoperta del nudo (ovviamente a livello artistico).
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C’era una volta Bologna a tavola…

Scritto il 19 maggio 2008 alle 22:11 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 23% [?]

Panoramica di BolognaBologna ha da sempre l’appellativo di “la grassa” che le è stato universalmente attribuito per la bontà dei salami e dei salsicciotti che vi venivano prodotti.

Ortensio Landi, che vi studiò medicina, nel 1545 dichiarava con entusiasmo: “Non mi voglio scordar d’avvertirti che in Bologna si fanno salsicciotti i migliori che mai si mangiassero; mangiansi crudi, mangiansi cotti e a tutte l’ore n’aguzzano l’appetito; fanno parere il vino saporitissimo ancora che svanito e sciapito molto sia: benedetto chi ne fu l’inventore, io bacio e adoro quelle virtuose mani. Io ne solevo portar nella saccoccia per aguzzar la voglia del mangiare, se per mala sventura svogliato me ritrovava …”
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Bologna ai tempi di Cristina Dudley Paleotti

Scritto il 5 maggio 2008 alle 15:19 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 27% [?]

La vecchia BolognaI secoli XVI e XVII sono quelli in cui il volto di Bologna si fissò negli aspetti edilizi e urbanistici che ancor oggi, in gran parte, conserva e che le conferiscono la fisionomia che conosciamo.

Particolarmente dalla seconda metà del 500, fin oltre la metà del 600, l’attività edilizia, sia privata che pubblica, apparve febbrile ed era evidente che la categoria dei muratori non sapeva cosa fosse la crisi occupazionale, tanto che una vecchia tradizione popolare bolognese riteneva che per una donna fosse una fortuna sposare un muratore.
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Giù le mani dalla fontana!

Scritto il 29 aprile 2008 alle 20:57 da rossana | Categoria: Fra storia e mito | Indice di popolarità: 24% [?]

Fontana del NettunoCon questo articolo inizia la collaborazione di Rossana Conte con POSTFIERA.org : Rossana si è gentilmente offerta di regalare ai nostri lettori qualche piccolo scorcio di una Bologna che non c’è più, e, come sappiamo, conoscere il nostro passato è fondamentale per capire meglio il presente. Ringraziamo quindi l’autrice a nome della redazione e di tutti i frequentatori del sito.

Nel 1564 fu abbattuto l’isolato che si trovava tra il palazzo del Legato e il palazzo Re Enzo, per aprire l’attuale piazza del Nettuno. Al centro della piazza fu collocata la fontana del Nettuno, opera di Jean de Boulogne (Giambologna), nel lato della piazza dove ora vi è il Sacrario dei Caduti Partigiani, vi erano le botteghe dei ramai, sul lato opposto Palazzo Re Enzo.
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Pompilia Zambeccari

Scritto il 2 gennaio 2007 alle 14:44 da marco | Categoria: Segnalazioni | Indice di popolarità: 49% [?]

Le ragazze buone vanno in paradiso, le cattive in convento.
Rossana Conte, collana di storie bolognesi, Costa editore

L’opera ritrae la Bologna della seconda metà del ‘500. La storia non va giudicata ma compresa, per quanto possibile, cercando di calarsi nel periodo esaminato.

E’ la storia di una donna che nonostante tutto, ha cercato di rincorrere la felicità, cosa che dovrebbe spettare ad ogni essere umano.


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